Capire chi siano stati i membri di Roxy Music significa seguire una band capace di cambiare pelle più volte senza perdere la propria identità. Dalla formazione art rock dei primi anni Settanta alla fase più elegante di Avalon, qui ricostruisco i componenti principali, i cambi di organico e il ruolo avuto da ciascun musicista.
La mappa essenziale dei musicisti che hanno formato Roxy Music
- Bryan Ferry è stato cantante, tastierista, autore principale e figura centrale del gruppo.
- Andy Mackay, Brian Eno, Graham Simpson, Roger Bunn e Dexter Lloyd appartenevano alla prima formazione.
- Phil Manzanera e Paul Thompson hanno definito il suono della band classica insieme a Ferry e Mackay.
- Eddie Jobson ha sostituito Brian Eno, portando tastiere e violino elettrico.
- Tra il 1972 e il 1976 il basso fu affidato a diversi musicisti, tra cui John Porter, John Gustafson e John Wetton.
- L’ultima reunion documentata su larga scala risale al 2022, con Ferry, Mackay, Manzanera e Thompson.

La formazione originale di Roxy Music
Roxy Music nacque a Londra tra il 1970 e il 1971 dall’incontro tra Bryan Ferry e il bassista Graham Simpson. Attorno a loro si unirono Andy Mackay, Brian Eno, Roger Bunn e Dexter Lloyd, creando una formazione già lontana dal rock tradizionale.
Il gruppo non aveva una struttura convenzionale. Ferry pensava alle canzoni e all’immagine, Mackay aggiungeva sax e oboe, mentre Eno trasformava i sintetizzatori in una vera fonte di rumore e atmosfera. Proprio questa combinazione di glam rock, elettronica e avanguardia rese Roxy Music riconoscibile fin dalle prime esibizioni.
| Musicista | Ruolo | Importanza nella storia del gruppo |
|---|---|---|
| Bryan Ferry | Voce, tastiere | Fondatore, autore principale e leader creativo |
| Graham Simpson | Basso | Primo bassista e membro fondatore |
| Andy Mackay | Sax, oboe | Co-fondatore e elemento distintivo del suono |
| Brian Eno | Sintetizzatori, elettronica | Artefice della componente sperimentale iniziale |
| Roger Bunn | Chitarra | Chitarrista della prima fase di prove |
| Dexter Lloyd | Batteria | Primo batterista della band |
Roger Bunn e Dexter Lloyd lasciarono il gruppo prima della registrazione dell’album d’esordio. Al loro posto arrivarono Paul Thompson alla batteria e, poco dopo, Phil Manzanera alla chitarra. È questa la formazione che il pubblico associa più spesso al primo Roxy Music.
I quattro pilastri della formazione classica
Bryan Ferry
Ferry era la voce, ma ridurlo a semplice frontman sarebbe fuorviante. Scriveva gran parte dei brani, suonava le tastiere e costruiva l’identità visiva del gruppo, con un’eleganza teatrale che univa cinema, moda e cultura pop.
La sua interpretazione di brani come More Than This, Love Is the Drug e Virginia Plain mostra due lati diversi dello stesso artista. Da una parte c’è il cantante sofisticato, dall’altra il provocatore capace di portare l’art rock nelle classifiche.
Andy Mackay
Andy Mackay introdusse nel rock di Roxy Music il saxofono e l’oboe, strumenti tutt’altro che abituali in una band glam. Il suo contributo non era decorativo: spesso il sax diventava una seconda voce, capace di rendere i brani più nervosi, malinconici o sensuali.
Il suo stile è particolarmente evidente in Love Is the Drug e nei primi album, dove il suono dello strumento crea un contrasto efficace con le tastiere di Eno e la chitarra di Manzanera.
Brian Eno
Brian Eno rimase in Roxy Music per una fase relativamente breve, ma il suo impatto fu enorme. Usava sintetizzatori, nastri ed effetti per alterare la forma delle canzoni, anticipando metodi che sarebbero diventati comuni nella musica elettronica.
La sua collaborazione con Ferry si interruppe nel 1973 per divergenze creative. A mio parere, questa separazione è uno dei passaggi più importanti della storia del gruppo: dopo Eno, Roxy Music perse parte del caos sperimentale, ma guadagnò maggiore compattezza e controllo.
Phil Manzanera
Phil Manzanera entrò nel 1972 dopo aver impressionato la band durante un’audizione. La sua chitarra era precisa, tagliente e spesso più interessata alle texture sonore che al virtuosismo fine a se stesso.
Con Manzanera, Roxy Music trovò un equilibrio originale tra eleganza pop e aggressività rock. Il suo lavoro è centrale in album come For Your Pleasure, Country Life e Siren, oltre che in brani come Amazona e Out of the Blue.
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Paul Thompson
Paul Thompson fu il batterista che diede alla band una spinta fisica e riconoscibile. Il suo drumming diretto, potente e poco incline alla levigatezza compensava gli arrangiamenti più sofisticati degli altri membri.
Thompson lasciò il gruppo nel 1980, ma tornò nelle reunion successive. La sua presenza è importante perché ricorda quanto il primo Roxy Music fosse ancora una band rock energica, non soltanto un progetto elegante e concettuale.
