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Lars Ulrich, il batterista dei Metallica tra riff e dinamica

Dimitri Marino

Dimitri Marino

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1 novembre 2026

Lars Ulrich, batterista dei Metallica, urla mentre colpisce i piatti con le bacchette, immerso nella musica.

Quando si parla del suono dei Metallica, il nome di Lars Ulrich arriva subito dopo i riff di James Hetfield. È il batterista dei Metallica fin dalla nascita della band e una figura decisiva nella sua direzione musicale, anche se il suo stile ha sempre diviso pubblico e critica. Qui ricostruisco la sua storia, il ruolo nel gruppo, le tecniche più riconoscibili e i brani migliori per capire davvero il suo modo di suonare.

Le informazioni essenziali sul batterista dei Metallica

  • Lars Ulrich è il batterista e cofondatore dei Metallica.
  • Ha formato la band nel 1981 insieme a James Hetfield.
  • Il suo stile punta su energia, dinamica e costruzione dei brani, più che sulla sola velocità.
  • Le sue parti più rappresentative si ascoltano in “One”, “Battery” e “Master of Puppets”.
  • Il suo contributo comprende anche scrittura, arrangiamento e direzione artistica.

Chi è Lars Ulrich e perché è così importante

Il batterista dei Metallica è Lars Ulrich, musicista danese nato il 26 dicembre 1963 e trasferitosi negli Stati Uniti da giovane. Nel 1981 pubblicò un annuncio per trovare musicisti con cui formare una band: da quell’incontro nacque la collaborazione con James Hetfield, destinata a cambiare la storia del metal.

Ulrich non è soltanto il musicista seduto dietro la batteria. È uno dei cofondatori, un autore delle strutture ritmiche e una presenza importante nelle decisioni artistiche del gruppo. La sua forza, secondo me, sta soprattutto nella capacità di capire quando la batteria deve spingere in avanti e quando invece deve lasciare spazio al riff.

La formazione attuale comprende anche Hetfield, Kirk Hammett e Robert Trujillo. Ulrich è l’unico batterista ad aver suonato in tutti gli album in studio dei Metallica, un dato che racconta bene la sua continuità all’interno della band.

Come si è evoluto il suo stile dagli esordi a oggi

Nei primi dischi Ulrich suonava con un approccio diretto, aggressivo e molto legato al nascente thrash metal. Questo sottogenere unisce la velocità dell’heavy metal alla ruvidità del punk e richiede precisione, resistenza e grande controllo dei cambi di tempo.

Su Kill ’Em All e Ride the Lightning emerge un batterista ancora impulsivo, ma già capace di costruire passaggi riconoscibili. Con Master of Puppets raggiunge uno dei suoi momenti più convincenti, alternando cavalcate serrate, pause improvvise e parti che seguono il fraseggio delle chitarre quasi come una seconda voce.

Il Black Album mostra una trasformazione importante. Il drumming diventa più pesante, ordinato e accessibile, con un suono pensato per sostenere brani destinati a un pubblico molto più ampio. Non è una rinuncia all’aggressività, ma un modo diverso di usarla.

Periodo Caratteristiche principali Album rappresentativi
1983-1984 Velocità, attitudine punk e cambi rapidi Kill ’Em All, Ride the Lightning
1986-1988 Maggiore controllo, dinamica e varietà Master of Puppets, ...And Justice for All
1991-2000 Groove più ampio e arrangiamenti essenziali Metallica, Load, Reload
2008-2023 Ritorno a una maggiore aggressività Death Magnetic, Hardwired... to Self-Destruct, 72 Seasons

I brani migliori per capire il batterista

Per comprendere il suo stile non partirei dai passaggi più veloci. Preferisco ascoltare come accompagna un riff, come prepara un ritornello e come usa il silenzio. Sono dettagli che spiegano meglio la sua identità rispetto a una semplice gara di tecnica.

“One” mostra il controllo della tensione

La parte iniziale è trattenuta e quasi sospesa, mentre nella seconda metà il brano esplode con un’intensità crescente. La progressione ritmica segue la narrazione della canzone e dimostra quanto Ulrich sappia trasformare la batteria in uno strumento drammatico.

