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Slash negli anni '90 - Il decennio che lo ha ridefinito

Domenico Donati

Domenico Donati

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24 marzo 2026

Slash, icona rock degli anni 90, con la sua chitarra e gli amplificatori Marshall.
Gli anni Novanta sono il decennio in cui Slash smette di essere soltanto il chitarrista simbolo dei Guns N' Roses e diventa un musicista costretto a ridefinirsi. In questo passaggio ci sono la fine di un'epoca, la nascita di Slash's Snakepit, la parentesi blues di Blues Ball e una serie di collaborazioni che spiegano molto meglio di una biografia lineare il suo linguaggio. Qui trovi una lettura chiara e pratica di quel periodo: cosa succede davvero, quali dischi ascoltare e perché quella fase conta ancora oggi.

I passaggi essenziali da tenere a mente

  • All'inizio del decennio Slash è ancora dentro la macchina enorme dei Guns N' Roses, nel pieno dell'onda di Use Your Illusion I e II.
  • Il 1993 chiude una fase: The Spaghetti Incident? mostra una band già tesa e meno compatta.
  • Nel 1995 arriva It’s Five O’Clock Somewhere, il disco che rende Slash un autore con una voce più autonoma.
  • La rottura del 1996 non lo mette in pausa: apre invece la strada a Slash's Blues Ball e alle collaborazioni esterne.
  • La fine del decennio prepara il ritorno di Snakepit e chiarisce che il suo peso non dipende solo dal nome Guns N' Roses.

Perché quel decennio cambia la lettura di Slash

Se guardo gli anni Novanta di Slash, il punto non è soltanto la cronologia dei dischi. Il punto è che in quel decennio si vede bene cosa succede a un chitarrista quando esce dal perimetro di una band gigantesca e deve dimostrare che il suo linguaggio funziona anche senza la copertura di un marchio storico. Slash non perde identità: la mette alla prova, la restringe, la sporca di più, la rende meno monumentale.

È una fase interessante proprio perché non ha un solo volto. All'inizio c'è ancora l'eco del successo planetario dei Guns N' Roses; poi arriva la tensione interna, mentre il rock cambia pelle tra grunge e alternative; infine emergono i progetti che gli permettono di suonare in modo più libero. È qui che si capisce che il suo valore non sta nella velocità o nel virtuosismo fine a sé stesso, ma nella capacità di costruire riff riconoscibili, fraseggi vocali e un tono che resta in testa. Da qui si passa alla domanda che conta davvero: cosa succede dentro i Guns N' Roses e perché quella frattura cambia tutto?

Dalla stagione dei Guns N' Roses alla frattura del 1996

Per non perdere il filo, io leggo questa decade come una sequenza precisa di svolte. La discografia ufficiale sul sito di Slash mette in fila bene i passaggi che contano: l'inizio dei Novanta è ancora segnato dai Guns, ma la traiettoria si sposta gradualmente verso progetti più personali.

Periodo Cosa succede Perché conta
1991 Escono Use Your Illusion I e Use Your Illusion II. Slash è ancora dentro una band che funziona come macchina da stadio: il suo suono arriva a un pubblico enorme.
1993 Arriva The Spaghetti Incident?. È un disco che fotografa una fase già più irregolare, con meno compattezza interna e meno slancio creativo condiviso.
1995 Esce It’s Five O’Clock Somewhere con Slash's Snakepit. Qui il chitarrista smette di essere solo il volto di una band e diventa anche il centro decisionale del progetto.
1996 Slash lascia i Guns N' Roses. La frattura ufficiale trasforma una crisi interna in una nuova fase professionale.
1996-1998 Nasce e gira Slash's Blues Ball. È il laboratorio più libero del periodo: repertorio blues, club più piccoli, meno aspettative da superband.
Fine decennio Ritorna l'idea di rilanciare Snakepit, con il disco Ain't Life Grand che chiude idealmente la fase. Il decennio si chiude con un'identità già diversa da quella dell'inizio.

