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Porcupine tree - Intervista con Steve Wilson (Guitars)

Intervista a cura di : Marco Giovannetti

Ho intervistato per voi un gentilissimo e disponibile Steven Wilson, leader dei Porcupine Tree, una delle più geniali band di sempre, capaci di coniugare il prog più raffinato (ma non ditelo a Wilson..) e il pop più sognante. Ecco cos’è venuto fuori…enjoy!


Cominciamo a parlare del vostro ultimo album, ‘Recordings’. Credo che sia un po’ strano, non posso dire che è un normale album, come il precedente ‘Lightbulb Sun’, ma piuttosto una specie di contenitore di ispirazioni e idee molto evocative e meravigliosamente realizzate! Puoi dirci cosa ne pensi e comunque fare una breve presentazione?
E’ una collezione di canzoni che uscirono solamente in Inghilterra su Ep o singoli nel 1999 e 2000, più tre nuove composizioni. Tutti nella band credevamo che il materiale sull’album fosse abbastanza buono da essere rieditato, così ‘Recordings’ è un tentativo di rendere disponibile queste canzoni a un audience più vasta (sebbene il cd sia limitato a 20.000 copie in tutto il mondo e adesso è sold out). Inoltre abbiamo cercato di realizzarlo in modo che stesse insieme come un vero e proprio album, invece che una collezione di ‘scarti’ messi insieme. In effetti in qualche modo avrei preferito che qualcuna di queste tracce fossero incluse nei nostri precedenti album ‘Stupid Dream’ e ‘Lightbulb Sun’. Non sempre una canzone viene scartata dall’album perché manca di qualità; a volte è solo perché non lega bene con le altre canzoni oppure un membro della band non è contento della sua performance nella canzone.
Credo che il sound Porcupine Tree abbia molte cose in comune con band prog degli anni 70, tipo i Pink Floyd o i Genesis. Però ho sentito dire che non ami definire i Porcupine Tree una band prog. Perché?
Non mi sento parte di questa scena. Non sono un fan di nessuna delle altre band che vengono definite ‘progressive’. Ci sono alcune band con cui sentiamo di avere una certa affinità: Radiohead, Godspeed You Black Emperor, Opeth… bands che sono state influenzate dal boom creativo che ci fu tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70 ma che comunque scrivono grandi canzoni e inseriscono spunti molto moderni nella loro musica. Sebbene credo che abbiamo un forte elemento progressive nel nostro sound, ci sono altri elementi che lo compongono; quindi diciamo che sono contro a una categorizzazione per i Porcupine Tree.
Mi puoi dare una tua personale opinione su queste bands: Pink Floyd, Rush, Dream Theater, Beatles, Genesis, Led Zeppelin.
Sicuramente mi piacciono i Beatles, i Pink Floyd e i Led Zeppelin, ma non credo che ci sia bisogno di scrivere altro su questi gruppi. Da me o da chiunque altro! La loro musica parla per loro (ok, non ne avevi voglia!! Nda).
Recentemente hai prodotto l’ultimo album degli Opeth ‘Blackwater Park’, secondo me un capolavoro. Cosa ne pensi di loro e dell’heavy metal in generale?
Come per gli altri generi sembra che anche nel metal ci siano poche eccezionali bands e credo che gli Opeth siano definitivamente una di queste. Ho ascoltato il loro precedente album ‘Still Life’ e l’ho veramente amato. Loro sono dei fan dei Porcupine Tree e mi hanno chiesto di produrre il loro ‘Blackwater Park’. E’ stata una opportunità per me di lavorare in un genere dove non avevo mai lavorato e questa esperienza mi è piaciuta un sacco. Siamo andati avanti alla grande e credo che abbiano relizzato una album di nuovo e particolare Heavy Metal. Altre bands che mi piacciono molto sono Meshuggah, Dillinger Escape Plan e Neurosis (eh beh…mica noccioline.. nda).
Credo che uno dei vostri segreti sia l’avere canzoni che posso suonare semplici e scarne, ma nascondono un grande e complesso lavoro negli arrangiamenti e nel sound. Come ottenete questo risultato?
E’ difficile spiegare a parole qualcosa che avviene in modo molto naturale. E’ solo nel modo in cui io compongo e la band registra. Sono molto interessato a creare umori e in qualche modo mantenerli e questo è come lo faccio. La tecnica nel suonare e la complessita puntigliosa non fanno per me!!!
Ci puoi dire qualcosa sui tuoi numerosi side projects?
No-man è un progetto che ho fatto insieme al cantante Tim Bowness - musica molto strutturata, orchestrale e sognante; abbiamo realizzato in nostro ultimo album ‘Retuning Jesus’ poco tempo fa.
Bass Communion è un progetto ambient totalmente strumentale (fino ad ora abbiamo realizzato 3 album più varie collaborazioni).
Infine IEM è un appagante tributo a tutto quello che viene fuori dal krautrock, Sun Ra, Funkadelic, musica noise e Frank Zappa! Sono molto orgoglioso della musica degli IEM negli ultimi 2 album ‘Arcadia Son’ e ‘IEM Have Come For Your Children’, credo che siano tra i miei migliori lavori.
Qual è l’album dei Porcupine Tree che preferisci, e perché?
Il prossimo sarà il nostro migliore sicuramente, ma fino ad ora ‘Signify’ è il mio favorito. Credo che questo album sia un ottimo equilibrio tra tutti i vari aspetti del sound dei PT. Gli ultimi due album contengono alcune delle nostre migliori canzoni ma anche alcune tracce (più che altro quelle più pop oriented) (le mie preferite!!! Nda) che credo che non siano molto appropriate per i Porcupine Tree e che probabilmente avrebbero potuto essere fatte meglio da altre band; questo tende a indebolire gli album secondo me (non sono assolutissimamente d’accordo!!! Nda). Comunque..impariamo dai nostri errori e sul prossimo album non ci saranno di questi problemi.
Ok, l’intervista è finita! Questo spazio è tuo, dici quello che vuoi. Spero di vedervi presto in Italia. Grazie mille.
Lo spero anche io. Peace. (beh… rapidino, non c’è che dire… nda)

Marco Giovannetti