Jackson Kelly, quale modello scegliere per il metal?

Piero Carbone

Piero Carbone

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13 ottobre 2026

Jackson Kelly nero con bordi ramati, pronto per riff potenti.

Quando una chitarra deve reggere riff pesanti, accordature ribassate e palchi metal senza passare inosservata, la Jackson Kelly entra subito in gioco. In questo articolo analizzo forma, costruzione, suono, principali versioni disponibili e prezzi indicativi in Italia, con qualche consiglio pratico per capire quale modello abbia davvero senso per il tuo modo di suonare.

La Kelly è una scelta estrema ma più versatile di quanto sembri

  • Forma offset aggressiva ispirata al mondo hard rock e metal.
  • Scala da 25,5 pollici e 24 tasti sulla maggior parte delle versioni attuali.
  • JS32 adatta a chi cerca il prezzo più accessibile, con Floyd Rose licensed.
  • X Series KEX più solida grazie al manico neck-through e al rinforzo in grafite.
  • Prezzi italiani generalmente compresi tra circa 325 e oltre 1.500 euro, in base a serie e componenti.

Jackson Kelly con finitura nera e dorata a crepe, un vero fulmine di suono.

Perché la Kelly è diventata un’icona del metal

La Kelly nasce nel periodo in cui Jackson stava definendo l’estetica della chitarra moderna da shredder. Il corpo asimmetrico, appuntito e ispirato alle forme Explorer, la rende immediatamente riconoscibile, ma non è soltanto una scelta scenografica: il grande accesso ai registri alti e il manico veloce rispondono a esigenze concrete di chi suona metal.

La sua popolarità è legata soprattutto a Marty Friedman, che la portò sui palchi e nei dischi dei Megadeth durante l’epoca di Rust in Peace. Il legame con il thrash ha fissato nell’immaginario l’idea di una macchina da assoli, anche se oggi il modello funziona bene pure per groove metal, death metal, metalcore e hard rock moderno.

Personalmente considero la forma uno dei punti di forza e, allo stesso tempo, il primo limite. Sul palco è spettacolare e il corpo tende a distribuirsi bene con una tracolla larga, ma richiede più attenzione quando la si appoggia o la si trasporta. Una custodia specifica non è un accessorio secondario, perché le punte sporgenti sono più esposte agli urti rispetto a quelle di una superstrat.

Le versioni attuali e ciò che cambia davvero

Non esiste una sola Kelly. La differenza tra le serie economiche, intermedie e professionali non riguarda soltanto la finitura, ma soprattutto costruzione del manico, ponte, pickup e controllo della qualità. La tabella aiuta a orientarsi senza perdersi nei nomi commerciali.

Serie o modello Costruzione Pickup e ponte Prezzo indicativo in Italia Per chi la sceglierei
JS32 Corpo in pioppo, manico bolt-on in acero HH Jackson high-output, Floyd Rose licensed Circa 325-390 euro Principianti evoluti e budget contenuto
JS32T Corpo in pioppo, manico bolt-on HH Jackson, ponte fisso Circa 320-370 euro Chi preferisce accordatura stabile e manutenzione semplice
X Series KEX Manico neck-through in acero con rinforzi in grafite HH Jackson high-output, Floyd Rose Special Circa 750-885 euro Metal moderno, concerti e uso intensivo
Pro Plus KE1A Manico neck-through in acero a tre elementi Fishman Fluence Modern, Floyd Rose 1000 Circa 1.500-1.600 euro Shredder esperti e musicisti professionisti
Signature Variabile secondo l’artista e la serie Pickup Seymour Duncan, Fishman o configurazioni dedicate Da circa 1.300 euro in su Chi cerca una specifica risposta sonora o ergonomica

La JS32 offre molto in rapporto al prezzo: 24 tasti jumbo, tastiera con raggio compound 12-16 pollici e due humbucker ad alta uscita. Il raggio compound significa che la tastiera è più arrotondata vicino al capotasto e più piatta verso i registri alti, una soluzione comoda sia per gli accordi sia per bending e legati.

La JS32T merita una considerazione particolare. Rinunciare al Floyd Rose significa perdere dive bomb e vibrati estremi, ma si guadagnano cambio corde più rapido, accordatura più facile e meno problemi durante le regolazioni. Per una prima chitarra da metal, spesso è la decisione più intelligente.

La X Series KEX sale di livello con il manico passante, cioè una struttura in cui il legno del manico attraversa tutto il corpo. Il risultato è un accesso più fluido agli ultimi tasti, maggiore continuità nella trasmissione delle vibrazioni e una sensazione generalmente più solida. Non trasforma da sola un chitarrista in uno shredder, ma rende lo strumento più pronto quando la tecnica cresce.