Questa sequenza spiega perché parlare degli anni Novanta di Slash non significa raccontare una semplice separazione. Significa osservare un passaggio di status: da chitarrista di riferimento dentro un marchio enorme a musicista che si misura con il rischio di guidare un proprio progetto. Ed è proprio lì che entra in gioco Snakepit.

Slash con sigaretta e cappello a cilindro, chitarra in mano, icona rock degli anni 90.

Slash's Snakepit è il suo banco di prova più utile

Slash's Snakepit è il progetto che fa la differenza perché non cerca di imitare i Guns N' Roses, ma ne raccoglie l'energia grezza e la rimette in circolo con meno mediazioni. It’s Five O’Clock Somewhere, uscito nel 1995, funziona come un test molto chiaro: quanto regge il suo songwriting quando la gerarchia cambia e la chitarra non è più solo un elemento della band, ma il motore del disco?

La risposta, per me, è che regge proprio perché Slash non prova a fare il compositore sofisticato. Lavora invece su cose che conosce benissimo: riff, groove, attacco e dinamica. Il risultato è più diretto, meno levigato e più vicino a una sala prove vissuta bene che a una produzione costruita per piacere a tutti. Questo è importante perché mostra anche un limite: quando un chitarrista così identificabile tenta di allargarsi troppo, rischia di perdere la spinta che lo rende immediatamente riconoscibile.

Un dettaglio che spesso si sottovaluta è che Snakepit non serve solo a “occupare” il vuoto dopo i Guns. Serve a capire che Slash vuole scrivere e arrangiare senza essere soffocato dalla dimensione epica del gruppo madre. In altre parole: qui non c'è nostalgia, c'è un musicista che prova a stare in piedi da solo. La conseguenza naturale è l'apertura verso i progetti blues e le collaborazioni esterne.

Le deviazioni blues e le collaborazioni che lo tengono vivo

Se dovessi isolare la mossa più intelligente di Slash in quel decennio, direi questa: non chiudersi in una replica del passato. Con Slash's Blues Ball porta in scena un repertorio blues e rock classico che ha una funzione precisa, quasi didattica. Non è un passatempo laterale, ma una palestra di linguaggio. In quel contesto il fraseggio si asciuga, il vibrato si sente meglio e il tempo diventa più importante dell'effetto.

Le collaborazioni del periodo vanno lette nello stesso modo. Suonare con artisti come Bob Dylan, Lenny Kravitz e Michael Jackson non significa solo aggiungere nomi prestigiosi al curriculum: significa adattare il proprio modo di stare nel brano. Basta ascoltare Always on the Run o Give In to Me per capire quanto sappia entrare in un contesto diverso senza perdere peso.

Con Slash's Blues Ball porta in scena un repertorio blues e rock classico che ha una funzione precisa, quasi didattica. Brani come The Thrill Is Gone, Born Under a Bad Sign e Superstition non servono a costruire un nuovo personaggio: servono a rimettere il fraseggio al centro.

Qui c'è una lezione pratica che vale anche per chi ascolta rock in modo molto selettivo: un grande chitarrista non si riconosce soltanto quando suona forte, ma quando sa cambiare contesto senza sembrare travestito. Slash negli anni Novanta fa esattamente questo. E proprio perché cambia contesto, il suo suono diventa ancora più leggibile.

Come suona Slash negli anni Novanta

La cosa più interessante, in questa fase, è che il suo stile non si reinventa da zero. Si chiarisce. Se ascolto bene le incisioni del decennio, sento tre elementi che restano centrali: riff compatto, fraseggio blues e tono con un medio aggressivo. Non è il chitarrista della velocità estrema, né quello che cerca di impressionare con soluzioni tecniche complicate. È un musicista che lavora sul riconoscimento immediato.
Elemento Come si sente nel decennio Effetto sull'ascoltatore
Riff Più secco e più diretto nelle parentesi extra-Guns Dà impatto immediato e regge bene anche in contesti live più piccoli
Fraseggio Fortemente legato al blues, con note lunghe e bending molto cantabili Rende ogni assolo memorizzabile invece che puramente tecnico
Tono Corposo, sporco quanto basta, mai davvero elegante Fa sentire peso e presenza, anche quando la band è più asciutta
Ruolo nel brano Da simbolo di una macchina collettiva a centro creativo del progetto Il suo stile diventa più personale e meno filtrato dalla produzione

