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Pearl Jam - Pearl Jam

Etichetta: Sony

A quattro anni dalla pubblicazione dello scurissimo Riot Act, George Dabliù Bush è ancora saldamente al comando, la guerra in Iraq continua a mietere vittime e anche negli Usa, tra scandali governativi e piogge d'intercettazioni illegali, le cose non vanno poi così bene. Per questo i Pearl Jam tornano più arrabbiati che mai, con un disco che sa di Nirvana, di Ramones, di rock delle origini. Se i riferimenti del precedente lavoro erano stati gli intimismi acustici di Rem, Springsteen e Tom Waits, oggi Vedder e Co. riaccendono il muro di Marshall lasciato a impolverare in sala prove e pestano senza rimorsi sul pedale della distorsione. A sopresa, gli alfieri del Seattle sound svelano il loro lato più punk e nichilista, rimasto finora piuttosto in ombra nei loro lavori. Lo testimoniano brucianti la rocciosa opener Life Wasted e il singolo World Wide Suicide, vibranti di rabbia e frustrazione dalla prima all'ultima nota. Ruvidi ma mai rozzi, semplici ed essenziali senza cadere nella banalità, è come se i PJ fossero tornati indietro di quindici anni, resuscitando d’un colpo l'antica energia adolescenziale. Ascoltando i ruggiti di Eddie sembra davvero di poter vedere il benzinajo diciottenne incazzato col mondo dai capelli lunghi e gli anfibi slacciati anziché il quasi quarantenne un po' stempiato e ormai padre di famiglia. E tutto questo senza perdere un'oncia dell'acquisita classe e maturità espressiva. Gone reinterpreta lo spirito di Alive sedici anni dopo, Parachusetes è una beatleballata purissima pensata e suonata meglio di come farebbero i Fab Four, Army Reserve riflessione politica che si fa rock. E si chiude in gloria, con il blues struggente di Come Back, sgorgato dritto dal cuore di Vedder per l'amico fraterno Johnny Ramone (1951 - 2004, Rip). Quattro quarti, due accordi e via. Quando Eddie inizia a cantare, sapete già che prima della fine del pezzo starete piangendo come bambini. Anche se non avete mai ascoltato - o sopportato i Ramones. Miracoli del rock, che evidentemente nel 2006 è ancora assai vivo e per niente vegetalizzato come alcuni vorrebbero. Se esiste, Dio benedica i Pearl Jam. Se non esiste, li benediciamo noi (comprando i loro dischi, correndo ai loro concerti).

Voto: 8,5

Tommaso Galligani