Basta una corda appena fuori tono per rendere ruvido un riff che sulla carta dovrebbe mordere. Una corretta accordatura della chitarra serve a suonare intonati, ma anche a mantenere coerenti accordi, power chord, registrazioni e prove con altri musicisti. Qui trovi il metodo più affidabile per accordare lo strumento, le frequenze dello standard, gli errori da evitare e le accordature più utili per rock e metal.
I punti essenziali per partire con lo strumento già pronto
- Accordatura standard: dalla sesta alla prima corda è Mi, La, Re, Sol, Si, Mi, cioè E A D G B E.
- Accordatore cromatico: è la soluzione più semplice e precisa per iniziare, soprattutto in ambienti rumorosi.
- Calibrazione: lascia il riferimento su A4 = 440 Hz, salvo indicazioni diverse della band o del brano.
- Ordine corretto: accorda dal grave all’acuto e ricontrolla tutte le corde dopo averle stabilizzate.
- Rock e metal: Drop D, Mi bemolle e Drop C cambiano tensione, risposta e spesso anche il calibro delle corde.

La configurazione standard e le note da ricordare
La configurazione più comune usa sei corde accordate, dalla più spessa alla più sottile, su E A D G B E. In italiano corrisponde a Mi, La, Re, Sol, Si, Mi. Le due corde di Mi non hanno la stessa altezza: il Mi basso è grave e profondo, mentre quello cantino è più acuto e si trova due ottave sopra.
| Corda | Nota | Frequenza approssimativa |
|---|---|---|
| 6ª, la più spessa | Mi basso, E2 | 82,41 Hz |
| 5ª | La, A2 | 110,00 Hz |
| 4ª | Re, D3 | 146,83 Hz |
| 3ª | Sol, G3 | 196,00 Hz |
| 2ª | Si, B3 | 246,94 Hz |
| 1ª, il cantino | Mi acuto, E4 | 329,63 Hz |
Le frequenze valgono con il riferimento internazionale A4 = 440 Hz. Nella pratica quotidiana non serve inseguire ogni decimale, ma questa tabella aiuta a capire cosa sta mostrando un accordatore e perché una chitarra può risultare corretta rispetto a se stessa, ma leggermente alta o bassa rispetto a una base registrata.
Io consiglio di memorizzare la sequenza anche con le sillabe italiane. Sapere che la quinta corda è un La e la quarta un Re rende più facile accordare a orecchio, leggere un tutorial o capire rapidamente quale corda richiede attenzione.
Quale accordatore usare senza complicarsi la vita
Per la maggior parte dei chitarristi, un accordatore cromatico è la scelta più pratica. Riconosce la nota suonata e indica se bisogna aumentare o diminuire la tensione. Le app sul telefono funzionano bene in una stanza tranquilla, mentre un accordatore a pinza legge la vibrazione direttamente dalla paletta e resta più affidabile vicino a un amplificatore.
- App per smartphone: economica e sufficiente per studiare a casa, ma sensibile a rumori, riverbero e microfoni poco precisi.
- Accordatore a clip: rapido, portatile e adatto ad acustica, classica ed elettrica scollegata.
- Pedale accordatore: la soluzione più solida dal vivo, perché permette di silenziare il segnale e accordare senza rumori dal palco.
- Accordatura a orecchio: utile per allenarsi e per le emergenze, ma dipende da una nota iniziale realmente corretta.
Con una chitarra elettrica collegata preferisco usare un pedale o un accordatore a clip. Prima spengo effetti, distorsione e delay, perché le armoniche possono confondere il rilevamento. Sull’acustica suono una corda alla volta vicino alla buca, mentre sulla classica evito di pizzicare con troppa forza, altrimenti la nota può risultare momentaneamente più acuta.
Il parametro di calibrazione merita un controllo veloce. Se qualcuno ha impostato per errore 442 Hz invece di 440, la chitarra sarà leggermente più alta, un dettaglio piccolo da solo ma fastidioso quando si suona con una registrazione o con strumenti accordati correttamente.
