Maledicta – Eruption from insides

Proposta interessante questa dei perugini Maledicta, quintetto che propone una curiosa commistione di generi che ha come base sicuramente il black sinfonico (Dimmu Borgir e Kovenant era Nexus Polaris in particolare), ma che riesce a coniugare il tutto con frequenti incursioni nel metal, dunque sempre in bilico tra modernismi e parti classiche, si veda l’ uso delle tastiere, effettivamente punto di forza, in grado di spaziare con disinvoltura tra riferimenti ai gruppi norvegesi sopracitati (netta influenza dei Dimmu Borgir in Destruction, che in certi momenti richiama anche qualcosa dei Children Of Bodom) ad un certo tipo di elettronica, come nell’ iniziale Neurosisma; da sottolineare anche pregevoli intermezzi come ‘Onaram Smoke’ o Praha Drinking Team, brevi spunti che impreziosiscono il tutto. La band predilige mediamente tempi cadenzati, anche se non mancano accelerazioni convincenti, come nel finale di ‘Five Demons’ o in ‘Traditional Neverending Friend’, ed un appunto va fatto alla voce, buona ma non sempre incisiva, mentre risulta degno di menzione l’ uso del pulito e delle voci femminili, che riescono ad arricchire e variegare la proposta dei cinque. Un disco che lascia indubbiamente intravedere buone potenzialit√†, anche se l’ impressione √® che ci si debba concentrare su una maggiore coesione all’ interno delle canzoni stesse, a volte troppo slegate nei passaggi.