Quando una scala o un riff sembra spostarsi senza logica sul manico, quasi sempre manca una mappa mentale delle note. In questa guida mostro come sono disposte sulla chitarra, quali posizioni conviene imparare per prime e come orientarsi anche tra basso, power chord e accordature rock più pesanti.
La mappa essenziale per muoversi sul manico
- Accordatura standard: dalla sesta alla prima corda si va da Mi, La, Re, Sol, Si, Mi.
- Ogni tasto vale un semitono: al dodicesimo tasto ricomincia la stessa sequenza un’ottava più alta.
- Le corde di Mi e La sono il punto di partenza migliore per trovare note, ottave e power chord.
- La corda Sol e la corda Si interrompono la regolarità dell’accordatura con una distanza di terza maggiore.
- Conoscere il manico aiuta a improvvisare, trasporre riff e leggere tablature con molta più sicurezza.
Il punto di partenza è l’accordatura standard
La disposizione delle note dipende prima di tutto dall’accordatura. Nella configurazione più comune, usata dalla maggior parte dei metodi, degli accordi e delle tablature, le corde a vuoto formano la sequenza Mi, La, Re, Sol, Si, Mi, dalla più spessa alla più sottile.
| Corda | Nome italiano | Notazione internazionale | Funzione pratica |
|---|---|---|---|
| 6ª | Mi basso | E | Riferimento per riff e power chord |
| 5ª | La | A | Secondo riferimento per accordi mobili |
| 4ª | Re | D | Utile per arpeggi e linee melodiche |
| 3ª | Sol | G | Collega la zona grave a quella acuta |
| 2ª | Si | B | Presenta il cambio di intervallo dell’accordatura |
| 1ª | Mi cantino | E | Stessa nota della sesta, ma due ottave più in alto |
La lettera B corrisponde al Si, mentre E indica il Mi. Questa doppia nomenclatura è indispensabile quando si leggono tablature, schemi di scale o accordi scritti in inglese. Io consiglio di imparare entrambe fin dall’inizio, perché nel rock e nel metal la notazione internazionale compare praticamente ovunque.
Come si legge la tastiera senza perdersi
Ogni tasto alza la nota di un semitono. Partendo dalla sesta corda a vuoto, quindi, troviamo Mi, Fa al primo tasto, Fa diesis al secondo, Sol al terzo e così via. Dopo dodici tasti la sequenza ricomincia, ma a un’ottava superiore.
| Corda | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6ª | Mi | Fa | Fa♯ | Sol | Sol♯ | La | La♯ | Si | Do | Do♯ | Re | Re♯ | Mi |
| 5ª | La | La♯ | Si | Do | Do♯ | Re | Re♯ | Mi | Fa | Fa♯ | Sol | Sol♯ | La |
| 4ª | Re | Re♯ | Mi | Fa | Fa♯ | Sol | Sol♯ | La | La♯ | Si | Do | Do♯ | Re |
| 3ª | Sol | Sol♯ | La | La♯ | Si | Do | Do♯ | Re | Re♯ | Mi | Fa | Fa♯ | Sol |
| 2ª | Si | Do | Do♯ | Re | Re♯ | Mi | Fa | Fa♯ | Sol | Sol♯ | La | La♯ | Si |
| 1ª | Mi | Fa | Fa♯ | Sol | Sol♯ | La | La♯ | Si | Do | Do♯ | Re | Re♯ | Mi |
Tra le note naturali esistono quasi sempre alterazioni, indicate con diesis o bemolle. Le eccezioni da ricordare sono Mi-Fa e Si-Do, che distano già un semitono e quindi non hanno una nota intermedia nella scala cromatica.
I riferimenti visivi del manico aiutano molto. I tasti 3, 5, 7, 9 e 12 sono normalmente contrassegnati da punti, con un doppio punto al dodicesimo. Non indicano direttamente tutte le note, ma permettono di sapere rapidamente dove si trova una posizione precisa.
Le posizioni da memorizzare per prime
Imparare tutte le note fino al ventiquattresimo tasto in una volta sola è un metodo che sconsiglio. Si ottiene più risultato memorizzando prima le note naturali sulle due corde più gravi, perché sono le stesse posizioni che usiamo per costruire barré, ottave e power chord.
| Corda | Mi | Fa | Sol | La | Si | Do | Re |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6ª | 0, 12 | 1, 13 | 3, 15 | 5, 17 | 7, 19 | 8, 20 | 10, 22 |
| 5ª | 7, 19 | 8, 20 | 10, 22 | 0, 12 | 2, 14 | 3, 15 | 5, 17 |
Per esempio, il Sol sulla sesta corda è al terzo tasto, mentre sulla quinta corda si trova al decimo. Questa informazione consente di spostare lo stesso riff in una tonalità diversa senza imparare una nuova diteggiatura da zero.
Un esercizio semplice consiste nel scegliere una sola nota, come il Do, e cercarla su tutte le corde entro il dodicesimo tasto. Le posizioni principali sono ottavo tasto della sesta, terzo della quinta, decimo della quarta, quinto della terza, primo della seconda e ottavo della prima. Non serve correre: meglio suonare ogni posizione, nominarla ad alta voce e ascoltare la distanza tra una ripetizione e l’altra.
