Una chitarra a otto corde può aprire territori sonori enormi, ma non basta aggiungere due corde per ottenere automaticamente riff più potenti o parti più moderne. In questo articolo chiarisco come funziona, quali accordature e caratteristiche tecniche contano davvero, per quali generi è adatta e quanto può costare in Italia.
Più estensione, ma anche più controllo da imparare
- Accordatura standard: F#-B-E-A-D-G-B-E, dalla corda più grave alla più acuta.
- Vantaggio principale: bassi profondi senza rinunciare alla disposizione abituale delle corde acute.
- Scala consigliata: da 26,5 a 28 pollici, spesso con tastiera multiscala.
- Generi più adatti: djent, metal moderno, progressive, ambient e colonne sonore.
- Budget realistico: circa 200 euro per l’ingresso, fino a oltre 2.000 euro per strumenti professionali.

Cosa cambia davvero con otto corde
La differenza più evidente è l’estensione verso il basso. In accordatura standard, la corda più grave è un Fa diesis, quindi una nota più bassa del Si della maggior parte dei bassi a cinque corde. La chitarra conserva però le sei corde tradizionali, con Mi, La, Re, Sol, Si e Mi nelle posizioni consuete.
Questo permette di passare da un accordo aperto brillante a un registro quasi da basso senza cambiare strumento. Io considero questo il vero punto di forza: le due corde aggiuntive non servono soltanto per suonare più grave, ma per costruire riff, accordi e linee indipendenti sullo stesso manico.
Il rovescio della medaglia è una tastiera più larga e meno immediata. La corda grave può confondere il riferimento visivo durante i primi mesi, mentre il maggiore spazio tra le corde richiede una pennata più precisa. Chi arriva da una sei corde dovrebbe aspettarsi un periodo di adattamento, non un passaggio automatico.
| Strumento | Nota più grave tipica | Punto di forza | Difficoltà principale |
|---|---|---|---|
| 6 corde | Mi | Versatilità e familiarità | Estensione limitata verso il basso |
| 7 corde | Si | Riff moderni con manico ancora gestibile | Maggiore controllo della corda grave |
| 8 corde | Fa diesis | Grande estensione e polifonia | Manico largo, muting e precisione |
Accordature e ruolo delle corde basse
La configurazione più comune è F#-B-E-A-D-G-B-E. Le prime sei corde restano accordate come su una chitarra tradizionale, mentre si aggiungono Fa diesis e Si nella parte bassa. È una soluzione pratica per chi vuole mantenere il proprio vocabolario di accordi e ampliare il registro.
Molti chitarristi scelgono anche la Drop E, abbassando la corda più grave da Fa diesis a Mi. In questo modo si ottiene una fondamentale ancora più familiare per il metal, utile per riff con una sola dita e power chord più estesi. La tensione cambia però sensibilmente, quindi non conviene improvvisare senza controllare intonazione e regolazione del manico.
Per le accordature ribassate servono corde adeguate. Su una scala lunga si incontrano spesso set con la corda più grave compresa tra .065 e .080 pollici, mentre per accordature molto basse possono essere necessarie scalature superiori. Una corda troppo sottile diventa molle e imprecisa; una troppo grossa può rendere difficili bending e regolazioni.
Perché il muting è così importante
Con otto corde, le vibrazioni indesiderate aumentano. La mano destra deve controllare le corde inferiori e la sinistra deve stoppare quelle che non partecipano all’accordo. Il palm muting non è solo un effetto ritmico, ma uno strumento essenziale per mantenere definizione e silenzio tra un colpo e l’altro.
Il mio consiglio è iniziare con pattern semplici su una sola corda grave, usando metronomo e gain moderato. La distorsione elevata nasconde gli errori durante lo studio e li rende evidenti soltanto in sala prove o in registrazione.
Scala, multiscala, manico e pickup
La lunghezza della scala misura la distanza tra capotasto e ponte. Nei modelli a otto corde si trovano spesso scale da 26,5, 27 o 28 pollici, più lunghe rispetto a molte sei corde. Una scala maggiore aumenta la tensione percepita e aiuta la corda grave a rimanere definita.
La soluzione più interessante è la tastiera multiscala, chiamata anche fan-fret. I tasti non sono tutti paralleli, perché la scala è più lunga sulle corde basse e più corta su quelle acute. All’inizio l’aspetto può intimidire, ma dopo qualche ora di pratica la posizione risulta naturale e il compromesso tra tensione, comfort e intonazione è spesso migliore.