Come accordare la chitarra passo dopo passo
Prima di iniziare, siediti con lo strumento nella posizione in cui lo suonerai davvero. Cambiare molto l’angolo del manico o appoggiare la chitarra su una superficie diversa può modificare leggermente la tensione, soprattutto su strumenti con ponte mobile.
- Imposta il riferimento su A4 = 440 Hz. Se il brano richiede Mi bemolle o un’altra tonalità, lo farai dopo aver scelto il sistema corretto.
- Suona soltanto la sesta corda. Lasciala vibrare libera, senza toccare le altre, e osserva la lettera indicata dall’accordatore.
- Regola la meccanica lentamente. Se la nota è bassa, aumenta la tensione; se è alta, allenta la corda con piccoli movimenti.
- Passa alla quinta, quarta, terza, seconda e prima corda. Accorda ciascuna sulla nota prevista, senza cercare di correggere più corde insieme.
- Ripeti il giro completo. La tensione del manico e del ponte si assesta, quindi le prime corde accordate possono essersi mosse leggermente.
- Controlla con accordi e intervalli. Suona un E maggiore, un G o un power chord e verifica che non ci siano battimenti evidenti.
Quando monto corde nuove, le accordo almeno due o tre volte. Dopo il primo giro le tiro con delicatezza verso l’alto in diversi punti del manico, poi ripeto il controllo. Questo aiuta ad assestare gli avvolgimenti sulle meccaniche, ma non bisogna strattonare con forza: una corda nuova può spezzarsi, soprattutto il cantino.
Se non hai un accordatore, puoi usare l’accordatura relativa. Parti da una corda già abbastanza vicina alla nota e confronta la quinta corda al quinto tasto con la corda successiva a vuoto. L’unica eccezione importante è il passaggio tra Sol e Si, dove devi usare il quarto tasto della terza corda, non il quinto.
Quando lo standard non basta per rock e metal
La configurazione standard è il punto di partenza migliore, ma molti riff rock e metal richiedono corde più gravi e accordi che si possano premere con un solo dito. Qui entrano in gioco le accordature alternative, che cambiano l’altezza di una o più corde e il rapporto tra tensione, timbro e diteggiatura.
| Accordatura | Note dalla sesta alla prima | Uso tipico | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Standard | E A D G B E | Studio, blues, rock, pop e repertorio generale | È il riferimento per la maggior parte dei metodi |
| Drop D | D A D G B E | Riff rock e metal con power chord rapidi | Solo la sesta corda scende di un tono |
| Mi bemolle | Eb Ab Db Gb Bb Eb | Suono più scuro e minore tensione generale | Tutte le corde scendono di un semitono |
| Drop C | C G C F A D | Metal moderno e riff molto profondi | Può servire un calibro più pesante e un setup dedicato |
| Open G | D G D G B D | Blues, slide e rock di matrice tradizionale | Le corde a vuoto formano un accordo di Sol |
Il Drop D è il cambio più semplice da provare. Basta abbassare la sesta corda da Mi a Re, mantenendo invariate le altre cinque. I power chord sulle tre corde basse diventano più immediati, ma gli accordi imparati nello standard non sempre conservano la stessa forma utile.
Scendere fino al Drop C è un’altra cosa. La tensione diminuisce e le corde possono diventare molli, imprecise e rumorose. In quel caso un set più spesso, per esempio nell’area .011-.052 o .012-.056 per una elettrica a scala comune, può migliorare la risposta, ma la scelta dipende da scala, ponte, tecnica e preferenze personali.
Su una chitarra con ponte flottante eviterei di cambiare accordatura di continuo. Ogni modifica altera l’equilibrio tra corde e molle, quindi lo strumento può richiedere una regolazione vera. Per passare spesso dallo standard al Drop C, una seconda chitarra già preparata è spesso più pratica e più affidabile.
