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Sevengates - Intervista alla band

Dopo aver appreso dell'abbandono del cantante Federico Puleri nei confronti dei suoi Sevengates, avvenuto pacificamente e probabilmente anche a causa degli impegni di quest'ultimo con i Vision divine di Olaf Thorsen, eccoci giungere all'intervista con i Sevengates, formazione che assieme ai Frozen tears rappresenta la parte 'italiana' dell'etichetta estera Megahard.

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Tanto per cominciare, parliamo di "Unreality", disco annunciato da moltissimo tempo che vede la luce solamente in questo periodo, fra mille problematiche. Finalmente, però, tutto è giunto in porto. Potete spiegarci cosa ha fatto slittare così l'uscita del disco?
Fabrizio: La registrazione del disco è avvenuta nell’autunno del 2001, ed il master, completo di parte grafica è stato spedito alla Megahard verso i primi di gennaio. In seguito si sono sollevati diversi problemi che si posso imputare per la maggior parte, alla comunicabilità fra noi e la label.
Diciamo che anche le poste non ci hanno dato una mano, perché il pacco contenente master e parte grafica è arrivato in brasile dopo un mese circa!!, però in seguito sono nati prima problemi di ordinamento dei brani( noi avevamo fatto un’ordine delle canzoni che la Megahard non condivideva), e poi i famosi guai sulle stampe del libretto. Somma a tutto questo la possibilità di parlare solo per mail, con i relativi ritardi di risposta, e per di più in inglese, ed ecco che il cd ha visto la luce in Aprile 2002 in Brasile, Sud America, Giappone ed Europa. Per quanto riguarda l’Italia (Il cd è uscito il 9 ottobre), l’accordo tra Megahard e Self è avvenuto nei primi mesi del 2002, e poiché la self distribuisce molti titoli, il nostro cd non poteva sicuramente precedere altre uscite già programmate da molto prima, ed inoltre andava ancora fatta la promozione.
Comunque se si tiene conto che a volte ci sono cd che escono a distanza di anni dalla registrazione, siamo abbastanza soddisfatti, anche se un cd fermo, implica non potersi muovere a livello live e promozionale.
Il power metal che suonate segue molto la scia dei nostrani Labyrinth, e adotta una vena decisamente neoclassica a causa soprattutto dell' uso del tastierismo. Oltre a questa corrente, dove prendete spunto per giungere in fase di composizione?
Fabrizio: Diciamo che Io e Tommaso siamo per la maggior parte delle volte i compositori “Teorici”, nel senso che siamo quelli che compongono le strutture, i riff portanti, la melodia e il gruppo è il compositore “Fisico”, cioè alla fine, i pezzi vengono provati ed affinati in sala, a livello di arrangiamento, e struttura ritmica e solistica, e a volte anche stravolti, ma difficilmente succede questo. Provenendo quasi tutti da generi ed esperienze musicali, un po’ diverse in ambito metal e non, il nostro stile nasce da un’amalgama di diverse linee di pensiero e di diversi modi di suonare, ad esempio Tommaso e Marco, i due chitarristi, sono molto legati al classic metal, quindi trasmettono l’energia dei riff più heavy ed essendo anche fans di malmsteen prediligono gli sviluppi neoclassici, soprattutto negli assoli, mentre io smorzo tutto inserendo con le tastiere parti più progressive o sinfoniche dettate dalla mia passione per il progressive oltre che per il power stile Stratovarious, Angra, ecc... In generale comunque il punto di partenza che identifica il nostro stile, è il power melodico degli ultimi anni, poi da lì si riconoscono in ogni brano dalla sruttura e dagli arrangiamenti i vari stili che ci accompagnano, e questo secondo me contribuisce anche a rendere gradevole ed interessante l’ascolto del cd, incuriosendo l’ascoltatore e non bloccandolo su 11 brani tutti simili e privi di sviluppo.
Ultimamente c'è stata una certa controtendenza: il power metal, da sempre legato a suoni non troppo futuristici e modernisti, pare si stia lievemente modernizzando. I Mob rules ne sono esempio, ma anche i nostri Beholder hanno già dato segnali del genere sul nuovo disco. Pensate che in futuro la cosa potrebbe riguardarvi?