I cambi di formazione dopo Brian Eno
Dopo l’uscita di Eno, il suo posto fu preso da Eddie Jobson, giovane polistrumentista proveniente dai Curved Air. Jobson suonava tastiere e violino elettrico, ampliando la tavolozza del gruppo senza riprodurre lo stile del predecessore.
Il suo contributo si ascolta soprattutto in Stranded, Country Life e Siren. Il violino elettrico aggiungeva un tratto più melodico e drammatico, mentre le tastiere aiutavano Ferry e gli altri a spostarsi verso arrangiamenti più raffinati.
La fase successiva vide anche un cambiamento nel ruolo del basso. Graham Simpson aveva lasciato la band poco dopo il primo album e Roxy Music utilizzò diversi bassisti, spesso legati a singoli tour o sessioni di registrazione.
| Musicista | Periodo o contributo principale | Nota utile |
|---|---|---|
| Rik Kenton | Tour del 1972 | Suonò dopo l’uscita di Graham Simpson |
| John Porter | For Your Pleasure e tour successivo | Fu il bassista della seconda fase iniziale |
| John Gustafson | Stranded, Country Life, Siren | Presente soprattutto nelle registrazioni in studio |
| John Wetton | Tour di Country Life | Suonò dal vivo prima della sua esperienza con Asia |
| Rick Wills | Parte del tour di Siren | In seguito sarebbe diventato noto con i Foreigner |
Questa rotazione può confondere chi cerca una lista definitiva. Il punto è che Roxy Music non ebbe un bassista stabile per tutta la carriera, mentre Ferry, Mackay e Manzanera formarono il nucleo più duraturo.
La fase di Avalon e la formazione più riconoscibile
Con Manifesto, Flesh and Blood e soprattutto Avalon, Roxy Music abbandonò buona parte delle asperità iniziali. Il suono divenne più pulito, sensuale e atmosferico, con una maggiore presenza di musicisti ospiti e session player.
La formazione associata ad Avalon ruotava soprattutto attorno a Bryan Ferry, Phil Manzanera e Andy Mackay. Paul Thompson non partecipò in modo continuativo alla fase finale, mentre la batteria e il basso furono spesso affidati a musicisti scelti per le registrazioni e i concerti.
Questo non significa che la band avesse perso personalità. Al contrario, il disco dimostra come Roxy Music sapesse trasformarsi senza inseguire semplicemente le mode della new wave. La produzione più levigata mise in primo piano la voce di Ferry, le chitarre di Manzanera e il sax di Mackay.
Per orientarsi nella discografia, io distinguerei così le due anime del gruppo:
- Roxy Music ed Eno per l’impatto sperimentale e l’estetica più imprevedibile.
- Roxy Music con Jobson per la maturazione art rock e la ricchezza strumentale.
- Avalon per il lato più elegante, romantico e accessibile.
Chi faceva parte delle reunion più recenti
Roxy Music si sciolse nel 1983, dopo l’uscita di Avalon, ma tornò a esibirsi in diverse occasioni a partire dagli anni Duemila. Queste reunion non vanno confuse con una nuova fase discografica: non è stato pubblicato un nuovo album in studio dal 1982.
La reunion del 2022, organizzata per celebrare il cinquantesimo anniversario, riportò sul palco Bryan Ferry, Andy Mackay, Phil Manzanera e Paul Thompson, affiancati da musicisti di supporto. Fu una formazione simbolica, perché riuniva i quattro nomi più importanti della storia esecutiva della band.
Brian Eno e Graham Simpson restano fondamentali nella genealogia del gruppo, ma non parteciparono a quella tournée. Eno appartiene soprattutto alla fase fondativa, mentre Simpson è il bassista originale che suonò nel primo album prima di lasciare Roxy Music.
Perché la lista dei componenti conta ancora
Conoscere i musicisti non serve soltanto a completare una scheda biografica. Aiuta a capire perché album apparentemente vicini nel tempo possano avere atmosfere così diverse, dal rumore elettronico di Eno alla precisione elegante di Avalon.
Quando ascolto Roxy Music, considero Ferry il centro narrativo, ma non il responsabile unico del risultato. Il fascino della band nasce proprio dall’attrito tra voce, sax, chitarra, batteria, sintetizzatori e immagine. Eliminare uno di questi elementi significa perdere una parte del quadro.
La sintesi più corretta è quindi questa: la formazione storica comprende Bryan Ferry, Andy Mackay, Brian Eno, Phil Manzanera e Paul Thompson, con Graham Simpson come bassista fondatore e Eddie Jobson come figura decisiva della fase post-Eno. Attorno a loro ruotarono diversi musicisti di basso, tour e sessione, senza modificare il ruolo del nucleo creativo.
Il modo migliore per ascoltare l’evoluzione della band
Per riconoscere davvero il contributo dei vari componenti consiglio un percorso in tre tappe. Si può partire da Roxy Music per cogliere l’impatto della formazione iniziale, passare a Stranded per ascoltare l’era di Eddie Jobson e arrivare ad Avalon per capire la trasformazione finale.
In questo modo la lista dei nomi smette di essere un semplice elenco e diventa una chiave di ascolto. È proprio lì che Roxy Music continua a sorprendere: ogni cambio di musicista modifica il paesaggio sonoro, ma il gruppo conserva sempre quella miscela irripetibile di rock, arte, glamour e sperimentazione.