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Attraction 65 - Attraction 65

Etichetta: Atenzia Records / Frontiers

L'attrazione fatale per questi Attraction 65, mi è scoppiata dopo non più di dieci minuti dal momento in cui ho introdotto il cd nel lettore, più o meno il tempo di assorbire, o meglio, assaporare tre brani di questo omonimo ed entusiasmante debut album. Ci è dato a sapere solo che il cantante e chitarrista Gregg Fulkerson, nativo nel Tennessee, proviene dai Blue Tears, mentre il batterista Ludo Baccherini ha passato l'infanzia scorrazzando per Firenze, sua città natale, prima di approdare in California, dove è entrato nel giro dell'area del melodic rock al fianco di personaggi come Mitch Malloy e Billy Falcon, a cui è seguito l'incontro con Fulkerson e l'approdo negli Attraction 65. Poco importa se latitano altre notizie intorno alla band, a prescindere dai nomi dei componenti, per la cronaca Michael Spears al basso, Paul Zegelien alla chitarra e Robert Streets all'acustica, quello che conta è lo spessore artistico di questa opera prima, un disco di qualità che spazia attraverso il rock di classe alla Bon Jovi e Goo Goo Dolls, grazie ad una continua ricerca del colpo ad effetto, traducibile in una disarmante facilità nell'azzeccare la giusta linea melodica, basti ascoltare la dirompente "Believe", a cui spettano l'onere e l'onore di aprire il lavoro o l'orecchiabile "Storn In My Heart", per volare con la fantasia, nel New Jersey e dintorni. Si prosegue alla grande con "Roll On", una struggente ballad costruita su una base di voce a chitarra acustica, che ricorda molto da vicino le ultime composizioni dei Train, mentre le seguenti "In Another Life" e "Rise Above", posseggono quell' appeal radiofonico, da potenziali hit single. Se vogliamo trovare un difetto agli Attraction 65, è quello di richiamare qualche altra band ad ogni singola traccia del cd, ma è talmente elevato il tasso qualitativo dei singoli brani, che questa apparente debolezza finisce per trasformarsi, al contrario, in un punto di forza, ed è su questo continuo gioco delle parti, che si sviluppa l'intero album. Se poi un brano come "Strong" arriva persino a sfidare il Boss nei suoi territori abituali, stesso discorso vale per la conclusiva "Eden", questa volta le vittime di turno sono gli U2 di "With Or Without You" e in entrambi i casi, senza sfigurare, non potevamo certo pretendere di più da Gregg Fulkerson e co.

Voto: 8

Roberto Villani