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Papa wheelie - Live licanthropy

Etichetta: Chophouse records - Frontiers

Lo stakanovista Jason Newsted, autentico animale da palco nonchè eterno malcontento del sapore del piatto (a.k.a. Metallica) da cui ha mangiato per una quindicina di anni, è tornato a ruggire con voce possente, complice l'ottimo status di forma in cui le sue innumerevoli formazioni - in primis i brillanti Voivod - sono avvolte. In questo caso, siamo dinanzi al secondo caso di avvicinamento fra Jason Newsted e lo Stoner rock: laddove coi Tree of the sun, nel 1995, egli imbastì una improbabile formazione comprendente membri di Kyuss, Strapping young lad e Melvins, il quarto ed orgoglioso Horseman dei tempi che furono ritorna con prepotenza a battere il ferro, ed ottiene un lavoro concettualmente assai distante da quanto venne alla luce con la compagine assemblata da due Rockers di gran classe come Devin Townsend e Scott Reeder. Il tutto si materializza in "Unipsycho", e vede la luce nel 2002. Passa molto meno di un anno, e la band decide di render tributo a quel così particolare prodotto, sincera commistione di Stoner Rock, Thrash-Core, Punk amalgamata da letali dosaggi di Hard Rock - cosicchè a volte si ha veramente la sensazione che ci sia troppa carne al fuoco. Trattasi di "Live licanthropy", disco che riprende l' unica release precedente quanto a pezzi eseguiti, e che ne ricalca le orme sino a partire dalla ironica cover, sempre incentrata sulla schizoide figura umana figurante nella copertina di "Unipsycho", stavolta arricchita da una schiera di tratti fisiologici chaneyiani. Ed assieme alla capigliatura dal taglio allungato di Newsted sono tornati l'ardore e l'attitudine del rinomato headbanger: "Live licanthropy" ci mostra un trio decisamente ispirato, capace di passare dalla riproposizione di un Hard Rock blueseggiante dall' impostazione talvolta kyussiana, sino al Thrash-Core degno dei migliori D.R.I., il tutto condito dai risvolti canori tenebrosi ed a cavallo fra clean vocals e growl dell' Arizona kid, che già ci propose certi stilemi con IR8, Sexutorica (entrambe formazioni nate nel periodo di pausa che i Metallica si presero dopo la produzione del 'Black album') e Sepultura, questi ultimi impreziositi dalla sua partecipazione in "Hatred aside" del mediocre "Against". I Papa Wheelie fanno della duttilità stilistica il proprio Credo permanente: giocano col Punk ma optano per soluzioni decisamente oscure, passano dallo Stoner all' Hardcore mostrando uno Steven Wiig in grande spolvero sia nei passaggi di batteria più violenti, sia nel percussionismo, ma francamente ci propongono un Live album che, all'indomani di un disco ancora freschissimo di produzione, non era proprio indispensabile. In ogni maniera, se non vi fate problemi a riguardo e volete tuffarvi in un lavoro basandovi solamente sulla sua qualità, questo è quanto può fare maggiormente al vostro caso.

Voto: 7,5

Marco "Dark Mayhem" Belardi