Tommaso: Uhm...guarda, io non sono mai stato favorevole ai cambiamenti di stile da parte di band che fanno un determinato genere. Ammiro infatti chi riesce a rimanere costante nel suo genere attraverso gli album che sforna. Lì si vede la stoffa dell'artista. Riuscire a creare sempre lavori validi pur rimanendo fedeli al genere che piu' si ama. Per questo sono un grande fan di Manowar e Iron Maiden. Per quanto riguarda i Beholder ti posso solo dire che ho ascoltato un mp3 (Wish for destruction) e non mi è sembrato male, anche perchè non mi sembra che si discosti dal metal, anzi....Certamente penso che un cambiamento radicale o modernizzamento di stile non riguardeà mai i SevenGates, certo, cresceremo, matureremo, ma non cambieremo MAI genere e non ci avvicineremo mai a nuove sonorità giusto per seguire il trend o per far parlare di noi.
Fabrizio Marnica, il vostro tastierista, dona a tratti spunti quasi progressive alle vostre
composizioni, aumentando il livello di personalità del disco. Quali sono le sue principali influenze?

Fabrizio: Ti rispondo personalmente, visto che sono chiamato in causa! J (Anzi ti ringrazio per l’interessamento). L’avvicinamento al metal, per me è avvenuto molto tardi, grazie ad un amico che mi fece sentire i Dream Theater di Images and Words e Awake, da quel momento in poi è stata dedizione verso questo genere, ed in particolare verso il prog. Con l’acquisizione di un discreto bagaglio musicale, fra cui nomi più grossi quale Stratovarius, Angra, Symphony X, e gruppi meno conosciuti, ho cominciato a fondere il power ed il prog, e con l’avvento in ultimo dei Rhapsody, a dare quel tocco di epicità ed orchestralità, al mio stile. Comunque ritengo personalmente, che lo stile e la bravura di un musicista, tralasciando l’aspetto tecnico, sia tutto fondato sull’esperienza, ed ancor prima sull’apertura mentale, non si finisce mai di imparare e si acquisiscono sempre nuove idee e spunti, ed è fondamentale non chiudersi su preconcetti del tipo, se faccio epic, ci vanno i clavicembali, se faccio prog, allora devo fare metà pezzo in 7/8, l’altro in 5/16, ecc..., perché in quel caso si rimane limitati e privi di idee e personalità, soprattutto in uno strumento considerato forse ridondante nel metal, ma di per sé complesso e secondo me in grado di dare quelle sfumature che cambiano il “volto” di una canzone!
"Download" è un divertentissimo pezzo che chiude magistralmente il disco. Se non erro, è da diverso tempo che la proponete dal vivo: potete parlarci riguardo a come è nata l'idea?
Tommaso: Siamo molto affezionati a Download. Come idea è nata prestissimo, prima del demo 2000. Di download è nato prima il testo, che ho scritto in quanto sono uno “scaricatore folle”, perché mi sembrava che come tema si potesse adattare benissimo a una canzone happy metal, in stile Helloween. Quindi, buttato giù il testo, mi venne in mente l’idea del ritornello, quello con i coretti (Download,download) e le trombette in sottofondo. Poi la musica l’ha scritta Marco, perché volevamo qualcosa di un po’ hardrockeggiante e Marco è più “ispirato” per questo genere, in quanto viene dal blues. Una volta finito il pezzo, abbiamo pensato all’intro, quella col rutto J (!!!!! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi), volevamo ricreare un po’ l’atmosfera di quello che si mette di notte davanti al computer per downloadare (mi hanno scoperto... n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi). Cmq è un pezzo molto apprezzato dal pubblico forse perché è più particolare, o forse perché è spiritoso!
Una domanda per Paolo Baroni. Nel power metal, e voi ne siete esempio per quel che riguarda il settore dei batteristi, sono presenti ottimi musicisti che però spesso tendono un po'troppo ad attenere troppo ai clichès in doppia cassa continua che il genere,
diciamo, richiede. Anche geni come Terrana e Zimmermann, nei rispettivi Rage e Gamma ray, sono un po'limitati rispetto alle proprie capacità. Che pensi del fenomeno?

Paolo: Rispondo meravigliandoti: il mio batterista preferito è Nicko McBrain degli Ironz!!!! Che suona tutto assolutamente con una sola cassa, e SENZA doppio pedale, anche nell'ultimo disco (posso garantire). Il problema è che all'interno di un gruppo, ognuno per prima cosa deve fare la sua parte. E' innegabile che nel genere che proponiamo, la doppia cassa spesso viene quasi naturale, e lo stesso compositore del pezzo spesso la richiede in determinati punti. Per quello che posso dire al momento, credo che nel nostro prossimo disco ce ne sarà un po' meno, ma non ne sono del tutto sicuro... Perchè beh, c'è anche una cosa che forse i non-batteristi non possono capire: andare in doppia è fottutamente divertente!!!
Voi ed i Frozen tears siete rinomati per aver firmato con la Megahard, etichetta brasiliana. Ciò è dovuto alla mancanza di professionalità e di promozione con le label italiane, o ad altri fattori?
