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Moonspell - Memorial

Etichetta: SPV / Audioglobe

Ma a voi i Moonspell dopo “Sin/Pecado” piacciono? Domanda legittima, perché per quanto mi risulta, fans “irriducibili” a parte il pubblico si divide abbastanza equamente in sostenitori e detrattori, sia a livello di pubblico che di stampa. Ecco, io non posso certo dire di essere un grande fan di Ribeiro e compari, anzi, devo dire che a parte lo stupendo “Under the moonspell” e gli ottimi “Wolfheart” ed “Irreligious” la restante produzione dei portoghesi non mi ha mai esaltato più di tanto, e lo scorso album non mi aveva fatto certo cambiare radicalmente idea. Tuttavia mi sono accinto all’ascolto di “Memorial” cercando di evitare i pregiudizi: la prima cosa che ho sentito durante l’ascolto è che nonostante nel ‘bugiardino’ della SPV campeggino elogi riguardanti l’appartenenza dei Moonspell alla fantomatica ‘gothic metal scene’, qui di atmosfere “gotiche” ne ho sentite pochine. L’album si presenta molto aggressivo, un classico riffing Heavy, supportato da batteria martellante (non è raro l’uso della doppia cassa) e basso che si fa sentire nei rari momenti in cui la chitarra si prende una piccola pausa. Fernando decide di usare il suo potente growl per il 90% del tempo, trascurando non poco quel cantato pulito che invece era un notevole punto di forza negli indiscussi sopraccitati capolavori della band lusitana, quasi a voler sottolineare il tono aggressivo e immediato di Memorial. Queste scelte a mio personalissimo parere sono uno svantaggio, perché il bello dei Moonspell, almeno fino a qualche album fa era proprio quell’alone “morboso”, malato e decadente che li differenziava da molti altri “concorrenti”; adesso invece il tutto viene appiattito da una furia non sempre giustificata, che va a danno dei quell’atmosfera che costituiva la parte più interessante del loro sound. Non a caso secondo me le canzoni più riuscite sono proprio quelle in cui fanno la loro comparsa la voce pulita e atmosfere meno opprimenti, come ad esempio ‘sanguine’, che riesce ad alternare molto bene momenti riflessivi ad attimi furiosi in linea con lo spirito del disco, o la anomala quanto stupenda ‘luna’, forse la traccia più marcatamente “gothic” del mucchio. Il resto del disco può piacere come no, dipende a quale delle due schiere di cui parlavo sopra apparteniate… per quanto mi riguarda, però il giudizio è il seguente.

Voto: 5,5

P_Deville