Michael Pinnella – Enter by the twelfth gate

Siamo giunti anche ad un album solista del grande keyboardist dei Symphony X, Michael Pinnella, che in questa sede si è dedicato ad un lavoro strumentale che, purtroppo, piacerà difficilmente a molti. Vorrei essere così diretto perchè sarebbe inutile tessere le lodi del disco, che peraltro mi è piaciuto, quando si tratta di un’ opera interamente strumentale, molto più ‘classica’ che metallica e quindi inadatta ad un pubblico borchiato e puzzolente. Questo Enter by the twelfth gate è un platter molto particolare, dominato totalmente dalle tastiere e dal piano ed interamente strumentale: riff pesanti non fanno mai capolino, accenni all’ heavy nemmeno, pertanto per un pubblico prettamente metallico il nostro potrebbe risultare deludente. Considerate l’avvicinamento all’ opera solo nel caso siate amanti dei Symphony X o delle sonorità classicheggianti; potreste altrimenti andare incontro ad un passo falso, non per demeriti di Pinnella, che anzi si dimostra bravissimo, ma per la scelta forse poco azzeccata di associare questo disco alla corrente heavy-progressive. Dal punto di vista tecnico questo disco è ineccepibile, prodotto ottimamente e suonato altrettanto bene; forse l’unica carenza è la mancanza di quelle orchestrazioni maestose (e in alcuni casi fastidiose) che costellavano la carriera di Pinnella nella sua band ‘ufficiale’, ma sinceramente non ne ho sentito alcuna nostalgia. Dal mio punto di vista il cd è molto piacevole ed orecchiabile, ma non per la platea metallica. Anche il pubblico progressive potrebbe rischiare di rimanere spaventato da 45 minuti senza linee vocali, pertanto le possibilità che Enter by the Twelfth gate possa piacere sono insufficienti.