HOME
RECENSIONI
INTERVISTE
CONCERTI
BIOGRAFIE
LO STAFF
LINKS
FORUM
SKINS
ZERO DAYS, ZERO SECS

The Defaced - Intervista a Mattias Svensson

E'il turno, per Scarlet records, di presentare un altro album illustre proveniente dalla Svezia. Trattasi di "Karma in black" dei The Defaced, ottimo lavoro di cui, assieme a Mystika, ne ha parlato il chitarrista Mattias Svensson.

Intervista a cura di: Mystika

Prima di parlare del nuovo album, vorrei sapere qualcosa sul vostro debut "Domination commence". Ho amato quel disco, ma a due anni dalla sua release, cosa ne pensate voi? Vi sentiti soddisfatti? Come è stato accolto dall'audience? Che responsi avete ricevuto?
"Domination commence" ricevette tonnellate di grandi recensioni, in cui la critica disse che il suo sound era una buona mistura fra Alice in chains, Machine head e Testament. Ma allo stesso tempo, come accade sempre, alcuni critici non lo apprezzarono. Dissero, piuttosto, "non potete mixare gli Alice in chains con i Machine head". Noi non pensavamo come poter suonare o come il disco avrebbe dovuto suonare, avevamo soltanto delle canzoni che ci piacevano. Allo stesso tempo, alcune persone etichettarono i The Defaced come una Thrash band, cosa che ritengo fuori luogo, e credo che questa mia ipotesi sia stata accertata con "Karma in black". Ma il responso generale fu veramente buono, anche agli show ottenevamo sempre una reputazione crescente fra i fans. Guardandomi indietro, credo che ritornando su quel disco ci avrei lavorato diversamente, ma credo che sia meglio lasciarsi alle spalle il passato, dato che ci abbiamo già lavorato come volevamo allora al tempo in cui quel disco è stato creato.
Sai che al giorno d'oggi la Svezia è rinomata per le sue tipiche Swedish death metal bands. I The Defaced suonano piuttosto un new-thrash orientato sulle sonorità americane. Personalmente, apprezzo il vostro impegno nel suonare un qualcosa di diverso, perchè credo che la scena Swedish death sia vicina a un punto di saturazione. Così, perchè avete optato per la "via americana" del Thrash, anzichè per quella svedese? E che ne pensi della attuale scena Swedish death?
Siamo io e Klas a scrivere la musica, nei The Defaced, e sin dall'inizio le nostre principali influenze sono state riposte nelle band americane che si possono udire nel nostro sound, come influenze. Parlando per quel che penso io, non mi sono mai interessato molto della scena svedese, anche perchè fuori dalla Svezia ci sono tante grandi band da ascoltare. Però, ascolto sempre quello che la gente pensa e ti capisco quando parli di saturazione. Sono quindi d'accordo con te quando dici che il nostro sound è più vicino a quello di molte band americane piuttosto che a quello svedese. Quando abbiamo composto "Karma in black", abbiamo tenuto le cose che più ci piacevano del primo disco ed abbiamo puntato su una direzione decisamente diversa. Non abbiamo pianificato molto, abbiamo soltanto osservato ciò che accadeva mentre tiravamo su i pezzi. Ascoltiamo sempre il feeling che nasce dentro alle nostre viscere, per comporre musica. Quando lo senti persino nel tuo stomaco (Lo sapevo che la cucina svedese è messa male... n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi) sai che stai componendo cose molto buone. Le persone che hanno ascoltato il nuovo album sono rimaste decisamente sorprese da come si sono evolute le cose, così pensiamo che "Karma in black" sia un disco più forte e rappresentativo, rispetto a "Domination commence", perchè pensiamo di aver stabilito un sound maggiormente proprio, che potremo ancora progredire in futuro.
Adesso, parlami meglio di "Karma in black"...
"Karma in black" è potente, melodico, aggressivo, groovy e moderno. C'è un sound che non penso sia stato mai sentito prima, e che però allo stesso tempo è familiare all'orecchio di chi ascolta, anche se personale. E' un disco molto onesto e diretto, che credo potrà piacere a un sacco di gente con cui potremo comunicare attraverso le infinite vie della musica.
Quali sono le differenze che noti maggiormente fra "Karma in black" ed il vostro debut?
Il songwriting è migliorato, e maggiormente focalizzato. La produzione è migliorata anch'essa, come i contributi individuali al songwriting. Credo di poterti dire che siamo migliorati un po'tutti, perchè sapevamo esattamente ciò che volevamo fare e ci siamo riusciti, a dispetto di come sono andate le cose sul primo album. Ci siamo sentiti come a casa nostra, quando abbiamo iniziato a comporre, eravamo a nostro agio. Pensiamo quindi che "Karma in black" potrà piacere ai metalheads in giro per il mondo.