Come suona e come si comporta tra le mani

La configurazione HH, con due humbucker, spinge la Kelly verso un suono corposo e compresso. Il pickup al ponte offre attacco, definizione e taglio nella distorsione, mentre quello al manico è più adatto ad assoli rotondi, fraseggi melodici e parti pulite meno brillanti.

Con amplificatori high-gain la risposta è immediata, ma non bisogna confondere l’uscita elevata con la qualità del suono. I pickup Jackson delle serie JS e X sono funzionali per il metal, però possono risultare meno articolati di un set Seymour Duncan o Fishman quando si usano accordature molto basse e molta saturazione.

La scala da 25,5 pollici mantiene una tensione delle corde abbastanza familiare per chi proviene da Stratocaster, superstrat o altri strumenti Jackson. In Drop C può bastare un set più spesso, per esempio .010-.052; in Drop A o accordature ancora più basse conviene valutare corde da .012-.060 e una regolazione completa del manico.

Il manico satinato delle versioni più accessibili scorre bene e limita quella sensazione appiccicosa che alcuni finis lucidi producono sulla mano destra. La forma del corpo, invece, richiede un breve periodo di adattamento. Da seduti può sembrare ingombrante, soprattutto se si usa la posizione classica, mentre in piedi tende a esprimere meglio il proprio equilibrio.

Il Floyd Rose è il componente che divide di più i chitarristi. Permette effetti spettacolari e una buona tenuta dell’accordatura quando è regolato correttamente, ma il cambio di tonalità e la sostituzione delle corde richiedono pazienza. Se non userai davvero la leva, il ponte fisso resta la soluzione più pratica.

Quale modello conviene comprare in Italia

Per scegliere bene non partirei dal colore o dalla punta più aggressiva. Guarderei prima ponte, costruzione del manico e destinazione d’uso, perché sono gli elementi che cambiano davvero l’esperienza quotidiana.

La scelta economica per iniziare

La JS32 ha senso per chi suona già da qualche tempo e vuole entrare nel territorio metal senza superare i 400 euro. Il manico è veloce, i 24 tasti offrono spazio per gli assoli e i pickup hanno abbastanza spinta per provare thrash e metal moderno.

Non la comprerei però aspettandomi una regolazione perfetta appena estratta dalla scatola. A questo prezzo può essere necessario un setup con regolazione del truss rod, intonazione e altezza del ponte. Mettere in conto 40-80 euro per un buon liutaio può fare una differenza maggiore di un cambio immediato dei pickup.

La soluzione più equilibrata

La X Series KEX è più indicata per chi suona in una band, registra spesso o vuole evitare di cambiare strumento dopo pochi anni. Il manico passante, i rinforzi in grafite e il ponte Floyd Rose Special la rendono più adatta a un uso intenso, anche se il modello rimane esigente nella manutenzione.

Tra 750 e 900 euro il prezzo è giustificato soprattutto dalla costruzione. Non pagherei quella differenza soltanto per avere un pickup più potente, perché un pickup si può sostituire. Il neck-through e la lavorazione del manico, invece, non sono upgrade semplici né economici.

Leggi anche: Il basso di Paul McCartney - Suono e tecnica: la guida definitiva

Quando ha senso salire di fascia

Le versioni Pro Plus e signature diventano interessanti quando sai già cosa cerchi. La KE1A, per esempio, adotta un Fishman Fluence Modern al ponte, 24 tasti jumbo in acciaio inox e un Floyd Rose 1000. È una configurazione molto focalizzata sul metal moderno, con grande attacco e buona leggibilità sotto distorsione.

Il modello con un solo pickup è una scelta deliberata, non una mancanza casuale. Riduce la versatilità, ma semplifica il percorso del segnale e concentra lo strumento sulle ritmiche aggressive e sugli assoli al ponte. Se suoni anche blues, clean ariosi o accompagnamenti morbidi, preferirei una versione con due pickup.

Gli errori da evitare prima dell’acquisto

Il primo errore è comprare una chitarra con Floyd Rose solo perché appare più “metal”. Se non conosci ancora il bilanciamento tra molle e corde, il ponte può diventare una fonte di frustrazione. Per iniziare, il modello a ponte fisso è spesso più utile e ti lascia concentrare sulla tecnica.

Il secondo è ignorare l’ergonomia. Le punte della Kelly possono urtare mobili, amplificatori e custodie non adatte. Prima dell’acquisto controllerei anche il peso, la posizione dei controlli e il bilanciamento con la tracolla, soprattutto se prevedi concerti lunghi.

