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Five horse Johnson - The last men on Earth

Etichetta: Small stone / Vynil Magic 3

In casa Small Stone le sorprese non finiscono mai, eppur ci si meraviglia quando, dall' Ohio, un perfetto connubio fra personalità ed efficacia prende forma sotto il nome Five horse Johnson contribuendo così ad arricchire un rooster, quello della succitata etichetta, che ha già ottenuto linfa vitale dalle fiammeggianti prove in studio di act come Milligram, Halfway to gone o dagli heavy-rockers Throttlerod. Per carità, i Five horse Johnson non pretendono di inventare proprio nulla: il loro Rock, espresso nel qui recensito "The last men on Earth", è un Bluesy-Rock che riprende ora gli ZZ Top, ora, in minor parte, persino i primissimi Aerosmith, e che vi mescola linee vocali sporchissime e che faranno felici i fan di Spiritual Beggars e The Mushroom River Band, trovate strumentali quali l'inserimento di parti di armonica (vedi "Soul digger", esperimento che, unito allo stile dei Five horse Johnson, finisce per far ricordare certi aspetti del sound dei Firebird, solo più ruvidi), ed una produzione minimale che, non godendo della presenza di potenti distorsioni - a testimonianza del fatto che il combo di Toledo non è affatto caduto nella trappola-Stoner o in simili accostamenti - rivaluta nettamente le linee di basso suonate da Steve Smith, la voce del frontman Eric Oblander - quest' ultima forse effettata in eccesso - e l' impatto generale delle varie parti melodiche, di cui il platter dispone in abbondanza. Forse a questo disco manca però un po' di vivacità, ed anche quelle ritmiche sostenute che, ad esempio nella succitata "Soul digger", donano freschezza e vitalità al tutto: certe parti, rocciose sino al parossismo (vedi "Three at a time"), potrebbero rivaleggiare coi Clutch per graniticità, eppur rendono l'album lievemente troppo monolitico e ripetitivo. Ma i numeri non mancano: dieci song in cui pochi cali si presentano dinanzi all'ascoltatore, un trittico d'avvio devastante e musicisti con una personalità agghiacciante. Insomma: Small Stone produce, e continua a garantirci qualità e costanza. Cosa chiedergli di più? Ennesima conferma della validità dell'operato di quest' etichetta.

Voto: 7,5

Marco "Dark Mayhem" Belardi