Sigma – Win or lose

I fasti ottocenteschi, romanzati in pompa magna nei Promessi Sposi, l’opera omnia di manzoniana memoria, sono fonte d’ispirazione per i lombardi Sigma, che ne hanno ricavato un concept-album dal titolo “Win Or Lose”, una sfida nella sfida. Se i testi liberamente tratti da opere, fiabe o novelle che siano, non hanno mai attirato la mia attenzione, pertanto mi astengo dal commentare “Win or Lose” da questa ottica, al contrario devo rilevare un importante passo in avanti da parte dei Sigma, per quanto riguarda il tasso tecnico sciorinato in questo interessante lavoro. Ammettiamolo senza remore, che quando si parla di power metal italiano, al bar con gli amici metallari , ad un concerto o nel negozio di dischi sotto casa, vengono sempre fuori quei due o tre nomi, Rhapsody, Labyrinth e Vision Divine… e i Sigma? …mai!! Alla luce di quanto ascoltato in “Win Or Lose”, possiamo inserire, sicuramente, anche i Sigma tra i big di casa nostra, grazie ad una prova di grande maturità, e ad una mezza dozzina di brani (e sono scarso) di notevole impatto, che spaziano dalle alchimie power-prog dei grandiosi Kamelot, passando attraverso le linee melodiche di pezzi da novanta come Gamma Ray e, appunto, Labyrinth. La formula “intro, riffing, inciso, assolo, ripresa e coda”, viene sviluppata in maniera pressochè essenziale, senza la tentazione di cadere nel prolisso e buon per i Sigma, che brani come l’accademica ed accattivante “I Live For You”, l’orecchiabile cavalcata “Win Or Lose”, caratterizzata da un intro malmsteeniano e da un refrain rubato ai Rainbow, ed il mid tempo “Pride And Forgiveness”, tocchino quelle vette mai raggiunte in carriera dalla band. Pochi i passi falsi, uno dei quali l’insulso ed inutile reprise del classico degli Abba “S.o.s.”, che non cambiano, tuttavia, il giudizio totalmente positivo sui Sigma di “Win Or Lose”, una band già matura e pronta per il grande salto.