Pungent stench – Masters of moral, servant in sin

“Club mondo bizarre” – 1993. Un disco che pareva il Testamento di una band destinata ad uscire di scena definitivamente: i Pungent stench. “Masters of moral, servant in sin” – 2001. Il ritorno meno atteso dell’anno…In effetti, di questo come – back della massacrante band trio, non se n’e’praticamente parlato. E solo quando il loro nome e’sbucato nei negozi, quasi come si trattasse di una promettente new entry nel panorama death metal internazionale, il passato proteso alla brutalita’ grind – core e’riaffiorato minaccioso col nome di questo importante combo. Il punto e’che la nuova produzione dei Pungent stench non ha particolari rimandi a quanto detto in passato, specie se raffrontata con i primissimi lavori del gruppo. “Masters of moral, servant in sin” rispecchia il presente musicale dei tre musicisti in un death metal ben coordinato fra parti veloci e mid tempos massacranti e granitiche, di tipica scuola Floridiana e dalle piu’svariate sfaccettature, mostrando una band mai scontata, ma allo stesso tempo mai operante fuori dal seminato. Vocalizzi a cavallo fra lo stile di Dave Vincent, riffs graffianti, drumming tecnico e preciso, il tutto supportato da una produzione maestosa, imponente, perfetta. Le devastanti “Loot, shoot, electrocute” e “Rex peadophilus” o la spaventosa mid tempo “School’s out forever” possono bastare ad accreditare quanto detto sopra. Molti li contesteranno per l’allontanamento definitivo dalla brutalita’ unidirezionale dei primi lavori (i “grind” nel drumming compaiono solo nella conclusiva “The Testament of Stench”), ma non importa: la band ci sa fare, e nonostante il cambio di rotta effettuato e gia’avviato nel precedente “Clud mondo bizarre”, questa nuova release e’di notevole impatto e qualita’. Per tutti gli amanti del death metal…