Ouija – Riding into the funeral paths

‘Riding Into The Funeral Paths’ è il debut album degli Ouija, uscito originariamente nel 1997, rilasciato allora dalla Repulse Records e ora rimaneggiato dalla Blackend, che ne propone una versione rimasterizzata e ringiovanita graficamente. L’interessamento della potente label inglese si spiega facilmente con le buone capacità espressive del combo in questione, che si prodiga (o meglio, si prodigò oltre sei anni or sono) nell’offrirci un disco d’esordio di tutto rispetto, a base di ‘sano’ ed essenziale black metal. Detta così però gli Ouija potrebbero apparire dediti a sonorità black old style, e invece ‘Riding Into The Funeral Paths’ risulta slegato dagli stilemi ‘true&raw’ black metal, preferendo i nostri un mix, se non originale almeno discretamente personale, tra black metal di matrice svedese e black norvegese. I connotati delle due forme di arte nera si confondono infatti e si diluiscono l’uno nell’altro nel concentrato maligno e negativo che risponde al nome di ‘Riding Into The Funeral Paths’. Risulta forse preponderante la vena ‘melodica’ svedese, incarnata in intrecci chitarristici armonici e melodicamente intensi che si accollano integralmente la responsabilità della riuscita del disco e ne costituiscono l’anima. L’approccio degli Ouija mi ha ricordato in questo senso i primi Sacramentum (di ‘Far Away From The Sun’), ma tradotti in una versione più scarna e grezza, ruvida e rozza. Il tocco freddo e secco delle chitarre è però importato direttamente dalla scuola norvegese che fa capo ai seminali Satyricon: una chitarra ronzante tratteggia giri stilizzati rendendosi responsabile anche di qualche momento ad alta tensione emotiva. Da segnalare poi la presenza, a dire il vero quasi timida, delle tastiere, che sottolineano discrete e spettrali i momenti più eloquenti disegnati dalle chitarre protagoniste. ‘Riding Into The Funeral Paths’ risulta nel complesso una prova dignitosa e pienamente sufficiente, considerando anche che si tratta di un debut e che magari gli Ouija nel frattempo sono cresciuti e ulteriormente maturati.