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Deep Purple: chi è il chitarrista oggi e perché è così importante?

Domenico Donati

Domenico Donati

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26 maggio 2026

Chitarrista dei Deep Purple, con giacca di jeans scuro e chitarra bianca, sul palco illuminato da luci blu.

Nei Deep Purple la chitarra non serve solo a fare assoli: tiene insieme riff, tensione armonica e dialogo con l’Hammond, che è il vero contrappeso del gruppo. Oggi questo ruolo è affidato a Simon McBride, ma per capirne davvero il peso bisogna ripercorrere anche la scia lasciata da Ritchie Blackmore e Steve Morse. Qui trovi una guida chiara: chi suona ora, perché il suo compito è così delicato, come si è evoluto il suono della band e quali brani ascoltare per coglierne la differenza.

Le informazioni essenziali sulla chitarra nei Deep Purple

  • La chitarra attuale dei Deep Purple è affidata a Simon McBride, entrato nel 2022 dopo Steve Morse.
  • Il suo compito non è imitare i predecessori, ma far vivere i riff e gli assoli in una band con un suono già molto riconoscibile.
  • Il vero marchio dei Deep Purple nasce dal dialogo tra chitarra e organo Hammond, non dalla sola tecnica.
  • Ritchie Blackmore, Steve Morse e Simon McBride rappresentano tre modi diversi di tenere in piedi la stessa identità sonora.
  • Nel 2026 i Deep Purple sono ancora attivi in tour e presentano nuova musica, con date che toccano anche l’Italia.

Chitarrista dei Deep Purple sul palco, con giacca di jeans e chitarra bianca.

Chi suona la chitarra nei Deep Purple oggi

Oggi il posto è di Simon McBride. Sul sito ufficiale dei Deep Purple compare tra i membri attuali insieme a Ian Gillan, Roger Glover, Ian Paice e Don Airey, segno che non si tratta più di un semplice sostituto ma di una presenza pienamente integrata nella formazione.

McBride è entrato nel 2022 dopo l’uscita di Steve Morse e ha portato una lettura blues-rock solida, energica, molto adatta a un repertorio che vive di attacco e controllo. La cosa importante, per me, è questa: nei Deep Purple non serve un chitarrista che “vinca” contro il resto della band; serve qualcuno che sappia stare dentro un suono già enorme senza appiattirlo.

In pratica, McBride deve fare tre cose insieme: tenere i riff in piedi, evitare che i brani classici diventino una copia museo e lasciare spazio a una dinamica live credibile. È un equilibrio meno appariscente di quanto sembri, e proprio per questo è il test più serio che il gruppo possa proporre oggi.

Perché questo ruolo conta più del solito nel suono del gruppo

Nei Deep Purple la chitarra non occupa il palco da sola. Deve convivere con l’organo Hammond, che spinge nella stessa area timbrica e crea quella miscela inconfondibile che ha fatto scuola nell’hard rock. Quando due strumenti occupano porzioni simili dello spettro sonoro, cioè la fascia di frequenze percepita dall’orecchio, il rischio è la confusione; il vantaggio, se l’incastro è giusto, è una massa sonora potentissima.

Io distinguerei tre elementi che fanno funzionare davvero questo ruolo.

  • Riff - il gancio ritmico che rende immediatamente riconoscibile un brano.
  • Timbro - il colore del suono, che deve essere aggressivo ma leggibile anche nei passaggi veloci.
  • Fraseggio - il modo in cui le note vengono organizzate nelle parti soliste; nei Deep Purple non basta correre, bisogna “dire” qualcosa.

È per questo che il chitarrista della band viene giudicato in modo diverso rispetto a molti altri gruppi hard rock. Qui non basta la velocità: conta la tenuta del brano, la gestione degli spazi e la capacità di non pestare i piedi all’organo. Da qui si capisce meglio anche la storia delle diverse epoche della band, che non sono semplici cambi di nome ma cambi di linguaggio.

Dalla firma di Blackmore all’equilibrio moderno

Io leggerei la storia delle chitarre dei Deep Purple come una successione di identità, non come una fila di sostituzioni. Ritchie Blackmore ha definito il vocabolario iniziale, Steve Morse lo ha reso più elastico e Simon McBride lo sta portando in una fase di continuità concreta, senza nostalgia forzata.

Chitarrista Periodo Che cosa ha portato Ascolto utile
Ritchie Blackmore 1968-1975, 1984-1993 Riff taglienti, senso drammatico, derivazione blues e classicheggiante Smoke on the Water, Highway Star, Burn
Steve Morse 1994-2022 Linea più fluida, tecnica pulita, maggiore apertura melodica Sometimes I Feel Like Screaming, Ted the Mechanic
Simon McBride 2022-oggi Blues-rock compatto, energia live, rispetto del catalogo senza imitazione Le esecuzioni recenti dal vivo e i brani nuovi presentati in tour

Questa successione spiega anche perché molti fan si dividono per epoca: chi cerca il taglio più iconico tende a preferire Blackmore, chi vuole una lettura più ampia e moderna apprezza Morse, chi guarda alla tenuta presente trova in McBride un profilo coerente con l’identità del gruppo. Non è una gara di virtuosismo: è una questione di adattamento alla macchina sonora dei Deep Purple.

