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Hubi Meisel - Kailash

Etichetta: Lion Music / Frontiers

Sono stato forse uno dei pochi estimatori convinti del precedente disco del vocalist teutonico Hubi Meisel, ex Dreamscape e forte, appunto, di un disco molto “narrato” come Emocean. Personalmente di Emocean avevo gradito proprio il fatto che la narrazione costituisse un fattore primario, lasciando in secondo piano orchestrazioni e chitarre elettriche; questa volta Hubi ha fatto un leggero passo indietro comunque positivo. Di certo Kailash non è un disco sequel del precedente concept basato su Atlantide, ma suona molto più progressive rock vecchio stampo e molto più “musicale”, risultando sicuramente più godibile e comprensibile dalla maggior parte degli ascoltatori. Forse il difetto di Emocean, a distanza di qualche anno, era proprio quello di non poter essere facilmente assimilabile e soprattutto di non avere presa immediata sull'ascoltatore. Kailash ricomincia dai difetti del predecessore correggendoli, magari a scapito dell'originalità, ma comunque producendo un risultato gradevole. Hubi Meisel è decisamente sottovalutato, ma con questi due dischi dimostra tutto il suo potenziale, ampio e notevole (vedasi l' ottima The Gentleman of Great Magic, traccia bonus che meriterebbe un posto da “titolare”), potenziale che spero possa riscuotere i consensi che merita. Tornando a Kailash, il disco è molto, perdonatemi il termine, “atmosferico” e rilassante; il sound si impone per la sua dolcezza, che può sì portare alla noia, ma che oggigiorno è difficile trovare in dischi progressive senza scadere in “pacchianate da quattro soldi”.

Voto: 7,5

Brown Jenkin