Il limite di questo approccio è anche la sua forza. Slash rende meglio quando il brano ha un'ossatura forte e una tensione chiara; soffre un po' di più quando la canzone cerca di essere troppo liscia o troppo generica. Per questo gli anni Novanta sono così utili da studiare: mostrano sia il suo massimo impatto, sia il tipo di contesto in cui il suo linguaggio perde mordente. Ed è proprio da qui che si capisce cosa resta davvero di quel decennio.

Per capire davvero Slash, ascolta prima di tutto questi passaggi

  • 1991 e la fase Illusion: serve a sentire Slash dentro una formazione ancora gigantesca, con riff pensati per riempire arene e festival.
  • 1995 con It’s Five O’Clock Somewhere: è il punto in cui il suo lessico smette di essere solo “il suono dei Guns” e diventa una firma autonoma.
  • La parentesi Blues Ball: è utile per capire quanto il blues sia sempre stato la base del suo timing e del suo vibrato.
  • La coda del decennio: porta verso una versione più matura e meno caricata di immagine, che prepara il passaggio ai progetti successivi.

Se devo sintetizzare il decennio senza appiattirlo, direi questo: gli anni Novanta non sono una parentesi tra due momenti più famosi, ma il periodo in cui Slash mette alla prova la propria identità in pubblico. Parte dal ruolo di icona dei Guns N' Roses, attraversa la rottura, passa dal blues e arriva a un modo di suonare più essenziale, più consapevole e, in certi punti, più interessante di prima. Per chi vuole capirlo davvero, è da qui che conviene cominciare.

Domande frequenti

Gli anni '90 hanno visto Slash ridefinirsi come artista autonomo dopo l'esperienza con i Guns N' Roses, esplorando nuovi progetti come Slash's Snakepit e Slash's Blues Ball, che hanno plasmato il suo stile unico.
Slash's Snakepit è stato il suo primo banco di prova da leader, permettendogli di esplorare il suo songwriting e un sound più grezzo e diretto, dimostrando la sua capacità di creare musica al di fuori dei Guns N' Roses.
Le collaborazioni con artisti come Bob Dylan e Michael Jackson, insieme all'esperienza con Slash's Blues Ball, gli hanno permesso di affinare il suo stile, adattandosi a contesti diversi senza perdere la sua identità blues-rock.
In quel decennio, Slash ha consolidato il suo stile distintivo basato su riff compatti, fraseggio blues e un tono aggressivo ma riconoscibile, diventando un marchio di fabbrica del suo suono.
Per capire appieno Slash negli anni '90, è essenziale ascoltare "Use Your Illusion I & II" (Guns N' Roses), "It’s Five O’Clock Somewhere" (Slash's Snakepit) e le registrazioni di Slash's Blues Ball.

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Autor Domenico Donati
Domenico Donati
Sono Domenico Donati, un esperto nel mondo della musica rock e metal, con oltre dieci anni di esperienza nella scrittura e nell'analisi di contenuti legati alla cultura underground. La mia passione per questi generi musicali mi ha portato a esplorare a fondo le dinamiche del settore, dalle ultime tendenze alle band emergenti, offrendo sempre un'analisi obiettiva e informata. Mi specializzo nella realizzazione di articoli che mettono in luce non solo la musica, ma anche il contesto culturale e sociale che la circonda. Credo fermamente nell'importanza di fornire informazioni accurate e aggiornate, e mi impegno a garantire che ogni pezzo pubblicato rispetti elevati standard di qualità e veridicità. Il mio obiettivo è creare un ponte tra i lettori e il mondo della musica rock e metal, offrendo contenuti che ispirino e informino, contribuendo così alla crescita di una comunità appassionata e ben informata.

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