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Mesmerize - Intervista al gruppo
Dodici anni di carriera, tre dischi. Il percorso - sofferto - dei Mesmerize è questo, e pare aver trovato uno sbocco soltanto tramite l'arrivo del contratto con la fiorente Dragonheart di Enrico Paoli (Domine). Con "Off the beaten path", il responso del pubblico è totalmente cambiato, e c'è chi, fra cui me, è pronto a scommettere su questa formazione ad occhi chiusi. Dopo l'esplosione di Labyrinth, Rhapsody, Domine e Novembre, che sia questo il prossimo nome di rilievo della nostra scena? Ne abbiamo parlato con ben tre membri della band, gentilissimi e disponibili dinanzi alle mie domande.

Intervista raccolta da: Dark Mayhem

Risposte di: Andrea Garavaglia (drums) + Piero Paravidino (guitar)+ Andrea Tito (bass)

Hail. I Mesmerize sono uscenti da anni ed anni di carriera, e solo ora riusciamo a trovare del materiale ben promosso. Che sensazione avete, dopo tutto questo tempo? Un periodo buttato via, o tempo ben speso per la maturazione?
Andrea - Dall'alto dei nostri 12 anni di presenza (e sofferenza!!) nella scena Metal italiana, posso affermare che non è stato mai sprecato del tempo...Tutto è avvenuto per gradi; dai demo, ai primi contatti con etichette discografiche che ci rifiutavano perchè facevamo un genere "oramai morto", al contratto con Underground Symphony, a "Tales of Wonder" disco di esordio, a "Vultures Paradise" sofferto secondo lavoro, al passaggio a Dragonheart etichetta italiana di primo piano, ad "Off the Beaten Path" che finalmente ci ha dato una certa visibilità e sicuramente un buon riscontro.Certo se "Vultures Paradise" non avesse tardato 16 mesi... comunque in quel lasso di tempo abbiamo partecipato a numerosi tributi per etichette estere (soprattutto americane) a band a noi care, permettendoci di accrescere l'esperienza in studio e maturare un nostro sound; inoltre ci siamo dedicati alla composizione dei pezzi per "Off the Beaten Path" con la necessaria calma... e credo che il risultato si senta!! Nel frattempo il gruppo è maturato e cresciuto (la formazione è sempre la stessa...) e con i denti, la pazienza e il sudore ci siamo ritagliati il nostro spazio; molti si sarebbero arresi (e tanti l'hanno fatto)... ma come spesso dico: "queste cose ammazzano solo i fighetti !!..."
"Off The Beaten Path" è sicuramente la miglior tappa della vostra carriera: heavy metal macchiato di power suonato a dovere e presentato attraverso ottimi pezzi. Il vostro attuale giudizio su quanto svolto?
Andrea - Il lavoro è stato molto duro... ma siamo davvero molto soddisfatti.Devo dire, per quanto riguarda le songs che il nostro approccio compositivo si è evoluto nel tempo, se i pezzi di "Tales of Wonder" e di "Vultures Paradise" avevano un'impronta decisamente Live, i pezzi di "Off..." hanno una composizione più matura e ragionata.Anche gli arrangiamenti sono stati maggiormente curati cercando di non aggiungere inutili tastiere "tanto per riempire" ma di articolare i pezzi con suoni acustici o cambi di dinamiche.Se aggiungiamo che da parte di Dragonheart ci è stata lasciata piena libertà e fiducia sia in campo tecnico, sia compositivo, sia in campo grafico, sia stilistico possiamo reamente affermare che "Off the Beaten Path" rappresenta in modo più veritiero e genuino i Mesmerize del 2002.
L'uscita si "Off The Beaten Path" è avvenuta quasi in concomitanza con quella di "Vultures Paradise", disco presumibilmente uscito più per rompere il contratto con Underground Symphony che per una voluta strategia relativa alle due releases. Come erano i rapporti con la vostra vecchia label?
