Gamma ray – Skeletons in the closet

Non ricordo un’altra annata così prolifica di live album: dopo quelli di Edguy, Nuclear assault, Sodom, Kreator e tanti, tantissimi altri ancora, è il turno dei Gamma ray dell’ex Helloween Kai Hansen, formazione dalla quale non bramavo di certo un disco dal vivo in forza di quell’ “Alive ’95” neanche troppo distante nel tempo. “Skeletons in the closet”, dunque, si rivela un disco dal vivo non fondamentale, annovera però in scaletta brani estratti dal celebre “Somewhere out in space” del 1997 e copre dunque questa piccola lacuna che, per motivi temporali, “Alive ’95” mostrava. Per il resto cambia poco: buoni i suoni, presente come di consueto un brano degli Helloween, ossia la nota “Victim of fate”, e presente anche una scaletta che, dotata di diciotto brani, va così a comporre un doppio cd che ben rappresenta la carriera della band tedesca. C’è veramente di tutto, forse un po’ troppa considerazione nei confronti del sopravvalutato – e dannatamente stereotipato – ultimo platter in studio, ma trattasi di routine. Per fortuna, non mancano pezzi da “Sigh no more” (vedi “Rich & famous”) e dagli altri capitoli della prima metà della carriera del combo europeo, anche se magari, in fondo, “Powerplant” avrebbe meritato ben meno spazio di quanto concessogli con la presenza, ad esempio, di “Armageddon” e “Heavy Metal universe”. Scaletta sufficiente, esecuzione più che buona, ma in fondo c’era proprio bisogno di un live album? Kai Hansen risponderebbe che, alla fin dei conti, lo stipendio deve riscuoterlo pure lui!