Il trucco delle ottave per collegare tutto il manico
Le ottave trasformano una mappa complicata in una serie di figure ripetibili. Una nota sulla sesta corda si ritrova due corde più avanti e due tasti più in alto, mentre una nota sulla quinta corda segue lo stesso schema sulla terza.
La regola cambia quando si attraversa la corda Si. In quel punto bisogna spostarsi di un tasto in più rispetto alla figura abituale. È uno dei motivi per cui una scala può sembrare perfettamente regolare sulle corde basse e improvvisamente spostarsi sulle corde acute.
Io uso le ottave soprattutto per controllare se ho davvero capito la tastiera. Se trovo un La sulla quinta corda al dodicesimo tasto, posso cercare il suo equivalente sulla terza corda al quattordicesimo tasto. Lo stesso principio è utile per costruire melodie, raddoppiare una linea o creare parti alla maniera del rock classico.
Dalla posizione delle note ai riff rock e metal
Conoscere il nome dei tasti non serve soltanto a studiare teoria. Nel rock permette di capire subito la tonalità di un riff, mentre nel metal aiuta a controllare i power chord quando si cambia accordatura o si passa da una corda all’altra.
Power chord
Un power chord costruito sulla sesta corda prende il nome dalla nota fondamentale suonata con l’indice. Se l’indice è al terzo tasto, la fondamentale è Sol; se si sposta al quinto, diventa La. La forma resta identica, ma cambia il centro armonico del riff.
Sulla quinta corda il ragionamento è uguale. Il secondo tasto corrisponde a Si, il terzo a Do e il quinto a Re. Per questo imparare bene le note su sesta e quinta corda è, secondo me, il passaggio che fa fare il salto più rapido a chi suona riff distorti.
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Scale e improvvisazione
Quando improvviso, non penso soltanto a una diteggiatura. Cerco le note forti della tonalità, soprattutto tonica, terza e quinta, e poi collego le altre con la scala pentatonica o naturale. Anche una frase molto semplice suona più intenzionale quando so esattamente dove sto atterrando.
Un errore comune è imparare una pentatonica come una forma da spostare senza sapere quali note contiene. La diteggiatura è utile, ma riconoscere almeno le toniche permette di evitare frasi casuali e di seguire meglio il basso o la struttura del brano.
Cosa cambia sul basso e con le accordature alternative
Il basso elettrico a quattro corde usa normalmente la stessa sequenza di nomi, Mi, La, Re, Sol, ma in un registro più grave rispetto alla chitarra. Le distanze tra i tasti restano cromatiche, quindi il principio della mappa non cambia, mentre cambiano estensione, timbro e ruolo musicale.
Su un basso a cinque corde compare di solito una corda Si grave, con l’ordine Si, Mi, La, Re, Sol. Questo amplia il registro verso il basso ed è particolarmente utile per metal moderno, progressive e arrangiamenti in tonalità scure.
| Accordatura | Note dalla corda più grave | Effetto principale |
|---|---|---|
| Standard chitarra | Mi, La, Re, Sol, Si, Mi | Compatibilità con la maggior parte degli accordi e delle tablature |
| Drop D | Re, La, Re, Sol, Si, Mi | Power chord più semplici sulla zona grave |
| Mezzo tono sotto | Mi♭, La♭, Re♭, Sol♭, Si♭, Mi♭ | Suono più scuro e minore tensione delle corde |
| Drop C | Do, Sol, Do, Fa, La, Re | Registro grave più esteso, frequente nel metal moderno |
Quando si cambia accordatura, la posizione fisica dei tasti rimane uguale, ma cambia il nome di ogni nota sulla corda modificata. In Drop D, per esempio, il tasto vuoto della sesta corda non è più Mi ma Re. Se abbasso molto l’accordatura, controllo anche action, intonazione e calibro delle corde, perché una mappa corretta non basta se lo strumento non mantiene bene l’intonazione.
Una routine di dieci minuti per fissare le note
Per rendere automatico il riconoscimento, preferisco una pratica breve e quotidiana a una lunga sessione fatta una volta alla settimana. Bastano dieci minuti al giorno e un metronomo lento.
- Per due minuti, nomina le note a vuoto dalla sesta alla prima corda.
- Per tre minuti, cerca una sola nota naturale su tutte le corde fino al dodicesimo tasto.
- Per tre minuti, suona una scala cromatica nominando ogni nota ad alta voce.
- Per gli ultimi due minuti, costruisci un piccolo riff partendo da una nota scelta casualmente.
Dopo una settimana puoi sostituire il nome delle note con la tonalità di un brano che stai studiando. È il passaggio che trasforma la memoria meccanica in orientamento musicale: non vedo più soltanto tasti e corde, ma punti di arrivo, intervalli e possibilità melodiche.
La tastiera non va imparata come una tabella astratta. Va esplorata attraverso riff, scale, accordi e ascolto. Quando riconosci le note sulle corde di Mi e La, sfrutti le ottave e tieni presente il cambio tra Sol e Si, il manico smette di sembrare un labirinto e diventa uno strumento per scegliere consapevolmente dove andare.