Quando parte People = Shit o esplode il ritornello di Duality, la batteria degli Slipknot non accompagna semplicemente la canzone: la trascina in avanti. Oggi dietro quel muro di colpi c’è Eloy Casagrande, musicista brasiliano arrivato nella band nel 2024 dopo l’esperienza con i Sepultura. Per capire davvero il suo ruolo bisogna però guardare anche all’eredità di Joey Jordison e Jay Weinberg.
Il punto essenziale sul batterista degli Slipknot
- Eloy Casagrande è il batterista attuale degli Slipknot dal 2024.
- Joey Jordison ha definito il suono classico della band tra gli anni Novanta e il 2013.
- Jay Weinberg ha mantenuto quella tradizione per quasi dieci anni, dal 2014 al 2023.
- Lo stile di Casagrande unisce potenza, velocità e controllo ritmico.
- La batteria degli Slipknot funziona grazie all’equilibrio tra batteria, percussioni ed elettronica.
Chi è il batterista degli Slipknot oggi
Il batterista degli Slipknot è Eloy Casagrande. La band lo ha presentato ufficialmente nel 2024, dopo la separazione da Jay Weinberg, e il suo ingresso ha segnato una nuova fase per il gruppo.
Casagrande è conosciuto soprattutto per il lavoro svolto con i Sepultura, dove ha sviluppato un drumming aggressivo ma molto preciso. Non si limita a suonare forte: gestisce cambi di tempo complessi, accenti irregolari e passaggi ad alta velocità senza perdere stabilità. È proprio questo controllo che lo rende adatto alla macchina ritmica degli Slipknot.
Personalmente lo considero una scelta coerente per la band. Il suo stile non copia quello di Joey Jordison, ma conserva l’energia fisica che il pubblico si aspetta, aggiungendo una sensibilità più moderna e muscolare.
La storia dei batteristi che hanno costruito il suono della band
Parlare di un solo musicista non basta, perché ogni batterista degli Slipknot ha lasciato un’impronta diversa. La successione è relativamente semplice, ma le differenze artistiche sono notevoli.
| Periodo | Batterista | Impronta principale |
|---|---|---|
| 1995-2013 | Joey Jordison | Velocità, tecnica e identità estrema |
| 2014-2023 | Jay Weinberg | Potenza moderna e continuità dal vivo |
| Dal 2024 | Eloy Casagrande | Precisione, dinamica e aggressività brasiliana |
Joey Jordison ha creato il modello
Jordison è stato il batterista più iconico della prima era degli Slipknot. Nei brani di Slipknot, Iowa e Vol. 3: The Subliminal Verses ha combinato blast beat, doppia cassa e groove metal in modo riconoscibile.
La sua forza non stava soltanto nella velocità. Jordison sapeva inserire fill spettacolari senza spezzare la tensione del brano. Per me, il suo contributo più importante è aver trasformato la batteria in uno dei protagonisti assoluti della musica degli Slipknot.
Leggi anche: Thomas Raggi - Chitarrista Måneskin e Masquerade: evoluzione rock
Jay Weinberg ha raccolto un’eredità difficile
Jay Weinberg è entrato nella band nel 2014 e ha affrontato subito un compito complicato: sostituire un membro fondatore con uno stile amatissimo dai fan. Ha però costruito una personalità propria, soprattutto negli album .5: The Gray Chapter e We Are Not Your Kind.
Il suo drumming era spesso più pesante e regolare rispetto a quello di Jordison, con una grande attenzione alla solidità dal vivo. La sua esperienza ha dimostrato che, negli Slipknot, la tecnica conta quanto la capacità di reggere concerti fisicamente estenuanti.
Cosa distingue lo stile di Eloy Casagrande

Casagrande porta nella band una combinazione di precisione chirurgica e impatto brutale. La sua esperienza nel death e nel thrash metal gli permette di affrontare velocità elevate, ma il suo valore emerge soprattutto nei passaggi in cui deve rallentare, lasciare spazio alle chitarre e poi riportare il brano alla massima tensione.
Un elemento importante è il controllo della dinamica. La dinamica indica la variazione tra momenti più contenuti e parti esplosive. Negli Slipknot questa differenza è fondamentale: senza pause, accenti e cambi di intensità, anche il suono più potente diventerebbe monotono.
Nei concerti, inoltre, il batterista deve coordinarsi con percussioni, campionamenti ed effetti elettronici. Non suona in isolamento. Ogni colpo deve incastrarsi con una struttura molto affollata, dove chitarre, basso, voce e percussioni aggiuntive occupano contemporaneamente lo spazio sonoro.
Perché la batteria è il centro della violenza degli Slipknot
La batteria degli Slipknot ha una funzione più ampia del semplice accompagnamento ritmico. Stabilisce il peso dei riff, decide quando la canzone deve accelerare e crea gran parte dell’impatto fisico che si percepisce ascoltando la band ad alto volume.
La doppia cassa, cioè l’uso coordinato di due pedali sul tamburo, produce quella spinta continua tipica dei brani più estremi. Non serve però usarla sempre alla massima velocità. Nei pezzi migliori, il suo effetto nasce dal contrasto con groove più lenti e colpi pesanti sul rullante.
Io trovo particolarmente efficace il modo in cui gli Slipknot alternano precisione e caos apparente. La musica sembra sul punto di sfaldarsi, ma sotto c’è una griglia ritmica molto rigorosa. È questa tensione tra disordine e controllo a distinguere la band da molti gruppi nu metal più convenzionali.
Joey, Jay o Eloy quale batterista rappresenta meglio gli Slipknot
Non esiste una risposta assoluta, perché i tre musicisti appartengono a momenti diversi della storia del gruppo. Joey Jordison resta il simbolo della fase fondativa, Jay Weinberg rappresenta la continuità moderna, mentre Eloy Casagrande incarna il presente e la possibile evoluzione tecnica della band.
- Per l’identità storica, Jordison è il riferimento più importante.
- Per la continuità dal vivo, Weinberg ha svolto un lavoro decisivo.
- Per la tecnica contemporanea, Casagrande offre una combinazione molto completa.
Se dovessi scegliere un solo nome per spiegare perché gli Slipknot sono diventati un fenomeno globale, direi Jordison. Se invece considero il momento attuale, Casagrande è il musicista che può spingere la band verso una dimensione ancora più estrema senza perdere il controllo.
Come ascoltare davvero il lavoro del batterista degli Slipknot
Per apprezzare le differenze tra i vari periodi consiglio di ascoltare in sequenza Eyeless, The Blister Exists, The Devil in I e alcuni brani eseguiti dal vivo dopo il 2024. In questo modo si percepiscono il fraseggio di Jordison, la solidità di Weinberg e l’attacco più moderno di Casagrande.
Il dettaglio da seguire non è soltanto la velocità. Ascolta il modo in cui il batterista entra dopo una pausa, il rapporto tra cassa e chitarra e la precisione con cui chiude i fill. È lì che si capisce se un musicista sta semplicemente colpendo forte oppure sta realmente guidando tutta la canzone.