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Eldritch - Neighbourhell

Etichetta: Limb / Audioglobe

Reduci dall' ottimo risultato di critica e vendite ottenuto con Portrait of The Abyss Within, i toscani Eldritch provano a bissare il successo, costruendo un album con la stessa formula che tanta fortuna aveva portato al predecessore. La ricetta è semplice: pezzi melodici ma allo stesso tempo aggressivi, strutture meno prog e più accessibili che nel passato, un sound potente e moderno e soprattutto una bella strizzata d'occhio a sonorità decisamente commerciali, in particolar modo nella costruzione dei ritornelli. Se però in Portrait “la commercialità” si amalgamava fluidamente agli stilemi cerebrali e corrosivi tipici di casa Eldritch dando vita a brani intricati ma orecchiabili, in Neighbourhell spesso appare una scelta forzata, in certi casi addirittura stucchevole o fuori luogo. Purtroppo non è tutto. Pare che Terence Holler, singer solitamente estroso e capace di stupire tessendo linee vocali fuori dagli schemi, si sia stufato di inventare, perchè stavolta le soluzioni del cantato sono quantomeno scontate, solo per usare un eufemismo. Infine, ascoltando il disco, si ha l'impressione che tutti i pezzi si assomiglino un po' tra loro, anzi: che assomiglino, e pure un po' troppo, a quelli di Portrait. Ora, a questo punto il dubbio sorge spontaneo: stai a vedere che zitti zitti gli innovatori Eldritch si sono autoclonati per mettere a segno un'altra volta il colpaccio da classifica. Uhm, brutta cosa per un gruppo che fin dagli esordi ha fatto dell'originalità la propria bandiera. Comunque, ascoltando Neighbourhell, non si sente certo aria di colpaccio. Anche perchè nel frattempo, commercializza qui e commercializza là, è sparita tutta la cerebralità corrosiva che tanto lustro ha dato all' Eldritch Approach, e le raffinate influenze alla Coroner e Watchtower - ancora declamate dal gruppo nelle interviste - sono andate allegramente a farsi benedire. Quel che resta, a partire dalla copertina, è una copia stropicciata e mielosetta del predecessore, che rivela un gruppo sgonfio e in crisi creativa; o, forse, solo a caccia di facili furbetterie. Domanda: ma osare un po' di più e tornare allo sperimentalismo bastardo di Reverse è proprio fuori discussione? (oddio, anche tirar fuori qualcosa di completamente nuovo sarebbe un bel ritorno all' Eldrich Approach)

Voto: 6--

Tommaso Galligani