HOME
RECENSIONI
INTERVISTE
CONCERTI
BIOGRAFIE
LO STAFF
LINKS
FORUM
SKINS
ZERO DAYS, ZERO SECS

Giuntini Project - III

Etichetta: Frontiers

Terza prova solista, per il chitarrista italiano Aldo Giuntini, che vede la luce in concomitanza con la ristampa del suo precedente album, II. La nuova opera, consta di tredici brani, tra cui due strumentali, e si presenta con un artwork tetro, dal momento che in copertina vi è raffigurata un’opera del pittore svizzero Arnold Bocklin, dal titolo “L’isola dei Morti”. Stilisticamente, non è cambiato nulla rispetto al precedente disco…di conseguenza la materia trattata, continua ad essere l’hard rock di scuola inglese, impreziosito da spunti di matrice heavy, sulla quale si staglia la voce calda, e nitida, di Tony Martin (il cui contributo diventa inesorabilmente prezioso all’interno di un contesto musicale fortemente legato alla tradizione rock). In alcuni frangenti la band trova confortevole esprimersi attraverso ritmiche incalzanti, supportate dal riffing nervoso di Giuntini e dalla carica espressiva di Martin, è il caso di brani come Gold Digger, Fool Paradise e Disfunctional Kid; in altre circostanze, invece, viene fuori l’anima oscura del gruppo che si esplica in atmosfere ipnotiche e caliginose, di grande intensità drammatica, nelle quali le prestazioni vocali di Martin sono da incorniciare, ciò si verifica, per esempio, in The Closet Things To Heaven, ed in quello che può essere considerata la perla del disco, ovvero Que Es La Vida. Di gran rilievo, sono i due brani strumentali presenti nel disco, Tumosis IV – Tarantola, e Memories In The Sand: il primo, associa sonorità mistiche di stampo orientale, a partiture metal dal retrogusto neoclassico, nelle quali il groove gioca un ruolo di primaria importanza; il secondo, è dominato da note larghe, che si muovono in un contesto decisamente drammatico, dove il sentimento predominate sembra essere la malinconia. E’ il caso di concludere, dicendo che, con un sound ed un’attitudine fortemente legati al passato, il Giuntini Project, ha le carte in regola per soddisfare le esigenze di coloro i quali amano l’hard rock classico, siano essi nostalgici degli anni ’70 che ascoltatori dell’ultima generazione.

Voto: 7

Antonio Di Carlo