Tito - Guarda, è innegabile che ci siano state delle piccole incomprensioni, ma ritengo che facciano parte dell'ordine delle cose: niente di trascendentale, insomma. Noi siamo e rimaniamo estremamente grati a Maurizio & Underground Symphony (non dimentichiamoci che sono stati i primi a credere in noi e ci hanno fatto esordire), ma era arrivato il momento di fare un passo in avanti e lavorare a livelli più alti e professionali, sia sotto l'aspetto promozionale che distributivo. Tornando al discorso delle uscite ravvicinate tra loro di "Vultures Paradise" e "Off The Beaten Path", questa (come ben puoi immaginare) non è stata affatto una scelta nostra. In realtà avremmo preferito che le due uscite non si verificassero così una ridosso all'altra, e proprio per questo abbiamo aspettato un pò, a fare uscire "Off": pensa, ad un certo punto c'era addirittura l'eventualità che uscisse prima il terzo disco del secondo! Comunque, abbiamo avuto una gran pazienza, fino a quando insieme a Dragonheart si è deciso di non attendere ulteriormente, dato che il nuovo materiale ci sembrava così valido che sarebbe stato sciocco rimandarne ulteriormente la pubblicazione. Per il momento i risultati ci gratificano, e questo è confortante...
Su "Vultures paradise" avete incluso alcune cover, in modo da raggiungere lo stato di full lenght, che in parte descrivono ottimamente le vostre influenze: appare l'heavy-power dei Tierra Santa, appaiono i Black sabbath, e quindi, Sortilege e Warlord. Com'è nata la scelta di questi gruppi, in particolare la scelta dei meno noti fra essi (Sortilege in primis)?
Piero - Beh, dei Sortilège sono un grande fan!!! Aspettavo da tempo la possibilità di riproporre un loro pezzo e avendo l'opportunità di scegliere delle cover per il nuovo disco, non ho esitato a candidare "D'Ailleurs"... devo dire che non ho neanche dovuto fare troppa fatica per convincere gli altri! Questa cover in francese fa il paio con quella in spagnolo dei Tierra Santa, che ci è stata richiesta da Maurizio Chiarello, boss di Underground Symphony, che a sua volta è un fan di questo gruppo; non avevamo ancora avuto modo di conoscere i Tierra Santa, ma il pezzo ci è piaciuto subito e ci pareva si potesse adattare bene al nostro modo di suonare; per personalizzarlo un po' di più, ne abbiamo registrato anche una versione col testo tradotto da noi in inglese.Le altre due cover non sono state registrate appositamente per "Vultures Paradise", bensì per i due rispettivi tributi, ai Black Sabbath, pubblicato nel 2000 da un'etichetta americana, e ai Warlord, che Underground Symphony stessa dovrebbe pubblicare prima o poi.
Sui depliants promozionali avete dichiarato a gran voce che "Off the beaten path" è un disco di puro heavy metal. A mio avviso, non per esser critici, si tratta di una cosa ben diversa da quanto avete descritto. Si sente di tutto: dall'heavy epico degli Omen, al chitarrismo maideniano o sabbathiano, sino ad un forte retrogusto power metal che, secondo me, potrebbe descrivere un certo vostro legame con la scena europea odierna. Come descriveresti il vostro operato?
Piero - In effetti il testo promozionale è stato scritto dalla nostra etichetta Dragonheart; testi di questo tipo devono sicuramente avere un impatto immediato e per questo hanno scelto questo tipo di approccio. Come tu dici, anche a noi piace considerare la nostra musica, benché sicuramente METAL in tutto e per tutto, come un risultato delle diverse influenze musicali che citi. Il nostro primissimo background sono stati gli Iron Maiden, quasi una quindicina di anni fa, e sicuramente questo "marchio" ci è rimasto impresso! In seguito abbiamo assorbito, da ascoltatori, le varie evoluzioni dell'heavy metal, sia nel lato più epico alla Manowar, sia in quello speed-melodico alla Helloween, fino ad arrivare, negli ultimi anni, alle cose più "moderne" alla Angra o addirittura folk alla Skyclad, di cui in particolare sono un grandissimo estimatore. Mi fa piacere che tu abbia colto nel segno, anche perché a volte si leggono recensioni superficiali in cui l'autore resta un po' sulle linee-guida dettate dal testo promozionale e bolla la nostra musica come superata o inutile perché troppo "vecchia e già sentita" (e magari il CD non l'ha neppure ascoltato tutto!).