“Battery” rappresenta l’energia del thrash

Qui il suo drumming è rapido, secco e aggressivo. Il brano è utile per osservare l’alternanza tra sezioni acustiche, accelerazione e impatto elettrico. Non conta soltanto la velocità: conta il modo in cui la batteria prepara l’ingresso del riff principale.

“Master of Puppets” punta sulla costruzione del riff

Il brano è un ottimo esempio di batteria al servizio della composizione. Ulrich sostiene le parti più pesanti, apre spazio nei passaggi melodici e accompagna i cambi senza rendere la struttura confusa. È una lezione pratica su come la precisione dell’arrangiamento possa valere più di un virtuosismo isolato.

Leggi anche: Chi era il chitarrista dei Nirvana? La verità su Cobain

“Enter Sandman” spiega il suo lato più essenziale

Il ritmo è semplice da riconoscere, ma non banale da rendere efficace. Ogni colpo ha un peso preciso e il groove lascia respirare voce e chitarre. A mio avviso, questo è uno dei casi in cui la scelta di non riempire ogni spazio ha contribuito al successo del brano.

Che tipo di batterista è davvero Lars Ulrich

Ulrich non è generalmente considerato un virtuoso nel senso tradizionale del termine. Il suo valore emerge soprattutto nella visione del brano, nella capacità di creare introduzioni memorabili e nel rapporto con i riff di Hetfield.

La critica più frequente riguarda la precisione irregolare in alcune esibizioni dal vivo e l’uso meno spettacolare della doppia cassa rispetto ad altri batteristi metal. È un’osservazione legittima, ma non racconta tutto. Il suo stile ha funzionato perché la batteria dei Metallica non è mai stata pensata come una dimostrazione tecnica separata dal resto della band.

Il confronto con batteristi estremamente tecnici può quindi essere fuorviante. Se cerco velocità e complessità pura, trovo interpreti più avanzati. Se invece considero impatto, riconoscibilità e contributo alla forma delle canzoni, Ulrich occupa una posizione molto più interessante.

Il suo ruolo nella scrittura dei Metallica

Uno degli aspetti spesso sottovalutati riguarda il lavoro creativo svolto lontano dal palco. Ulrich ha contribuito alla definizione delle strutture, alla selezione delle idee e alla costruzione dell’identità sonora della band insieme a Hetfield.

In molti brani la batteria non arriva alla fine del processo come semplice accompagnamento. Le parti ritmiche aiutano a stabilire durata, tensione e dinamica delle sezioni. Per questo il suo ruolo è più vicino a quello di un arrangiatore che a quello di un semplice esecutore.

Questa prospettiva aiuta anche a capire alcune scelte meno amate dai fan. Album come Load e Reload mostrano una band disposta a cambiare, mentre St. Anger presenta un suono volutamente ruvido e poco convenzionale. Non tutte le decisioni hanno convinto allo stesso modo, ma testimoniano la volontà di non restare fermi al modello del thrash degli anni Ottanta.

Da dove iniziare per ascoltarlo con attenzione

Per seguire l’evoluzione del suo drumming suggerisco un percorso in cinque tappe, ascoltando ogni disco con attenzione alle entrate, alle pause e ai cambi di dinamica:

  1. Kill ’Em All per l’energia grezza degli esordi.
  2. Ride the Lightning per la crescita nella gestione delle strutture.
  3. Master of Puppets per l’equilibrio tra velocità e composizione.
  4. Metallica per il groove e la capacità di rendere memorabile una parte semplice.
  5. 72 Seasons per ascoltare il ritorno a un approccio più aggressivo e moderno.

Il consiglio che mi sento di dare è di non isolare subito la batteria. Prima ascolterei il brano nel suo insieme, poi tornerei sulle singole parti. In questo modo si capisce perché alcune scelte di Ulrich dividono i musicisti, ma continuano a funzionare così bene per milioni di ascoltatori.