Il manico è generalmente più largo. Per esempio, alcuni modelli arrivano a circa 55 millimetri al capotasto, contro misure molto più contenute delle sei corde tradizionali. Prima dell’acquisto consiglio di provare la distanza tra le corde con il pollice dietro il manico, perché una tastiera veloce sulla carta può risultare scomoda per mani piccole o per chi suona soprattutto accordi aperti.
I pickup devono leggere bene le frequenze basse senza impastare il suono. Gli humbucker progettati per strumenti extended range offrono spesso un attacco più compatto e una risposta più controllata. Non inseguirei automaticamente l’uscita più alta: con accordature gravi, chiarezza e separazione delle note contano più della quantità di gain.
Per quali generi funziona e cosa richiede a chi suona
Il territorio naturale è il metal moderno, soprattutto djent, progressive metal, death tecnico e post-metal. La corda grave permette riff sincopati molto profondi, mentre le sei corde superiori conservano spazio per melodie, arpeggi e accordi. È una combinazione che ha influenzato il linguaggio di gruppi come Meshuggah e Animals as Leaders.
Non la limiterei però al metal. In ambient, musica cinematica e sound design, le corde basse possono creare droni e fondamentali ampie, mentre le corde acute aggiungono texture luminose. Anche nel rock alternativo può funzionare, purché l’arrangiamento lasci spazio alle frequenze profonde.
La difficoltà più sottovalutata riguarda l’arrangiamento. Un riff suonato un’ottava sotto può occupare la stessa zona di basso e grancassa, quindi serve attenzione a equalizzazione, dinamica e spazio nel mix. Se tutti gli strumenti competono tra 40 e 100 Hz, il risultato sarà più confuso, non più potente.
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Serve davvero per iniziare
Per la maggior parte dei principianti, no. Io partirei da una sei o sette corde e passerei all’ottava quando il muting, la pennata alternata e il controllo ritmico sono già solidi. Chi acquista subito un modello a otto corde rischia di confondere l’estensione dello strumento con la maturità tecnica necessaria per usarla bene.
Ha invece senso per un chitarrista già abituato alle accordature ribassate, interessato a comporre riff polifonici o intenzionato a coprire parti di chitarra e basso nello stesso arrangiamento. In quel caso le due corde extra diventano una scelta musicale, non soltanto una specifica da esibire.
Come scegliere e quanto spendere
Nel mercato italiano si trovano strumenti molto economici, ma il prezzo basso non garantisce sempre una buona esperienza. Le fasce che si incontrano attualmente vanno da circa 200-350 euro per i modelli entry level, da 500 a 1.000 euro per strumenti più equilibrati e da 1.500 euro in su per costruzioni professionali, pickup avanzati e lavorazioni più curate.
| Budget indicativo | Cosa aspettarsi | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| 200-400 euro | Scala semplice, hardware essenziale, pickup passivi di base | Primo approccio e studio domestico |
| 500-1.000 euro | Manico più stabile, elettronica migliore, alcune opzioni multiscala | Musicisti che provano e registrano con regolarità |
| 1.200-2.200 euro | Costruzione più precisa, pickup evoluti, materiali e finiture superiori | Live, studio e uso professionale |
Controllerei prima di tutto la scala, poi la larghezza del capotasto, la stabilità del ponte e la disponibilità di corde di ricambio. Un modello multiscala può costare di più, ma spesso risolve proprio il problema che porta molti principianti ad abbandonare questo tipo di strumento: una corda grave floscia e difficile da intonare.
Bisogna mettere in conto anche la regolazione iniziale. Un cambio di scalatura o di accordatura può richiedere interventi su truss rod, capotasto, ottave e altezza delle corde. Metterei da parte 50-100 euro per un setup professionale, cifra che può variare secondo il liutaio e il lavoro necessario.
Una configurazione sensata per iniziare
Per un primo acquisto sceglierei una chitarra a otto corde con scala tra 27 e 28 pollici, pickup passivi abbastanza definiti e ponte fisso. Il ponte fisso semplifica cambio corde, manutenzione e passaggio tra accordature, mentre un sistema più complesso può aspettare quando le esigenze diventano davvero specifiche.
Partirei dall’accordatura standard e da un set di corde compreso indicativamente tra .009 e .065, modificandolo solo dopo aver capito quale tensione preferisco. Prima di pensare a plugin, pedali o pickup nuovi, registrerei il suono diretto dell’amplificatore: spesso il problema è una regolazione imprecisa o un eccesso di distorsione.
La scelta giusta non è quindi lo strumento con più corde o con la scheda tecnica più spettacolare. È quello che mantiene note leggibili, intonazione stabile e comfort sufficiente per studiare ogni giorno. Quando questi tre elementi funzionano, l’estensione extra smette di essere un esercizio di equilibrio e diventa davvero una nuova voce musicale.