Simone: Non credo che sia dipeso da questi motivi.. Sicuramente le LABEL italiane all'inizio ci hanno un pò snobbato e questo però è anche comprensibile visto che hanno diverse bands sotto contratto e che il nostro DEMO, registrato in casa, lasciava molto spazio all' immaginazione. Poi sicuramente c'è stata la componente casualità. Non ultimo il fatto che è stato il nostro primo DEMO e di solito statisticamente prima di arrivare ad un contratto i gruppi ne registrano almeno un paio. E' andata così!
So che alcuni vostri membri hanno suonato in cover band di Dream theater e Bon Jovi. Qual'è la storia di questi progetti?
Fabrizio: Io ti posso rispondere per quanto riguarda gli Overture, che per un breve periodo sono stati cover band dei Dream Theater. E’ stato un progetto grandioso, tra l’altro mi ricorderò sempre un concerto dalle nostre parti dove la gente rimase letteralmente sbalordita, nel vedere uno dei pochi gruppi che dal vivo si presentava con pezzi del calibro di Overture 1928, Under a glass moon, Voices, Take the time, Pull me under, ecc… E’ nato per volere mio e di Michele, un cantante che ha collaborato per un paio di mesi anche con i Sevengates, ed ha contribuito notevolmente al mio sviluppo tecnico, perché se ora sono in grado di eseguire assoli, o cmq parti complesse, lo devo tanto a questo gruppo e ai DT che mi hanno permesso di maturare! Purtroppo non c’è mai stata una grande coesione all’interno del gruppo e voglia di distaccarsi dall’appellativo di cover band, e siamo giunti nel 2000 allo split definitivo fra me ed il cantante, ed il resto del gruppo. Ripeto, rimane comunque un’esperienza ed un ricordo stupendo!
Tommaso: Per quanto riguarda la cover band di Bon Jovi, ne facevamo parte io, Marco, e Simone. E’ stata una bella esperienza, soprattutto per il fatto che con Bon Jovi potevamo andare a suonare fuori nei locali con abbastanza facilità, e penso che ci abbia quindi fatto crescere per quanto riguarda l’aspetto live della musica. Poi, la cover band, che era stata anche riconosciuta ufficialmente dal fan-club italiano. Poco dopo però è arrivato lo split per i “soliti” problemi all’ interno della band. Comunque reputo Bon Jovi un grande artista nonché cantante.
Un mio cenno di disappunto, come ho già detto nella recensione, va alla produzione: troppo in secondo piano le linee di chitarra, specialmente le ritmiche. Siete soddisfatti di come sono andate le cose?
Tommaso: noi siamo pienamente soddisfatti del lavoro di Frank Andiver fatto in sede di registrazione e di mixaggio. Per il piccolo budget che avevamo e per il poco tempo a disposizione,ha tirato fuori un ottimo prodotto. Per quanto riguarda le ritmiche,non è facile farle uscire a massima potenza in presenza delle tastiere,perchè andando sulle stesse frequenze si mangiano a vicenda. Quindi non volendo sacrificare le tastiere in fase ritmica,abbiamo dovuto trovare un compromesso fra chitarre e tastiere. Comunque noi siamo soddisfatti del risultato ottenuto, anche se cercheremo sempre di migliorarci nei prossimi lavori in studio.
Fino a sei o sette anni fa il power metal italiano era rappresentato da nomi nell'underground, dal 1997 sono esplosi Rhapsody, Labyrinth e Domine, quindi - a ruota - troviamo voi, Athena, Frozen tears, Vision divine, Beholder e molti altri. Spesso si parla di concorrenza fra queste band, e Paoli dei Domine, alla stessa domanda, mi ha risposto in maniera diciamo diplomatica. Ma in una scena non fortunatissima dal punto di vista economico come quella nostrana mi pare naturale che insorgano concorrenze, disappunti e cose del genere. Voi come la vedete?
Tommaso: Io la vedo piuttosto nera. Tutti usano risposte diplomatiche di fronte a giornalisti o membri di altre band. Ebbene dietro questa ipocrisia, si nascondono sempre invidie e maldicenze di QUASI tutti. Ok, non farò nomi, ma è giusto che la gente sappia che salvo rari casi, essere il chitarrista o il cantante di un gruppo power di punta,oggi come oggi fa montare il capo a parecchia gente. E questo li autorizza a sputare sentenza sulla validità di altre bands e a tirarsela anche solo per una telefonata.... Noi dei SevenGates siamo indignati di fronte a questa situazione. Penso non chiederemo collaborazioni con nessuna band italiana. All'estero mi sembra ci sia piu' rispetto fra musicisti metal. D'altronde poi,tutti hanno perso il senso della bellezza della musica. Tutti tirano l'acqua al proprio mulino,pensando solo al successo,alla gente che gli compra il disco etc....cose che fanno piacere,ma si dovrebbe pensare di piu' alla musica.
