Captura – Cenobio isterico

Tracklisting:

1- Vortice
2- Cenobio isterico
3- M.Y.A.
4- Sguardi

Genere: post-thrash

I Captura, band avviata nel 1996 su coordinate strettamente relative all’hard rock, sono giunti solo nel passato più recente alla produzione della prima release ufficiale: “Cenobio isterico”. Il disco, composto da quattro tracce per una durata totale di circa ventitre minuti, si muove su lidi stilistici che parrebbero, ad un primo ascolto, smentire e seppellire per intero quanto attinente al passato più remoto della band, in quanto il mix musicale al quale ci troviamo dinanzi fa perno su di un thrash metal moderno, che pesca influenze da svariate direzioni per esporre come risultato una miscela aggressiva, moderna e direzionata verso il movimento thrash più avantgardista e meno ancorato agli arbori del genere in questione. E’ infatti il cosiddetto post-thrash, quello dei Machine head degli esordi (“Burn my eyes”), dei Fear factory e, per quanto concerne il lato europeo, il thrash metal cerebrale ed alieno che ha fatto di band come i Meshuggah il relativo credo artistico. La bay area più “antica”, descritta nella biografia inviata in allegato come una delle principali fonti di ispirazioni, non si direbbe proprio presente nelle quattro composizioni della band italica, almeno non per quanto concerne i mostri del passato, esclusion fatta per alcuni suoni moderni e martellanti approssimabili alla violenza sonora intelligente e ricercata degli ultimi Testament ( periodo post – “Demonic”). I Vocalizzi, i quali riportano liriche interamente scritte in italiano, si muovono su un incrocio fra il cantato pulito più estremo ed il growl più accessibile, interpretando il perfetto ponte fra le vocals meno estreme e quelle più alienanti ed aggressive, e presentando una via di mezzo fra il Phil Anselmo di “Vulgar display of power” (o meglio ancora quello di “Far beyond driven”) ed uno stilema a’la Jens Kidman. Il tutto sa di un qualcosa di terribilmente moderno, dimostrando che questo movimento così avantgardista sta lentamente irrompendo nei cuori dei metallari più legati al passato (cosa comunissima fra gli italiani), cambiando, seppur lentamente, la scena nostrana. Il lavoro, oltretutto, è prodotto alla perfezione (forse la miglior produzione fra le demo fino ad ora ricevute, assieme a quella dell’ultimo SavinGraces), con un lavoro tecnico veramente eccellente (ottimo il lavoro di “Gaspa” dietro alle pelli), ed un’interpretazione mai sottotono per quanto riguarda l’aggressività e l’esperienza in quanto all’uso di certe sonorità. Da parte mia, pare strano che questa band si sia avvicinata a certi tipi di sonorità soltanto negli ultimi anni, poichè un lavoro come questo testimonierebbe l’effettivo contrario, ma d’altra parte, non resta che credergli e sperare che essi possano presto aggiungersi a bands emergenti come i freschissimi Arcadia. Da segnalare, la title track e “M.Y.A.”, forse i due pezzi migliori del disco, data l’inconsistenza di alcune parti dell’opener “Vortice” (potente, basata su assalti diretti e modernissimi, ma non sempre coinvolgente nelle sue parti) e la mancante compattezza fra le “sezioni” della conclusiva “Sguardi”. Buon lavoro, tuttavia, e migliorando magari la qualità e la componente attrattiva relativa alle song, o magari estremizzando lievemente le parti veloci, questa band potrebbe esplodere ancor prima di quanto si possa pensare….sempre che qualcuno si affretti a promuovere in massa il metal estremo in Italia.