Il terzo è valutare la chitarra soltanto da spenta. Una buona prova dovrebbe includere puliti, palm muting, bending, accordature ribassate e armonici artificiali. Una Kelly può sembrare convincente con un preset metal molto compresso e rivelare poi poca definizione quando si riduce il gain.

Infine, non confondere il nome della serie con il paese di produzione o con la qualità assoluta. La differenza tra due esemplari della stessa fascia può dipendere dal setup, dall’action e dalla condizione dei tasti. Su un usato controllerei in particolare usura dei fret, funzionamento del Floyd, crepe vicino al manico e modifiche ai pickup.

Come mantenerla pronta per il palco

La manutenzione cambia in base al ponte. Su una JS32T bastano pulizia della tastiera, controllo dell’intonazione, cambio corde regolare e verifica del manico. Su una versione con Floyd Rose bisogna invece mantenere un equilibrio preciso tra tensione delle corde e molle posteriori.

Per non complicare il lavoro, cambierei le corde una alla volta durante la manutenzione ordinaria e userei lo stesso calibro già installato. Passare da .009 a .011 senza un nuovo setup può alterare intonazione, action e posizione del ponte.

La tastiera in amaranth o laurel va pulita con un panno morbido e prodotti adatti, senza inzupparla di olio. Per il trasporto sceglierei una custodia sagomata Kelly, non una gig bag universale troppo larga: la protezione delle punte e della paletta conta quanto quella del corpo.

Prima di un concerto controllerei anche i serraggi del capotasto bloccacorde, il connettore jack e la leva del tremolo. Sono dettagli banali, ma un dado allentato o un cavo che fa falso contatto possono rovinare una serata più rapidamente di un problema ai pickup.

La scelta finale dipende più dal ponte che dall’estetica

La Kelly rimane una chitarra fortemente identitaria, pensata per chi vuole presenza visiva e una risposta energica sotto le dita. La JS32 è il punto d’ingresso più accessibile, la JS32T è la scelta razionale per chi vuole semplicità, mentre la X Series KEX rappresenta il compromesso più convincente per concerti e uso regolare.

Le versioni Pro Plus e signature hanno senso quando il musicista sa sfruttare pickup, tastiera e tremolo di livello superiore. Il mio consiglio è semplice: prova prima una Kelly con ponte fisso e una con Floyd Rose, suona in piedi e con il tuo amplificatore. La forma può conquistarti al primo sguardo, ma è l’equilibrio tra comodità, manutenzione e tecnica a decidere se resterà davvero la tua chitarra.

Domande frequenti

La JS32 offre 24 tasti jumbo, pickup HH ad alta uscita e Floyd Rose licensed a circa 325-390 euro. Se preferisci accordatura stabile, cambio corde rapido e manutenzione semplice, la JS32T con ponte fisso è spesso più pratica.

La JS32 ha manico bolt-on e corpo in pioppo; la X Series KEX usa un manico neck-through con rinforzi in grafite e Floyd Rose Special. La Pro Plus KE1A sale di fascia con Fishman Fluence Modern, tasti jumbo in acciaio inox e Floyd Rose 1000.

I prezzi indicativi vanno da circa 320-390 euro per JS32 e JS32T, a 750-885 euro per la X Series KEX. Le Pro Plus arrivano a circa 1.500-1.600 euro, mentre le signature partono da circa 1.300 euro.

Il ponte fisso è preferibile se non userai dive bomb e vibrati estremi, perché semplifica il cambio corde, le regolazioni e la gestione delle accordature. Il Floyd Rose è utile per effetti spettacolari, ma richiede un equilibrio preciso tra molle e tensione delle corde.
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Autor Piero Carbone
Piero Carbone
Mi chiamo Piero Carbone e ho sette anni di esperienza nel mondo della musica rock e metal. Fin da giovane, sono stato affascinato dalla cultura underground e dall'energia che queste sonorità riescono a trasmettere. Scrivere di musica è per me un modo per esplorare e condividere storie, artisti e tendenze che spesso rimangono nell'ombra. Mi piace analizzare le varie sfaccettature di questo genere, dalle radici storiche alle nuove proposte emergenti, cercando sempre di offrire informazioni chiare e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare diverse opinioni, per garantire che i lettori possano avere una visione completa e autentica del panorama musicale. Spero di aiutare chi mi legge a comprendere meglio le dinamiche di questo affascinante mondo e a scoprire nuove sonorità che possano arricchire la loro esperienza musicale.
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