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Kataklysm - Intervista a Maurizio Iacono (vocals)

I Kataklysm sono di nuovo sulle scene, più rabbiosi e tenaci che mai. Il loro nuovissimo "Shadows & dust" aggiunge un'altro blasone alla ormai nutrita bacheca discografica della band canadese, ed il singer Maurizio Iacono, col quale mi ero comunque preparato ad un'intervista in inglese, mi ha graziato rivelando di avere parenti persino a Ravenna e di poter benissimo fare l'intervista in italiano. E'nata una lunga chiacchierata, della quale - naturalmente - vi proponiamo solamente quel che riguarda l'intervista.

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

I Kataklysm sono arrivati a "Shadows & dust", una sorta di proseguimento logico di "Epic - The poetry of war". Quali sono le tue idee su questo ultimo lavoro?
Credo che per noi si sia trattato del primo disco dove abbiamo lavorato tutti e quattro insieme. Prima eravamo abituati a comporre la maggiorparte del materiale solamente io e Jean, ma ora siamo come una famiglia, lavoriamo tutti assieme ed io sono molto soddisfatto di quello che siamo riusciti a fare su "Shadows & dust".
I Kataklysm sono sulla scena da dieci anni circa, ma la band ha ottenuto una popolarità altissima solamente dopo la firma per Nuclear Blast. Ora, consideri migliori i vecchi lavori o quelli degli ultimi anni, che hanno avuto pertanto migliori riscontri sulle vendite?
R.) Dovrei dire i nuovi perchè hanno più impatto, perchè siamo maturati con gli anni, e perchè abbiamo imparato a conoscerci bene. Ultimamente abbiamo raggiunto un grande livello, siamo riusciti a produrre tre album in tre anni, e ne siamo pienamente soddisfatti. In Germania stiamo scassando tutto, faremo un tour in Canada a fine novembre, insomma, ora le cose stanno andando molto bene.
Parlate di "Victims of this fallen world" come del vostro lavoro più sperimentale: che intendete con queste parole, sulla biografia ufficiale della band?
Dici la biografia presente sul sito?
Esatto...
Okay! Su quel disco posso dirti che provavamo emozioni diverse, che si trattava di tempi difficili per il gruppo. Non sapevamo dove dovevamo andare, quale sarebbe stato il futuro, e così abbiamo tirato fuori un album depresso, nero, dove però il gruppo non era di certo al meglio delle sue condizioni. Ci sono anche molti elementi nuovi, molto hardcore e grind, ma non sono affatto scontento di quel disco, perchè sono cose che pensavamo, che ci sono passate per la testa, e che sentivamo nostre.
Dopo 10 anni di carriera, dunque, facendo un bilancio, non cambieresti nulla del passato dei Kataklysm, magari in relazione al disco di cui abbiamo parlato adesso?
Spesso la gente non ha accettato quel disco, ma io ne sono ancora totalmente soddisfatto.
...E' escluso che vengano prodotte delle ristampe dei vecchi lavori, o magari delle versioni completamente risuonate con migliori produzioni, un futuro?
La Nuclear Blast deve ristampare i nostri vecchi dischi, e lo farà a gennaio. Sulle registrazioni, ogni disco deve essere così com'è, ha una sua identità, e cambiarla sarebbe cambiare la personalità del disco, non credi?
Nei Kataklysm sento un gran contrasto fra metal estremo ed un chitarrismo di stampo classico. Sei d'accordo?
Si, hai ragione. Dipende tutto da Jean-Francois. Lui è molto influenzato dall'heavy metal, adora gli Iron maiden, e porta molta melodia. Questo riguarda anche il nostro bassista (Stephane n.d. Dark Mayhem), anche lui ascolta molto quelle cose. Io all'interno del gruppo sono lo spacca timpani ahahah! Sono quello che ascolta più cose estreme, soprattutto il Death.
La Nuclear Blast ha mai forzato i vostri processi compositivi, influenzandovi?
Siamo sempre stati indipendenti, la Nuclear Blast, però, a dire la verità qualcosa ce l'ha chiesto. Ci ha chiesto di produrre un disco simile a "Epic - The poetry of war", prima chefacessimo "Shadows & Dust", e noi abbiamo rifiutato.
Il vecchio singer dei Sacrifice ha formato i Tenet. I Voidod sono vicini alla produzione di un nuovo album. Come giudichi, ora, la scena metal canadese?
In Canada c'è molto talento, il problema è che la gente non dà opportunità alle band metal di emergere. Ci sono molti gruppi che offrono delle cose buone...
Puoi farmi qualche esempio?
Si, ad esempio Quo Vadis, oppure anche i Martyr.
Il batterismo di Max Duhamel è veramente incredibile: cambia qualcosa, dal vivo?
No, no! Rimane sempre una macchina da guerra, un vero mostro. E'un ragazzo che ha tantissimo talento, pensa che quando suoniamo insieme ad altre band i batteristi di queste band di soffermano a guardarlo, rimangono lì impalati. E'un grandissimo batterista, siamo felicissimi che sia con noi!
Quindi il risultato, dal vivo, non cambia?
Si, è sempre devastante, come sul disco. Non ci credi?
Si, ho avuto la stessa impressione guardando i Krisiun, anche se il loro batterista è un tantino ripetitivo su alcune cose.
Sei batterista?
Si, e rimangono tutti impalati anche a guardare me, mentre sporgono denuncia!
Ahahahaha! In ogni caso ti consiglio di venire a vederci, Max non ti deluderà!
Il Black Metal sembra essere piuttosto importante, per voi. Cosa ne pensi, allora, della scena Black americana?
Quello che l'America inventa lo fa bene. Se però le cose non sono sue, non ci riescono a farle. Così accade col Black Metal: il Black Metal è una musica nata per altri paesi, e solo questi paesi riescono a suonare del buon Black Metal. Inutile farti nomi, intanto li sai! La scena Black americana è noiosa, sinceramente non ci trovo nulla di interessante.
Okay, Maurizio. Quando vi vedremo in Italia?
Beh, il tour europeo inizierà il prossimo anno, prima di allora non si potrà venire.
Mi raccomando: Firenze!
Ahahahahah! A quello ci penseranno altre persone, non vedo l'ora di venire da voi! A proposito, come vanno le organizzazioni dei concerti?
Recentemente ci sono stati problemi coi Destruction...
Davvero? Dai, raccontami...
Hanno suonato vicino a Potenza assieme ai Vicious rumour, ci sono state molte lamentele e sono nate opinioni contrastanti. Loro sostengono che i Vicious rumour siano stati sottopagati e che l'organizzazione non voleva pagare neppure loro, poi alla fine hanno suonato ugualmente per i fan venuti da tutta Italia, così almeno mi ha detto Schmier in e-mail e così c'è scritto sul loro sito ufficiale. Invece, l'organizzatore mi ha detto il contrario, ovvero che si sono atteggiati in maniere da rock star. A chi credi?
Mah, sono brutte situazioni. E'brutto vedere che certe cose finiscono così.
Okay, non voglio prenderti altro tempo: qualche parola per i lettori?
Ci vediamo in Italia, state sicuri che verremo. Avremmo dovuto suonare all'X-Mass festival, con i Six feet under, i Marduk, i Dying fetus. Insomma, un grande festival! Ma è stato annullato, e così non si potrà venire dalle vostre parti prima del 2003. Ciao a tutti!

Maurizio Iacono

Marco "Dark Mayhem" Belardi