Abyss – Humble yourself

Cover
Tracklist
1 – Degeneration Leader
2 – Cenere
3 – Zur Genealogie Der Moral
4 – Cancroid
5 – Naturmystic
Recensione
Genere: Black Metal

Wow, che roba! E questo sarebbe semplicemente un demo? Tanto di cappello e inchino. È incredibile come ultimamente mi stiano passando sotto mano delle autoproduzioni fantastiche! Credo di non esagerare affatto nel dire che da qualche tempo trovo più soddisfazioni “uditive” pescando nell’underground misconosciuto e inascoltato, piuttosto che abbeverandomi al mare d’elite sponsorizzato e distribuito capillarmente da etichette dal nome magniloquente. Non avevo mai sentito nominare questi Abyss, e anche ora non è che sappia un granchè su di loro, se non che si tratta di un duo, e che il presente disco è stato registrato nei pressi di Modena (in soli due giorni!) nel novembre del 2003 appena terminato. Ma l’eccezionale livello qualitativo del “demo” in questione basta e avanza a presentare magnificamente gli Abyss, senza bisogno di orpelli grafici (“Humble yourself” non ha copertina, ma un semplice foglietto con su scritti i titoli), o chissà cos’altro. Ma passiamo a descrivere la concreta proposta musicale dei nostri. Dopo un’ intro declamatoria tocca alla bella “Cenere” aprire le danze, song che funge da perfetta summa rappresentativa ed esemplificativa del sound dell’intero dischetto. Si tratta sostanzialmente di black metal dal cuore primitivo e ferale, che riconosce nel caos dispiegato il suo più vicino amico, ma che si vede trapiantato brutalmente in una corteccia metallica dalle sembianze avanguardistiche e postmoderne. Immaginate il black metal scarno ed essenziale, ma terribilmente efficace e contundente, dei migliori Burzum e Darkthrone, con la sua portata negativa e depressiva, ma così irresistibilmente affascinante… Poi rivestitelo con una pellicola decisamente inumana, e anzi totalmente meccanica e aliena: suoni ultra distorti e agghiaccianti, voce stridente, produzione in generale sporchissima tipica dell’industrial più low-fi… Avete presente? So che è difficile immaginarlo, è molto più facile contattare questi ragazzi e sperimentare sulla propria pelle la presa acida e lancinante che possono avere queste composizioni sul vostro apparato auricolare… Sì, perché detta così sembrerebbe trattarsi di una band vicina stilisticamente a roba tipo Aborym o Diabolicum, ma non è così. Gli Abyss viaggiano su binari propri, e la cosa è a dir poco encomiabile per una band ancora sotterrata nell’ underground. La creatura Abyss ha realmente del geniale: qui c’è tutta l’ inquietudine conturbante del miglior black metal d’annata, ma filtrata tramite la sgraziata attitudine cibernetica dell’industrial più violento. Sentire per credere la fantastica “Zur genealogie der moral”, col suo giro black sparato in prima linea con violenza disumana, o la visionaria “Naturmystic”, dove voci pulite (ma filtrate) disegnano atmosfere stranianti. Da segnalare poi il ruolo di prima donna rivestito dal basso di Zavo, pompato e grattante, come d’altronde le chitarre, dal tocco sgranato e pericolosamente abrasivo. Tutto è perfetto in questo “Humble yourself”, e l’intera durata del disco è costellata da emozioni che bombardano e si affollano nella vostra mente popolandola inesorabilmente. Se andiamo ad aggiungere poi che l’impiano lirico della band si colloca in feroce antitesi rispetto all’ideologia nazista, eccovi fornito un ennesimo motivo per supportare la band in questione. Sinceramente non riesco a spiegarmi come gruppi di questa caratura siano ancora lasciati a marcire nel sottosuolo. Spero che l’intelligenza e l’esuberanza di questo duo modenese (presumo) venga presto premiata da una proposta discografica degna di tanto talento. Complimenti ragazzi