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Negator - Intervista a Trolfbert (guitars)

Mi sono imbattuta nel debut album dei tedeschi Negator senza alcuna aspettativa e mi sono ritrovata a scoprire quella che senza dubbio è una delle più belle sorprese regalatemi da questo 2004. I Negator suonano black metal: un black metal, come ho già spiegato in sede di recensione, svedese nella forma e norvegese nella sostanza. Veloce, tecnico, potente e pulito fuori, ma rozzo, malsano e pericolosamente inquietante dentro. Canzoni micidiali e perversamente belle come "Vernunft" e "Katharsis" per la sottoscritta sono già da annoverare nella lista delle perle preziose del genere; e questo è il motivo per cui sono andata di mia spontanea iniziativa a scomodare la band per la presente intervista, per rendere nota anche a chi legge la grazia da me ricevuta per merito di un disco eccelso come "Old black". Ma lasciamo che siano i Negator stessi a presentarsi…

Intervista a cura di: Paola "Mystika" Di Marco

I Negator sono nati appena un anno fa ad opera mia, Trolfbert (guitar), di Nachtgarm (vocals), Berthelm (bass) e Tramheim (drums). Tutti eravamo già attivi nella scena black metal tedesca già da parecchi anni, ma in questo ultimo periodo abbiamo sentito la mancanza del feeling che permeava la scena black nei primi anni '90, ed è stata questa la nostra missione nel formare la band: ricreare l'atmosfera che regnava in quel periodo. Così, dopo i primi concerti, con i quali ci siamo resi conto che eravamo sulla retta via visto il grande apprezzamento del pubblico, siamo entrati direttamente in studio per registrare "Old Black", che è il nostro debut album. Credo che con "Old Black" abbiamo realizzato precisamente quel che ci eravamo proposti dando vita ai Negator, ossia suonare black metal nella sua essenza più pura. Se ami dischi come "De Mysteriis dom Sathanas" o "Pure Holocaust", come noi li amiamo, non potrai non apprezzare un disco come "Old Black" (non sono affatto d'accordo… secondo me "Old Black" è molto più raffinato, pulito e potente rispetto ai dischi menzionati e alla scena '90 cui Trolfbert allude, Nda)
A cosa volevate alludere intitolando il vostro disco "Old Black"?
Negli ultimi anni molti gruppi hanno dimenticato cosa davvero conta nel suonare black metal. La gente si preoccupa di inserire pomposi arrangiamenti di tastiere, voci pulite, libretti sontuosi ecc. Invece noi abbiamo scelto di ridurre tutto all'osso eliminando gli orpelli inutili, per offrire solo ciò che è davvero essenziale e davvero conta. Il black metal è chitarra, voce, basso e batteria: non serve nient'altro. Abbiamo scelto anche un artwork il più essenziale possibile, perché vogliamo che l'ascoltatore presti attenzione esclusivamente alla musica, e a nient'altro. Cosi un titolo come "Old Black" esprime bene il concetto, vogliamo che la gente si aspetti da noi solo una cosa: semplice "vecchio black" metal.
Ma non credi sia forviante parlare della vostra proposta come di old black metal? Mi riferisco al fato che la vostra musica è ottimamente suonata e registrata, per questo ben lontana dall'attitudine dei gruppi "old black" metal…
Il punto è un altro. Qual è la vera essenza del black metal? Ci sono migliaia di idioti che suonano la chitarra da una settimana e sono capaci di suonare una qualsiasi canzone dei Darkthrone. Questo possono farlo tutti: chiunque è capace di suonare un riff dei Darkthrone, ma c'è solo un'unica persona geniale che lo ha creato. Secondo me l'essenza sta nel creare quel tipo di atmosfera, non nel cercare di emulare i Darkthrone, o chicchessia, e nel suonare per forza rozzi e primitivi. Noi ci poniamo in questo solco, e in questo senso non è forviante parlare della nostra proposta come "Old Black" (ecco, bravo, ora concordo pienamente e sottoscrivo, Nda).
Nella mia recensione vi ho descritti come "svedesi fuori e norvegesi dentro"…
Lo prendo come un complimento. Non so se i Negator siano musicalmente parlando svedesi o norvegesi, e non mi importa. Noi volevamo semplicemente ricreare le atmosfere del black metal nordico dei primi anni '90 rivestite però da un sound rabbioso e brutale. Comunque gran parte del black metal che ascolto è di matrice norvegese, anche se adesso la scena svedese va per la maggiore.
Qualche nome?
Anni '90. Potresti scegliere a caso un qualsiasi disco black di quel periodo e ti risponderei sempre che quello è il mio preferito.
Senti, ho apprezzato in particolar modo la song "Katharsis", che suona glaciale ma allo stesso tempo anche molto passionale.. cosa mi dici in proposito?
Eh sì, Katharsis è proprio un brano speciale. Confesso che avevo un po' paura, perché temevo che una canzone così semplice venisse stigmatizzata negativamente se collocata nel contesto più complesso in cui è inserita. E invece pare che alla gente piaccia parecchio. Katharsis è il black metal ridotto all'osso, la sua essenza.
E le tue canzoni preferite dell'album?
Quella che preferisco è Free Bird, è "old, fast and atmospheric".
Parliamo un po' dei testi…
Sono incentrati sulla passione black… Mi spiego: a cosa pensi quando stai ascoltando un magnifico album black metal? Se ti rispondi saprai di cosa trattano i nostri testi.
Ho notato che alcuni sono in tedesco, come mai?
Credo che il tedesco si adatti perfettamente alla durezza del black metal.
Ok, possiamo concludere… Progetti per il futuro?
Quel che ci preme ora è suonare dal vivo il più possibile, poi inizieremo a lavorare sul nuovo album. Spero che prima o poi ci vedremo ad un nostro concerto. "Alla fine spero che i miei risposti erano sufficienti. Fammi sapere quando l'intervista è online. Ci vedremo in concerto" (in italiano!!! Mi sa che solo noi italiani siamo ignoranti in quanto a lingue straniere… n.d. Paola Di Marco).

Trolfbert

Paola Di Marco