Qual'è, per te, la migliore canzone sinora composta dai The Defaced? E, con riferimento al nuovo materiale, qual'è per te il pezzo più rappresentativo, o più semplicemente quello che preferisci? E perchè?
Beh, non so veramente che dirti. La risposta a questa domanda tenderebbe a riferirsi a ogni ascolto singolo che do' all'album. Penso che tutte le songs di "Karma in black" siano rappresentative rispetto a ciò che sono i The Defaced. Ogni pezzo ha il nostro tocco di dinamismo, melodia, e suono. Così, lascio questa decisione agli ascoltatori, che siano loro a scegliere.
Il flyer promozionale descrive il vostro stile con il termine "aggr-groovy metal": esattamente, che cosa significa? Come definisci il vostro stile musicale?
Vedo i The Defaced come un pesante metal act con un largo raggio di input all'interno delle proprie songs. "Dinamico" è una parola chiave, come "Groove" e "Aggressione". Forgiamo svariati stili musicali assieme, e loro, di conseguenza, forgiano da soli il sound che ci rappresenta.
Penso che le vostre influenze musicali siano evidenti: posso dire che i Machine Head sono un costante punto di ispirazione per i The Defaced? Che ne pensi di quella band e della sua evoluzione musicale?
Ho sentito molte comparazioni con i Machine Head del periodo di "Burn my eyes", ed ho apprezzato, anche se credo che si tratti di un'ispirazione pur limitata fino a un certo punto. Penso che le differenze fra queste due band (noi ed i Machine Head) siano molte più dei punti di contatto effettivi. Specialmente se ci compari coi Machine Head di oggi, viene da dire che non ci sono punti di contatto reali. La nostra creatività va avanti da sola, e non è legata a quello che altre band fanno, come penso che lo sia per i Machine Head stessi.
Ho sentito parlare di un videoclip preso da "Karma i black": puoi dirmi qualcosa in più a riguardo?
L'abbiamo filmato in una vecchia fabbrica a Helsingborg il giorno prima di Natale. Abbiamo filmato per una giornata intera e si trattava del nostro primo video, e posso dirti che è un po' brutto suonarci in playback. Però ci siamo divertiti moltissimo. E'stato diretto dallo stesso team che ha diretto "Innocence gone" dei Darkane, ovvero da Pet Christoffersson, Johan Larsson e Anders Lundberg. Il concept dietro al video era quello di mantenere le immagini semplici, di mostrare la band in una insolita situazione. L'unica immagine a sè, è quella di una rosa che cade durante lo scorrimento del video e che alla fine si schianta al suolo. E'una sorta di simbologia, per dire che ogni bella cosa prima o poi raggiunge la fine morendo. Dovrebbe essere online su www.thedefaced.com, puoi scaricarlo e dare un'occhiata.
Presumo che la dimensione live sia il massimo per una band come la vostra. So che verrete in Italia a giugno, al "A day at the border": che cosa dovremmo aspettarci dalla vostra live performance?
Di venire presi a calci nel culo. Diamo il meglio sul palco, e posso dirtelo con certezza. Il festival, poi, ha anche grandi bands che mi interessano, quindi sarà un piacere, per me, esserci.
In poche parole, cerca di persuadere un lettore occasionale per fargli comprare il vostro nuovo album, "Karma in black".
Se ti piace il metal melodico, potente, groovy con un tocco moderno e un approccio molto personale, credo che "Karma in black" ti soddisferà in pieno! E' un disco dalle viste molto aperte, quindi dubito che possa non piacerti.
Piani futuri: cosa ti aspetti dalla release di "Karma in black"? Come verrà pubblicizzato dalla vostra label (Scarlet records)?
Speriamo che ci vada il meglio possibile. Ci potrà dare, in tal caso, l'opportunità di partecipare a seri tour, e credo che "Karma in black" abbia i requisiti giusti per aprirci tali porte. I nostri promoter ci hanno dato molta fiducia, Scarlet ci sta fissando moltissime interviste e sta lavorando duro, così speriamo che possa aiutarci ad innalzare l'interesse generale diretto alla band.
La vostra label è italiana, conosci in qualche modo la scena italiana o qualche band?
No, non conosco molto. Attualmente so veramente poco della scena italiana, quindi posso dirti veramente poco, scusami.
Concludi come preferisci...
Un grande hail va a tutti i metallari che ci hanno dato supporto fino a questo punto, grazie! You're the shit!!! Date un ascolto a "Karma in black", e spero di vedervi al "A day at the border" festival, a giugno. Grazie per l'intervista, stay Defaced!

Mattias Svensson

Mystika