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Tankard - The beauty and the beer

Etichetta: AFM

Prima o poi doveva succedere... era troppo bella la favola dei Tankard, resi invincibili dal clamoroso "B-Day" del 2002 e dalla sua scaletta pressochè priva di cali di tono. Era troppo bella perchè a breve distanza s'era quasi ripetuta, quando i Signori della Birra avevano dato alle stampe un successore più che dignitoso dal titolo "Beast of Bourbon", contenente momenti da greatest hits, su tutti l' inno "Die with a beer in your hand". Passano due anni e la favola finisce, perchè AFM fa uscire "The beauty and the beer" ed i Tankard sembrano tornare ai tempi della Century Media. Ovvero? Ovvero non hanno più idee, non che ne servano, ma non riescono più a scrivere un bel pezzo. Non c'è nulla di vagamente paragonabile a perle come "Slipping from reality" o "Rectifier", per citare gli episodi più recenti, e rimane splendente solo quella vena stravagante, ironica, carica di storpiature della parola "beer" che vanno avanti più o meno da quando venne composta "Beermuda" per "The meaning of life". E il fatto che questo sia un gruppo da prendere poco sul serio non regge, in sè, perchè viene quasi da sperare in un ritorno ai Tankard "finto-seri" di "Two-faced", purchè i risultati siano nuovamente buoni. "The beauty and the beer" non ha mordente, non ha picchi qualitativi, non ha niente da offrire. Peccato, perchè viene subito dopo due ottimi album come quelli sovracitati... Buona fortuna per il futuro, ma stavolta siete bocciati.

Voto: 5

Marco "Dark Mayhem" Belardi