Darkest hour – Hidden hands of a sadist nation

Ho già recensito i Darkest hour qualche tempo fa, in occasione del loro penultimo parto, intitolato “So sedated, so secure”. Ricordo che il mio giudizio riguardo quel disco non fu per nulla cattivo, anzi, diciamo che fui piuttosto generoso. E diciamo pure che la qualità di quel lavoro, ed in particolare quella di una canzone grandiosa come “An epitaph” (che vi giuro non sfigurerebbe neanche su “Slaughter of the soul”), bastarono ad indurmi a mettere il numero 8 come veto finale in sede di giudizio. Ma i tempi cambiano, e quando le band si ripetono senza però farlo sul piano della qualità, sarebbe un bene se certi act si decidessero a modificare il proprio assetto stilistico. Neanche a dirlo, gli americani Darkest hour sono una copia spudorata degli At the Gates dell’ultimo periodo, con un suono di chitarra leggermente più sporco, ed un bagaglio tecnico che, batteria a parte, non invidia nulla a Bjorler e soci. E con un sound identico a quello di mille formazioni paladine di quel Gothenburg Sound di cui ne abbiamo fin sopra ai capelli. Nessuna novità degna di riguardo, dunque: la mia recensione potrebbe finire benissimo qui, e chi ancora ha uno stomaco abbastanza forte da digerire dischi come l’ultimo degli Hatesphere può tranquillamente recarsi dal negoziante di fiducia e lasciargli diciotto Euro. Un piccolo consiglio, però: i Darkest hour – gridai “Megadeth!” quando lessi il loro nome, prima di ascoltare “So sedated, so secure” – non sono gli At the Gates, parlando in termini di popolarità. In poche parole, se proprio dovete comprare qualcosa di loro, partite pure da “So sedated, so secure”, che pur non essendo una perla quanto a longevità (in fondo il disco crolla dopo la prima metà della tracklisting), ha perlomeno qualche picco qualitativo degno delle migliori firme dello Swedish sound estremo che, in fin dei conti, di estremo ha solamente qualche dettaglio. Idem per l’inflazionatissimo Power europeo: se gradite proprio tutto ciò che esce da filoni del genere, lavori di questo livello potrebbero intrattenervi per un po’. Ma non vi trovo una longevità ed una bellezza tali da giustificare l’esborso di 18 Euro o più da cui, in ogni modo, dovreste passare se l’acquisto venisse ipotecato.