Gli errori che fanno sembrare instabile una chitarra
Molte persone danno la colpa all’accordatore quando il problema è meccanico o tecnico. Una corda che continua a calare può essere semplicemente nuova, montata male o non ancora assestata; una nota che diventa acuta quando si preme forte può dipendere dalla tecnica, non dall’intonazione generale dello strumento.
Girare troppo le meccaniche
Correggere con movimenti ampi porta facilmente a superare la nota e a creare un continuo avanti e indietro. Io preferisco arrivare leggermente sotto il tono e aumentare la tensione con piccoli aggiustamenti. In questo modo la meccanica tende a restare più stabile.
Accordare con le dita sulla tastiera
Premere troppo vicino al tasto o esercitare una forza eccessiva può far salire la nota. La corda deve essere premuta appena quanto basta per ottenere un suono pulito. Questo è particolarmente evidente sul cantino e sui tasti vicini al capotasto.
Ignorare capotasto, ponticello e meccaniche
Se una corda scatta mentre giri la chiave, il capotasto potrebbe avere attrito. Se l’intonazione peggiora salendo lungo la tastiera, potrebbe servire un controllo del ponte o del manico. In questi casi accordare più volte risolve solo il sintomo e non elimina la causa.
Leggi anche: Canzoni con Chitarra Elettrica Famosa - Non solo riff!
Usare corde vecchie aspettandosi precisione
Le corde consumate perdono brillantezza e possono sviluppare punti di contatto irregolari. Non esiste un intervallo universale per sostituirle, ma chi suona spesso può accorgersi del calo dopo alcune settimane, mentre chi studia saltuariamente può usarle più a lungo. Il segnale più utile è una combinazione di suono spento, difficoltà a mantenere il tono e intonazione poco uniforme.
Un test semplice consiste nel confrontare la nota a vuoto con la stessa nota al dodicesimo tasto. Se l’ottava è sensibilmente crescente o calante, il problema non si risolve soltanto con l’accordatore. Serve verificare il setup, cioè la regolazione dell’insieme di manico, action, capotasto e ponte.
Come mantenere stabile l’accordatura durante prove e concerti
La stabilità comincia prima di suonare. Lascio acclimatare la chitarra per qualche minuto, soprattutto quando passa da un’auto fredda a un locale caldo, e controllo sempre il tono dopo aver montato corde nuove. Temperatura e umidità influenzano il legno, il manico e la tensione delle corde più di quanto molti principianti immaginino.
- Accorda la chitarra dopo averla lasciata nella stanza per almeno 10-15 minuti.
- Controlla l’accordatura dopo i primi brani, non soltanto prima del soundcheck.
- Avvolgi le corde in modo ordinato sulle meccaniche, evitando spire sovrapposte.
- Su un ponte flottante, cambia una corda alla volta quando possibile.
- Porta un accordatore di riserva se devi suonare dal vivo.
Durante una prova con basso e batteria, un accordatore a pedale permette di isolare rapidamente il problema. Se la chitarra sembra stonata soltanto quando entra il basso, controlla prima che entrambi gli strumenti condividano lo stesso riferimento e la stessa accordatura, invece di modificare casualmente le corde.
Per una registrazione, accordo prima di ogni take importante. Non perché lo strumento debba diventare perfetto in senso assoluto, ma perché una piccola variazione tra due parti sovrapposte può creare battimenti e rendere il riff meno compatto. Nel metal questo dettaglio si sente subito sulle chitarre raddoppiate.
Il controllo finale che evita sorprese sul riff
Una chitarra davvero pronta non è soltanto quella che mostra sei indicatori verdi. Dopo l’accordatura suono qualche accordo aperto, un paio di power chord e una frase nella parte alta del manico. Se tutto resta coerente, posso passare all’amplificatore senza inseguire la nota a ogni battuta.
Il mio metodo è semplice: accordatore, ascolto e controllo musicale devono confermarsi a vicenda. Se la chitarra è stabile, l’intonazione è corretta e la tensione è adatta al repertorio, anche una configurazione alternativa come Drop D o Mi bemolle diventa uno strumento creativo, non una fonte di problemi.