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Paths of possession - Promises in blood

Etichetta: Metal blade / Audioglobe

Se amate alla follia i raffinati gorgheggi del signor Corpsegrinder Fisher ma l' ultimo dei Cannibal Corpse vi ha regalato solo sbadigli, c'è un'altro gruppo che forse fa per voi. Sono i Paths of Possession, semisconosciuta band americana che si è accaparrata lo scorso anno il suo quarto d'ora di fama per aver pubblicato un album con Sua Brutalità Sir George. Ascoltando Promises in Blood certo non si grida al capolavoro; ma il sapiente mix di thrash della Bay Area e death melodico alla scandinava, addizionato con quel pizzico di zolfo floridiano e impreziosito dall'inedita prestazione corpsegrinderiana lascia piacevolmente sorpresi al termine dell' ascolto. Perchè è bello sentir recuperate nello stesso disco le sonorità dei vecchi Exodus insieme a quelle degli At the Gates di Slaughter of the Soul; perchè i pezzi sono orecchiabili e ti restano nell'orecchio, ma non mancano i riff sulfurei alla Morbid Angel, che tirano la volata all' headbanging casalingo; perchè sentire Corpsy in versione “moderata”, screaming ripulito e grugniti (quasi) al bando fa davvero impressione, e alla fine del disco vien quasi da pensare che funzioni meglio qui che coi Cannibal Corpse. Oggi che i fasti della Bay Area sono solo un antico ricordo da cartolina metallara ed anche l' età aurea del death melodico del nordeuropa è finita da un pezzo, non può che far piacere rinverdirne le memorie con questo Promises in Blood: un disco semplice, onesto, ottimamente suonato e prodotto (da Erik Rutan) a cui vi affezionerete. Come alla voce di Corpsegrinder.

Voto: 7+

Tommaso Galligani