La lezione più utile lasciata dal batterista dei Metallica

Lars Ulrich dimostra che un batterista può diventare fondamentale anche senza puntare continuamente al virtuosismo. La sua eredità sta nell’aver trasformato la batteria in una parte riconoscibile della scrittura dei Metallica, con ritmi memorabili, cambi ben costruiti e grande attenzione all’impatto del brano.

Per chi suona, la lezione è concreta: la tecnica serve, ma la scelta del momento giusto conta ancora di più. Una parte semplice, se sostiene il riff e aumenta la tensione, può lasciare un segno più profondo di un esercizio perfetto ma privo di direzione.

Domande frequenti

Ulrich è cofondatore della band insieme a James Hetfield e l’unico batterista presente in tutti gli album in studio dei Metallica. Il suo contributo comprende batteria, scrittura, arrangiamento e direzione artistica.

Nei primi album il suo stile era veloce, aggressivo e vicino al thrash metal. Con il Black Album il drumming è diventato più pesante, ordinato e accessibile, mentre nei lavori più recenti è tornato a un approccio maggiormente aggressivo.

One mostra il controllo della tensione e la progressione ritmica. Battery rappresenta l’energia del thrash, Master of Puppets evidenzia la costruzione del riff ed Enter Sandman mostra il suo uso efficace di un groove essenziale.

Non è generalmente considerato un virtuoso tecnico nel senso tradizionale, soprattutto per la precisione irregolare di alcune esibizioni dal vivo e per l’uso meno spettacolare della doppia cassa. Il suo valore emerge soprattutto dall’impatto, dalla riconoscibilità e dalla capacità di costruire la forma dei brani.
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metallica thrash metal lars ulrich batteria

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Autor Dimitri Marino
Dimitri Marino
Mi chiamo Dimitri Marino e ho cinque anni di esperienza nel mondo della musica rock e metal. La mia passione per la cultura underground è nata in giovane età, quando ho scoperto le sonorità potenti dei gruppi che hanno segnato la storia del genere. Scrivere di musica per me è un modo per condividere la mia visione e il mio amore per artisti e band che spesso rimangono nell'ombra, ma che meritano di essere ascoltati. Nel mio lavoro, mi dedico a esplorare le diverse sfaccettature della scena musicale, analizzando le tendenze attuali e confrontando le informazioni per offrire ai lettori articoli chiari e ben documentati. Credo fermamente nell'importanza di fornire contenuti utili e aggiornati, semplificando argomenti complessi e aiutando i lettori a comprendere meglio il panorama musicale che ci circonda. Sono entusiasta di condividere le mie scoperte su metalmaniacs.it, dove ogni articolo è un'opportunità per approfondire e celebrare la musica che amo.
Commenti (2)
  • L

    Luca

    01 novembre 2026

    Ah, Ulrich… mi ricordo ancora quando i Metallica vennero a suonare qui vicino, tanti anni fa, ero ancora un ragazzino… Non è che fossi proprio un fan sfegatato del metal, ma insomma, si sentiva che c’era qualcosa di speciale in quel gruppo, anche se non capivo bene cosa. Poi con gli anni ho capito che non era solo la velocità, ma proprio come dice l’articolo, la dinamica, il modo in cui costruivano i pezzi… E lui, Lars, era una parte fondamentale di tutto questo. Non è mai stato il più tecnico, questo si sa, ma il suo modo di dare energia e spinta ai brani, quello sì, era unico. Ricordo che si parlava sempre di come fosse bravo a scrivere e arrangiare, non solo a suonare. Insomma, un vero pilastro della band, non c'è che dire. E pensare che è da così tanto tempo che sono sulla scena… Un bel pezzo di storia del rock, questi Metallica.

  • I

    Iolanda

    01 novembre 2026

    lars ulrich è un genio, wgl il suo stile è troppo unico e si sente che mette l'anima in ogni pezzo. master of puppets è iconica, nient'altro da dire 🤘

    Dimitri MarinoDimitri MarinoAutore

    01 novembre 2026

    Zgadzam się! 🤘

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