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Vagh - Intervista a Robin Vagh (guitars)

Un personaggio disponibilissimo e simpatico, speranzoso nei confronti del ritorno su grandi livelli dell' AOR che culla e supporta grazie alla sua band: Robin Vagh, leader, appunto, dei Vagh, ci parla di "Sands of time" e di ciò che seguirà la sua release...

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Ciao Robin. "Sands of time" è il debut album dei Vagh, una band nata nel 2000. Puoi parlarmi degli altri membri della formazione, e di come sei arrivato a formare i Vagh dopo una lunga carriera all'interno della scena Rock?
Ero stanco di non sentire buona "hard music" in Svezia. Ho scritto canzoni AOR per tutta la durata degli anni novanta, e così ho scelto di mettere assieme una band. Ho iniziato con un grande singer, Jonas Blum, che aveva già registrato dischi con Pole position, Majestic e Reptilian. Quindi scelsi Anders Rosell e Jan-Ake Jonsson per avere una buona sezione ritmica. In effetti, ci hanno fornito linee di batteria pesanti e un basso fantastico.Alla fine ho convinto il mio amico Tom Rask a occuparsi delle tastiere: lui è un tastierista veramente talentuoso. C'è anche una vocalist femminile, Noomi Stragefors, che canta su "Alison" nel cd. Lei ha fatto un gran lavoro, e per il prossimo cd ci sarà un altra linea di voce, quella di John Marshall Gibbs, un gran singer. Tenetelo d'occhio.
Suoni Rock sin dai seventies: all'inizio degli anni '80 eri coi Future zone, come si sciolse la band, ed in cosa consiste il resto del tuo passato musicale?
I Future zone si sciolsero perchè c'erano troppi problemi con il ruolo del bass player, veniva sempre cambiato. Abbiamo passato degli anni splendidi, suonando un sacco di concerti. La band poi venne infine messa a dormire nel 1986, suonavamo New wave of British heavy metal, e la canzone "Future zone", che sarà presente nel prossimo cd, è stata originariamente scritta nel 1985 anche se abbiamo apportato qualche modifica. Più tardi collaborai con una band AOR chiamata Montmartre, con cui feci svariati tour estivi lavorando anche con un paio di progetti in studio senza sbocco. L' AOR e il metal tradizionale non avevano più sbocchi commerciali, e a metà degli anni '90 entrai in una band attiva tutt'oggi col nome Art in Motion. Suonavano R'N'R puro, ma oggi suonano uno stile più progressivo. Buona band. Adesso, quando ho tempo, lavoro anche come ingegnere del suono.
I Vagh sono una band molto singolare: AOR mixato a Hard 'n' Heavy. Chi vi ha influenzato maggiormente, per la composizione del materiale di "Sands of time"?
Sono sempre stato ispirato molto dall' AOR catchy degli anni '80, amo quelle canzoni che ti entrano in testa all'istante. Canzoni che puoi canticchiare quando sei da solo... Pensavo che potevamo creare delle belle canzoni AOR con chitarre heavy metal ed un tocco di tastiere progressive.
La scena AOR, attualmente, mette in commercio moltissimi platter. Fra i più recenti, credo che il migliore possa essere "Weight of the world" degli Harem Scarem. Come giudichi la situazione attuale dell'AOR?
Credo che stia crescendo e tornando grande di nuovo, perlomeno lo spero. Stiamo aspettando con impazienza un bel revival di AOR, e credo che il grande numero di release sia un risultato di tante persone che hanno scritto AOR magari una decina di anni fa, ma che non sono riuscite a mettere in commercio nulla all'epoca. Ora, è ovviamente il tempo di un revival. Le persone della mia generazione vivono una situazione finanziaria più stabile, e l'AOR è tornato a vendere: la gente ha nuovamente bisogno di melodia!
La scena svedese, parlando di Rock, è molto strana. In Svezia, il Metal è principalmente rappresentato dal Death/Thrash, poi troviamo un sacco di Stoner, di Bluesy rock settantiano influenzato dal sound americano... Mettendo in disparte il mainstream, che band ci consigli dal tuo paese?
Non seguo molto il lato più oscuro, ma ti dirò Dream evil, Evergrey e In flames, sono molto interessanti. Poi posso raccomandarti qualche band AOR grandiosa, come Ignition, Street talk, Crystal blue, Jim Jidhed e Radioactive. AOR di prima classe.
"Sands of time" riceverà una promozione live limitata al territorio svedese, o pianificherete un tour europeo per i Vagh?
I Vagh principalmente sono uno studio project: semplicemente non possiamo permetterci di organizzare tour. Certo, ora avremo da lavorare sul nuovo cd, "Into the future zone"; e speriamo di poterlo promuovere con un tour. Potrebbe anche essere che un giorno i Vagh vengano in Italia, mi piacerebbe poter firmare un tour che ci permetta di fare un tour, in modo da promuovere bene il disco.
"Sands of time" è prodotto da Slick City Slackers prod. Come siete giunti alla label?
L'ho avviata io, solo in modo da poter mettere in commercio "Sands of time". Nessuna label voleva farlo, così abbiamo pensato per noi stessi. E ti dico che è un lavoro molto costoso!
Negli ultimi anni, c'è stato una specie di revival nei confronti del Rock anni '70. Basti vedere band come Firebird, Puny Human, l'ennesimo ritorno dei Blue Cheer, o altro. Come vedi questa situazione?
Penso sia una bella cosa. Gli anni '70 sono stati un gran periodo per la musica, dato che è lì che l'hard rock attuale è nato. La gente ha iniziato a usare gli strumenti (ride, accennando a sè stesso n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi), e c'era tanta gente onesta. Come ho detto prima: tutto prima o poi ritorna.
Se potessi mettere in contatto un possibile ascoltatore con la tua musica, quali sono i tre elementi del vostro songwriting che gli mostreresti per primi?
Il più importante sono i ritornelli catchy: puoi cantarli anche dopo averli ascoltati una o due volte. Mi piacerebbe anche che la gente notasse le nostre introduzioni. Come magari avrai notato anche tu, mi piacciono le doppie linee di chitarra. Pooi, infine, voglio sempre creare un feeling che duri su tutta la canzone. Voglio che ci siano chitarre pesanti, e a quel punto direi che il pezzo è pronto.
L'intervista è giunta al termine: qualche parola per i lettori di MetalManiacs?
Voi siete i veri eroi del metal. Siete i benvenuti se voleste lasciare un messaggio nel guestbook del mio sito, tenetelo d'occhio per l'uscita del nuovo cd "Into the future zone", sarà molto bello. Stiamo lavorando a dodici potenti tracce, e l'uscita avverrà fra il mese di ottobre e novembre, quest'anno. Grazie infine a tutti coloro che scrivono su MetalManiacs... Keep it heavy!!!

Robin Vagh

Marco "Dark Mayhem" Belardi