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Krohm - A world through dead eyes

Anno: 2004
Provenienza: Stati Uniti
Etichetta: Vicious Recordings

Tracklisting:

1 - I suffer the astral woe
2 - A lurking dream
3 - The waning
4 - When morning never returned
5 - A world through dead eyes
6 - Silence turns to gray
7 - My hearse

Serviva un full-lenght per poter catalogare in modo definitivo la one-man band di Numinas, sarebbe stato inappropriato inserire il monicker Krohm tra i grandi del panorama underground dopo il solo mini-cd “Crown of the ancients”, anche se stupendo. Dopo due anni la prova del nove potrebbe finalmente dare la giusta collocazione alla creatura in questione: è possibile fronteggiare con i colossi del depressive come Xasthur, Shining e Blut aus nord, che sempre più si stanno distaccando dal sottosuolo? A mio avviso l’uscita di questo “A world through dead eyes” non è sufficiente a trarne conclusioni, nonostante la lunga attesa. Infatti ciò che dà un aspetto ambiguo al primo full-lenght della mente statunitense è la netta incrinatura che separa la prima dalla seconda parte del disco: “I suffer the atral woe” (assolutamente la migliore dell’intero platter, con la parte finale da inserire negli annali del black), “A lurking dream” e “The waning” fanno pensare ad un miracolo da adulare a vita, mentre i successivi quattro brani fanno tornare ad una realtà altalenante e discontinua, dove tra pochi riff degni di nota svettano lunghi ed interminabili momenti di superficialità senza colore. E’ incredibile come per le prime tre tracce la riproduzione scivoli via piacevole ed armoniosa senza accusare neanche per un secondo la durata media superiore ai sette minuti, quando invece per le restanti song il tempo sembra fermarsi e i minuti sembrano ore; un ottimo boccone che arrivato a metà digestione si rivela nocivo. Se in “Crown of the ancients” tutto sembrava facile e perfetto, quando si tratta di dimostrare realmente i propri assi i limiti compaiono in superficie e l’incontenibile emozione che contraddistingueva il passato viene tristemente rimodellata; la linea che nel black depressivo divide l’emozionalità dalla banalità e dalla noia è sottile, in “A world through dead eyes” ne troviamo conferma. Un lavoro discreto non fa altro che sminuire l’effettivo potenziale di Numinas, è sbagliato accontentarsi di un disco riuscito a metà quando le capacità sono di gran lunga superiori.

Voto: 6,5

Fearxes