Parlaci della collaborazione Folco Orlandini - Time Machine: com'è avvenuta?
Tito - A mio avviso, Folco è una delle migliori voci della scena metal italiana. Questo, a quanto pare, non lo penso solo io, ma anche il gran numero di bands che nel corso degli ultimi anni ha chiesto al nostro cantante di dare loro una mano in veste di "Special Guest" alla voce. I Time Machine sono stati i primi, oramai nel lontano 1995, a ricevere questo aiuto da Folco.... cosa che successivamente è successa anche con White Skull, Skylark, etc.Ovviamente tutte queste collaborazioni sono sempre state subordinate agli impegni dei Mesmerize: è proprio per questo motivo che, visti i numerosi impegni che abbiamo attualmente, non è prevista alcuna nuova collaborazione.
L'anno scorso, al Gods of metal, la grande sorpresa è stata quella di poter vedere i Beholder inseriti nel bill. Quest'anno i due enfant terrible della scena italiana eravate voi e gli Elvenking, ma nessuna di queste due band è stata inserita nella scaletta: ci sono stati contatti?
Piero - Non ti nego che suonare al Gods è uno dei nostri obiettivi, e speravamo quest'anno, vista la data di uscita propizia dell'album, di poterlo realizzare; naturalmente abbiamo chiesto a Dragonheart a proposito di tale opportunità e inizialmente erano possibilisti, poi le cose sono evolute diversamente. D'altro canto, è anche vero che quest'anno la presenza italiana non è massiccia, visto che il secondo giorno ci sono solo i soliti Time Machine e i Domine, che hanno una posizione nel bill ben più avanti degli usuali gruppi italiani in apertura.Per quanto riguarda gli Elvenking, lasciami spendere qualche parola per loro, visto che mi è piaciuto un sacco il loro debut e sono molto contento per loro per la possibilità che hanno di suonare al Bloodstock in Inghilterra.
La produzione dei vostri due lavori è differentissima da quanto viene proposto mediamentenella scena heavy ed in quella power degli ultimi anni: niente suoni corposi, ma un sound completamente ottantiano con basi musicali che svariano dagli anni ottanta sino ai tempi moderni. Cosa che riproporrete anche in futuro?
Andrea - Effettivamente il sound di "Off The Beaten Path" è il risultato di una ricerca portata avanti negli anni, da me in particolare, tesa a definire un "sound Mesmerize" che ci contraddistinguesse. Proponendo metal classico i suoni dovevano essere immediati e riconoscibili e allo stesso tempo moderni: processo di lavoro che in Italia non è per niente facile da attuare per la mancanza di produttori artistici in grado di aiutare tecnicamente un gruppo in studio.Ci siamo quindi affidati alla professionalità e all'esperienza dei fonici dello studio in cui abbiamo lavorato ed è per questo che abbiamo scelto Zenith Studios e Mirage Studios; il risultato è stato ottimo anche se non tutti hanno capito le nostre scelte tecniche... fuori dal coro.Certamente pensiamo che il sound debba continuamente evolversi e maturare insieme al gruppo quindi nei lavori futuri questo sarà il nostro punto di partenza per poter fare ancora meglio.
Ti ringrazio per il tempo concessoci: qualche parola per i lettori di MetalManiacs?
Tito - Grazie mille per l'interesse nei nostri confronti: spero proprio che la nostra musica sia di vostro gradimento... è questa, la nostra maggiore soddisfazione! Per chiunque volesse conoscerci meglio, o sentire qualcosa di noi Mesmerize, il consiglio è quello di buttare un occhio (e un orecchio!) al nostro sito internet, di recente compeltamente rinnovato sia nell'aspetto che nei contenuti, all'indirizzo www.mesmerize.it ...Grazie ancora e... UP THE 'RIZERS!

Dark Mayhem


Links utili:

Recensione di Vultures Paradise a cura di Dark Mayhem

Recensione di Off the beaten path a cura di Dark Mayhem

Sito internet della band: www.mesmerize.it