L'unica band di cui ti faccio il nome e che rispetto tantissimo sono i Rhapsody. Criticati da molti(e SEMPRE PER INVIDIA, perchè vendono di più, e secondo se lo meritano), sono gli UNICI a livello nazionale che non ho mai sentito sparlare di altre bands. Ci vorrebbe più collaborazione fra le bands,ma noi stessi spesso siamo stati snobbati da parte di diverse bands,anche quando eravamo al nostro primo demo. D'altronde oggi, ripeto, non conta la musica, conta se hai il disco in vetrina, la promozione, la pubblicità, gli agganci, oppure no.........
I piu' grandi sono sempre i piu' umili.
Parliamo ora di promozione e di label: in Germania, tolti Accept, Grave digger ed Helloween rimangono altre decine di band di culto. In Svezia, Norvegia, Finlandia ed altri paesi relativamente piccoli - più o meno del nostro - succede la stessa cosa. Quando si intervista un gruppo estero e si chiede del metal italiano la gente risponde dicendo Death SS, Rhapsody, o al massimo Necrodeath. Come vedete la nostra scena metal? Pensate che il suo stato di salute poco buono dipenda dalle case discografiche o dalla bassa qualità compositiva dei nostri gruppi?
Tommaso: Io penso che dipenda un po’ da tutti e 2 i fattori. A volte è colpa delle etichette discografiche. Mettono sotto contratto alcuni gruppi che non se lo meriterebbero per la musica che propongono, e non riesco a spiegarmi come mai gli addetti ai lavori li scelgano come gruppi di punta, facendogli un sacco di pubblicità! Forse per amicizia….non me lo so davvero spiegare. Cmq poi tanto, dal vivo, si vede se un gruppo è veramente valido. La gente che viene a sentirti suonare è IL VERO test per sapere se un gruppo è valido o meno nella musica che propone. Un altro fattore che contribuisce a uno scarsa qualità compositiva musicale è il fatto che quasi ogni band oggi riesce a firmare un contratto discografico, col risultato che ci ritroviamo sul mercato una serie di uscite metal che fanno parte di un “sottobosco”, come dico io, che di certo non fanno bene al metal, ne sminuiscono la bellezza ,e soprattutto traviano la gente che non ha mai ascoltato metal e si avvicina per la prima volta a questo genere. Gente che magari ascolta gruppetti italiani, e non sa neanche chi sono gli Iron Maiden…!!! Personalmente ritengo validi i primi 2 dischi dei Rhapsody e “Return to heaven denied” dei Labyrinth. (concordo a pieno n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi)
Okay, veniamo al futuro. Date dal vivo, eventuale materiale pronto per una nuova produzione...tutto quello che avete da dire a riguardo.
Simone: stiamo già lavorando al successore di UNREALITY. Abbiamo già preparato 4 pezzi e stiamo lavorando sugli altri. Quello che posso dire è che sarà davvero un bel prodotto! Per quanto riguarda l'aspetto LIVE abbiamo in programma diverse date e progettima attualmente ci stiamo concentrando sul nostro futuro e sul successore di UNREALITY senza dover nascondere che ci sono dei problemi all'interno della band per cui molto probabilmente ci saranno dei cambiamenti di LINE UP (notiziona in anteprima..). Voglio comunque sottolineare che il progetto SevenGates andrà avanti sempre o comunque..
So che ci sono stati dei problemi relativi al booklet del disco, contenente testi poco leggibili a causa della sistemazione grafica dei layout e dei colori. Questo problema sarà corretto su eventuali seconde stampe?
Tommaso: Guarda,questo disco è stato un calvario in tutto. Proprio in questi giorni ci è arrivata la conferma dalla Megahard che le ristampe del disco con il booklet corretto sono state fatte e dovrebbero arrivare anche in Italia tra poco. Quindi penso che entro fine anno dovreste trovarle in vendita.
Per concludere, la parola è tutta vostra.
Tommaso: Intanto vorrei ringraziare MetalManiacs per l’opportunità dataci per questa intervista. Un altro ringraziamento va a tutti quelli che ci hanno sempre sostenuto, e alla gente che ci ha comprato il disco. Spero che vi sia piaciuto. Noi pensiamo di aver fatto un onesto disco di power metal, e lo abbiamo fatto per quelli a cui piace il classico power metal. GRAZIE MILLEEEE!!! J

Marco "Dark Mayhem" Belardi