La storia degli Stone Temple Pilots si legge soprattutto attraverso le loro voci. Il nucleo strumentale è rimasto sorprendentemente stabile, ma i cambi di frontman hanno dato alla band tre identità diverse, tutte riconoscibili. In questa guida metto ordine tra i membri attuali, quelli passati e le ere da ascoltare per capire davvero come è cambiato il gruppo.
I punti chiave da tenere a mente sulla formazione degli STP
- Nel 2026 gli Stone Temple Pilots sono ancora guidati dal trio storico Dean DeLeo, Robert DeLeo ed Eric Kretz, con Jeff Gutt alla voce.
- Scott Weiland resta il frontman che ha definito l’immagine classica della band e la sua fase più famosa.
- Chester Bennington ha rappresentato una parentesi breve ma importante, soprattutto per il periodo di High Rise.
- La vera continuità degli STP non è nella voce, ma nella sezione ritmica e nel lavoro delle chitarre dei DeLeo.
- Per orientarti nella discografia conviene separare l’era Weiland, la parentesi Bennington e il ciclo attuale con Gutt.

La formazione attuale che porta avanti il nome della band
La scheda della band su Revelation Management conferma una cosa semplice ma decisiva: gli Stone Temple Pilots del 2026 sono un quartetto stabile, costruito attorno ai tre fondatori e a Jeff Gutt. Questo è il punto da cui partire, perché spiega perché il gruppo continui a suonare come STP anche dopo i cambi di cantante.
| Membro | Ruolo | Nota utile |
|---|---|---|
| Dean DeLeo | Chitarra | Cofondatore, firma molti dei riff più riconoscibili della band. |
| Robert DeLeo | Basso, cori | Cofondatore, porta la componente melodica e il peso del groove. |
| Eric Kretz | Batteria, percussioni | Cofondatore, è il motore ritmico che tiene insieme le diverse ere del gruppo. |
| Jeff Gutt | Voce | Frontman dal 2017, prima voce stabile della fase più recente. |
Questa configurazione conta perché gli STP non funzionano come molte band con line-up mutevole a ogni disco: qui il centro del suono è rimasto quasi intatto. Cambia la voce, cambia l’impatto emotivo, ma la scrittura resta legata al dialogo tra chitarra, basso e batteria. Da qui si capisce meglio anche la storia dei membri passati.
I membri passati che hanno segnato le svolte più importanti
Se si parla dei membri passati, il discorso ruota soprattutto attorno ai due cantanti che hanno raccolto l’eredità di Scott Weiland nei momenti chiave della storia della band. Gli altri tre sono rimasti il nucleo costante; per questo, quando si parla di cambi di formazione negli STP, si parla quasi sempre di cambi di frontman.
| Ex membro | Ruolo | Periodo | Perché è importante |
|---|---|---|---|
| Scott Weiland | Voce | 1989-2003; 2008-2013 | Ha dato alla band il volto classico e il timbro più iconico. |
| Chester Bennington | Voce | 2013-2015 | Ha portato una lettura più diretta e aggressiva, breve ma reale. |
Di solito si sottovaluta quanto pesi un cambio alla voce in un gruppo rock. Negli Stone Temple Pilots pesa più di tutto, perché il resto dell’impalcatura strumentale resta molto riconoscibile. E proprio per questo le diverse epoche della band si distinguono con chiarezza anche a orecchio.
Le tre voci che hanno dato un volto diverso agli STP
Per capire davvero la band, io partirei dalle tre personalità vocali che l’hanno attraversata. Non sono semplici sostituzioni: ognuna ha modificato il modo in cui il pubblico percepisce lo stesso repertorio.