I brani giusti per capirne il lavoro

Se vuoi capire davvero cosa fa un chitarrista nei Deep Purple, io partirei dai brani in cui la chitarra non è soltanto spettacolo ma struttura. L’errore più comune è ascoltare solo gli assoli: la parte interessante, spesso, sta nel modo in cui il riff prepara tutto il resto.

  • Smoke on the Water - il riff è un manuale di economia musicale: poche note, identità massima.
  • Highway Star - mostra come costruire tensione prima che la velocità esploda davvero.
  • Lazy - è il brano migliore per sentire il dialogo fra chitarra e organo.
  • Burn - mette in primo piano aggressività, spinta e precisione ritmica.
  • Perfect Strangers - utile per capire il ritorno a un linguaggio più scuro e solenne.
  • Sometimes I Feel Like Screaming - perfetto per ascoltare l’approccio più lirico dell’era Morse.
  • Made in Japan - il riferimento live assoluto se vuoi sentire la band respirare e allargarsi senza perdere coesione.

Il passaggio tra studio e live conta moltissimo. Alcuni pezzi, eseguiti dal vivo, diventano più lunghi, più elastici e più veri: è lì che si capisce se un chitarrista sa reggere l’improvvisazione senza perdere il centro del brano.

Cosa sta facendo la band nel 2026

Nel 2026 i Deep Purple non sono affatto una band di repertorio. Sul sito ufficiale compaiono nuovi singoli, un nuovo album annunciato e un calendario che li porta in giro per l’Europa e il Nord America; per chi segue il rock classico con attenzione, questo conta perché la chitarra non vive solo nei dischi storici, ma viene continuamente rimessa alla prova sul palco.

Per il pubblico italiano c’è anche un dettaglio concreto: tra le date indicate dal gruppo compaiono Pisa, 16 luglio 2026, ed Este, 17 luglio 2026. È il tipo di informazione che cambia subito il modo di leggere il presente della band: McBride non è il nome messo lì per riempire un vuoto, ma il chitarrista che porta avanti il lavoro in una fase ancora attiva e molto visibile.

Io trovo che questo sia il punto più utile per un lettore italiano: non guardare i Deep Purple solo come una leggenda del passato, ma come una formazione che nel 2026 continua a produrre materiale, a girare e a misurarsi con un pubblico che conosce benissimo ogni nota storica.

Il modo più utile per ascoltarli senza fermarti alla nostalgia

Se vuoi farti un’idea pulita, ascolta in questo ordine: un classico di Blackmore, un live dell’era Morse e un’esecuzione recente con McBride. In questo modo senti non solo chi suona la chitarra oggi, ma soprattutto come un gruppo di sette decenni riesca ancora a trasformare un ruolo tecnico in identità sonora.

  • Parti da Smoke on the Water per il riff.
  • Passa a Lazy o Highway Star per il rapporto con l’organo.
  • Chiudi con un live recente per capire come la band regge il presente.

È lì che i Deep Purple restano una band viva, non un semplice nome da museo: nella continuità di un suono che cambia mani, ma non perde carattere.

Domande frequenti

Attualmente, il chitarrista dei Deep Purple è Simon McBride. È entrato a far parte della band nel 2022, subentrando a Steve Morse, ed è ora considerato un membro pienamente integrato nella formazione.
Il ruolo del chitarrista nei Deep Purple è unico. Non si tratta solo di virtuosismo, ma di saper integrare la chitarra nel dialogo con l'organo Hammond, creando un suono potente e riconoscibile. Deve tenere in piedi i riff e mantenere l'identità sonora della band.
La chitarra nei Deep Purple ha visto tre fasi principali: Ritchie Blackmore ha definito il suono iniziale, Steve Morse lo ha reso più flessibile, e Simon McBride lo porta avanti oggi con un approccio blues-rock solido, rispettando il passato ma senza imitazioni forzate.
Sì, i Deep Purple sono ancora molto attivi nel 2026. Stanno pubblicando nuova musica, annunciando un nuovo album e sono impegnati in tour in Europa e Nord America, con date previste anche in Italia.
Per capire il lavoro del chitarrista, ascolta brani come "Smoke on the Water" (per il riff), "Lazy" (per il dialogo con l'organo) e "Highway Star" (per la tensione). È importante anche ascoltare le esecuzioni live recenti per apprezzare l'approccio di McBride.

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Autor Domenico Donati
Domenico Donati
Sono Domenico Donati, un esperto nel mondo della musica rock e metal, con oltre dieci anni di esperienza nella scrittura e nell'analisi di contenuti legati alla cultura underground. La mia passione per questi generi musicali mi ha portato a esplorare a fondo le dinamiche del settore, dalle ultime tendenze alle band emergenti, offrendo sempre un'analisi obiettiva e informata. Mi specializzo nella realizzazione di articoli che mettono in luce non solo la musica, ma anche il contesto culturale e sociale che la circonda. Credo fermamente nell'importanza di fornire informazioni accurate e aggiornate, e mi impegno a garantire che ogni pezzo pubblicato rispetti elevati standard di qualità e veridicità. Il mio obiettivo è creare un ponte tra i lettori e il mondo della musica rock e metal, offrendo contenuti che ispirino e informino, contribuendo così alla crescita di una comunità appassionata e ben informata.

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