Loudblast – Split cd vol. 5

Quinto split cd per la nostrana Loudblast. Stavolta ci vengono proposte due band italiane molto diverse tra loro, i Rex Devon che sono autori di un pregevolissimo crossover, e i The Family Pusher Inc. che invece si attestano su coordinate rock/stoner. Dicevamo dei Rex Devon, che aprono il cd con quattro pezzi davvero degni di nota. La band si dimostra abile e capace di creare una musica che non conosce la parola noia e che viceversa si fregia di un dinamismo ed una freschezza sonora davvero invidiabili. L’opener “Prey” sembra uscita dalle ultime session dei Machine Head (ascoltate la melodia) pur mostrando un nocciolo hardcore molto marcato, con un riffing a tratti cattivo e inarrestabile. La successiva “Last Letter” si apre pregna di tensione e sfocia nella carica di una mandria di tori al galoppo. La song ha un flavour a tratti psichedelico e durante tutto il corso della song si respira un’aria simili-apocalittica. Anche in questo caso siamo a livelli eccelsi, con una sezione ritmica semplicemente perfetta nel fornire il groove giusto alla song. L’esplosione disumana di metà song è slipknottiana nel suo voler distruggere tutto e tutti, ma presto lascia spazio alla melodia, ottima. “Ebcaw” è dura e potente, come nelle cose più cattive del debutto dei Nonpoint. Anche in questo caso la band non sfigura con un dinamismo sonoro da cardiopalma. Una song che ti fa venire voglia di saltare senza fermarti mai con quei break potentissimi e bestiali. Una song che mischia melodia e groove, supportata da un riffing incessante e mai domo. Bordate incredibili d’energia e carica destabilizzante. Il platter dei Rex Devon si chiude con “Routine” che mostra sprazzi di delirante psichedelia. Una song giocata sull’alternanza di melodia e ritmi che si insinuano lentamente, cadenzati, prima di esplodere nelle invettive del singer Ugo. Anche in questo caso il senso di tensione e claustrofobia che pervade la song è molto marcato e sfocia nell’esplosione finale d’isteria che suggella una prestazione sopra le righe. I Rex Devon sono una sorpresa assoluta per me, una piacevolissima sorpresa. La band ha buone doti tecniche, maturità, capacità compositive da vendere e quel che più conta ha capito le regole della dinamica che in un genere come il crossover sono la chiave di volta che ti permette di essere una band appetitosa invece che una da dimenticare. Promossi e da rivedere su un full lenght. Possono diventare grandissimi (per me già lo sono). I complimenti più sinceri. La musica cambia decisamente con i The Family Pusher Inc. che si muovono su coordinate stoner con forti venature seventies sulla scia di gente del calibro dei Grand Funk. In questo caso c’è da dire che la band pur mostrando buone qualità non si discosta mai dai prodromi dell’alveo nel quale si agita. Questo potrebbe essere considerato non solo buono, ma addirittura necessario per il genere proposto per lasciatemi dire che forse un tocco di personalità in più non avrebbe guastato. Sono sicuro che la band dal vivo renda molto, capace di un buon groove e di buone armonizzazioni può regalare quella mezz’oretta di rock sudato che farà la felicità degli amanti del genere. In fondo qualche riff sabbathiano c’è, certo groove funky anche così come certe digressioni lisergiche. In generale però sono pochi i momenti in cui veramente la band sembra convincere al 100% per quanto riguarda la parte compositiva mentre per quella esecutiva ci siamo e in fondo il singer ha proprio una bella voce, calda e graffiante. In definitiva un buon split che, non me ne vogliano i The Family Pusher Inc., brilla per la presenza dei Rex Devon e che dimostra quanto sia valido l’underground italiano.