Scott Weiland
Weiland è la voce che ha fissato l’immaginario degli Stone Temple Pilots. Ha un timbro elastico, teatrale quando serve e sporco quanto basta per stare dentro l’estetica del rock alternativo degli anni ’90. Se vuoi capire perché dischi come Core e Purple sono diventati centrali, il motivo è anche il suo modo di stare sopra gli arrangiamenti senza schiacciarli.Chester Bennington
Bennington ha portato una postura più tesa, più frontale. Non ha cercato di imitare Weiland e questa è stata una scelta corretta: il risultato è un passaggio più duro, quasi secco, che si adatta bene a un periodo breve e a un repertorio da rilanciare dal vivo. In termini storici, la sua presenza conta perché mostra che la band poteva esistere anche con un’energia diversa.
Leggi anche: The Dirt Mötley Crüe - Perché è ancora la migliore introduzione?
Jeff Gutt
Gutt è il volto della fase attuale e, sul piano pratico, il cantante che ha permesso agli STP di tornare a registrare con continuità. La sua funzione non è solo riempire un posto: deve reggere il catalogo classico e allo stesso tempo evitare l’effetto tributo. È qui che si capisce la difficoltà vera di una band come questa, dove il cantante non è un dettaglio ma una parte dell’identità stessa.
Questa distinzione tra le voci è utile anche quando si passa alla discografia, perché ogni album racconta una fase precisa della formazione. E lì la cronologia diventa molto più leggibile.
Come leggere la discografia senza confondere le diverse formazioni
Una delle domande più pratiche che emergono quando si cerca una panoramica sui membri è questa: quale disco appartiene a quale line-up? La risposta è semplice se separi i periodi giusti.
| Era | Uscite principali | Voce | Come suona |
|---|---|---|---|
| Fase classica | Core, Purple, Tiny Music... Songs from the Vatican Gift Shop, No. 4, Shangri-La Dee Da | Scott Weiland | È il periodo più identificabile, quello che ha definito il suono storico degli STP. |
| Ritorno con Weiland | Stone Temple Pilots (2010) | Scott Weiland | Suono più asciutto e da reunion, ma ancora molto legato alla band classica. |
| Parentesi Bennington | High Rise | Chester Bennington | Più compatto, diretto, costruito attorno a un frontman diverso e a un impatto più immediato. |
| Fase attuale | Stone Temple Pilots (2018), Perdida | Jeff Gutt | Più matura e riflessiva, con il vantaggio di una band che ha ormai ritrovato un assetto stabile. |
La parte interessante è che questa mappa non serve solo a orientarsi cronologicamente: aiuta anche a capire perché certi brani live funzionano in modo diverso a seconda dell’epoca in cui sono nati. È il passaggio più utile se vuoi ascoltare gli STP con orecchio da appassionato, non solo da curioso.
La chiave per riconoscere gli Stone Temple Pilots nel 2026
Se dovessi ridurre tutto a una regola pratica, direi questa: per riconoscere davvero gli Stone Temple Pilots bisogna guardare prima al nucleo strumentale e poi alla voce. Il trio DeLeo-Kretz è la garanzia di continuità, mentre i cantanti spiegano le differenze tra una fase e l’altra. È un caso raro in cui la band resta la stessa e, allo stesso tempo, cambia parecchio il modo in cui viene percepita.
- Per la fase più rappresentativa, ascolta prima i dischi con Scott Weiland.
- Per capire la band in transizione, passa a Stone Temple Pilots del 2010 e poi a High Rise.
- Per la formazione attuale, i riferimenti più utili sono Stone Temple Pilots del 2018 e Perdida.
- Per leggere bene la storia del gruppo, non separare mai la voce dal lavoro della sezione ritmica: è lì che si trova la vera continuità.
In definitiva, gli Stone Temple Pilots non sono una band da leggere solo come sequenza di nomi. Sono soprattutto una storia di equilibrio tra un suono rimasto fedele a se stesso e frontman diversi che ne hanno spostato il baricentro emotivo. Se capisci questo, la lista dei membri smette di essere un elenco e diventa finalmente una chiave per ascoltare meglio.