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Kamelot - Intervista a Thomas Youngblood (guitars)

Ero un grandissimo fan dei Kamelot, adoro "Dominion" e comprai a scatola "Siege Perilous" e "The fourth legacy" alle loro release date... oggi però i tempi sono cambiati, e le soluzioni moderne ed intricate scelte dalla band a partire specialmente da "Epica" mi hanno lasciato talvolta un po' interdetto... tuttavia "The black halo" supera la qualità di quel disco, confermandoci il valore di questo ottimo gruppo americano... Dalla Florida, o meglio da Milano, in tour promozionale, a voi Thomas Youngblood!

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Vedo "The black halo" come una continuazione ancor più matura di "Epica", o meglio, del suo sound. Più oscuro, altrettanto pesante e con più aggiunte orchestrali... tu che ne pensi?
Penso che con "Karma" la band abbia preso una direzione ben precisa inaugurando un nuovo corso che comunque non ha snaturato il sound di "The fourth legacy". Oggi però siamo andati ancora avanti, seppure per piccoli passi, ed in "The black halo" la band di "The fourth legacy" si riconosce certo, ma non emerge prepotentemente. Questo significa che le nostre idee sono sempre maturate, di disco in disco. Sulla definizione del nuovo album sono d'accordo con te, abbiamo preso spunto da "Epica" per continuare quel che avevamo ideato per quel disco.
Perchè avete invitato Shagrath dei Dimmu Borgir su una canzone?
E' uno degli ospiti assieme a Johansson. Ci voleva lui per una "parte" all'interno delle lyrics, ce lo hanno consigliato e si è dimostrato la scelta giusta.
Ti piacciono i Dimmu Borgir?
Ammetto di non averli mai sentiti prima di invitare Shagrath sul disco! A quel punto mi sono documentato e ho sentito l'ultimo album, "Death cult armageddon". Belle idee, ottimi strumentisti e grande cura dei dettagli ma il Metal estremo non fa troppo per me! E anche se non si tratta di Black Metal per come lo intendete soprattutto voi europei, sono comunque una band molto pesante per i miei gusti...
Dopo parleremo anche degli Stratovarius... passiamo a "When the lights are down", una "strana" canzone per un vostro nuovo disco visto che è molto veloce e diretta... tutto l'opposto rispetto al Power/Prog orchestrale, lento e pesante che suonate adesso.
Non sono le uniche parti veloci del disco, però. Quel pezzo è sicuramente il più diretto e facile, ci servirà molto sul palco e piacerà sicuramente ai nostri fan. Le altre canzoni vanno certamente ascoltate meglio, ma prendi la title-track: è sul nostro nuovo stile ma ti entra in testa molto facilmente... così mi han detto, perlomeno!
Avete iniziato come una band di classico Power Metal americano, ed ora, dopo anni di carriera vi ritrovate a basare il vostro sound su di un intricato Power di stampo progressivo. Quando avete scelto di variare così nettamente rotta?
Non è stata una scelta istantanea nè una cosa premeditata. Diciamo che si è trattato di una logica conseguenza delle cose che ascoltavamo e di cosa veniva fuori suonando insieme. Posso dirti che però sulla carta le prime grosse avvisaglie di questo cambiamento sono arrivate insieme a Roy, su "Siege Perilous".
Mark Vanderbilt ha lasciato la band in seguito alla release di "Dominion", il mio disco preferito della vostra band. E' ancora in circolazione con qualche band?
Certo però non ne ricordo il nome, ho sentito qualcosa da un cd recente, una sorta di advanced demo. Non suonano quel che facevamo ai tempi di "Dominion" bensì qualcosa di più Progressive Metal. Il loro disco se non erro uscirà molto presto, e ancora qualche volta mi sento, anzi ci sentiamo con Mark...
E dopo la separazione avete scelto Roy Khan dei Conception. Erano i tempi di "Flow", suppergiù... Come mai la scelta è ricaduta su di lui?
Ci siamo subito trovati d'accordo ed era un cantante che stimavamo moltissimo, non abbiamo avuto dubbi nello scegliere Roy che fra l'altro si adattava moltissimo alle nostre intenzioni musicali.
Ma ci sarà qualche possibilità futura di sentire qualcosa di nuovo dai Conception?
Dovresti innanzitutto parlarne con Roy, non credo che si riformeranno dato che Ostby è con gli Ark e dato che Roy è impegnatissimo con noi. I Kamelot sono una band che ti porta via un sacco di tempo anche a livello di concerti. Tuttavia non escluderei che in futuro possa uscire qualcosa per i fan, ma non sono un diretto interessato e non ho parlato con Roy di questa cosa...
Da "The fourth legacy" siete privi di un tastierista di ruolo... parlamene un po'.
E' vero, nella nostra line-up non c'è più un tastierista fisso e ciò dipende dai concerti, dai lunghi tour che affrontiamo, innanzitutto. Preferiamo andare avanti così e all' epoca in cui la line-up comprendeva un tastierista ciò non era per niente possibile!
Andiamo sull' argomento dei "dischi": "Siege Perilous" e "Karma" sono i due che mi sono piaciuti di meno... cosa apprezzi particolarmente in questi album e cosa eventualmente ritoccheresti?
Non sono d'accordo su "Karma" che è uno dei miei album preferiti dei Kamelot... lo adoro, è più morbido degli ultimi due ma ha delle grandi canzoni. Ne apprezzo particolarmente la complessità, l'armonia. "Siege Perilous" è un disco da cui non suoniamo praticamente nulla dal vivo, la gente non ne conosce molto bene i pezzi e in passato, anche di recente abbiamo provato a riproporne qualcosa. Difficilmente suoniamo qualcosa dai primi due album, tantochè la setlist si basa su brani del periodo di "The fourth legacy", e poi sul materiale successivo. Tornando a "Siege", modificherei il suo mixaggio specialmente sulle chitarre. Non ne andavo fieri allora, figuriamoci oggi!
Un tempo in America avevate grandi Power Metal bands come Vicious Rumors, Helstar, Crimson Glory... oggi vedo Symphony X e Kamelot, molti gruppi che si mescolano al Prog Metal e di certo non riesco a intravedere una vera e propria scena...
Hai ragione, il Power Metal americano è completamente scomparso. In Europa avete una grandissima scena, gruppi che ascolto continuamente e che apprezzo da molti anni. Negli anni '90 la scena americana è andata gradualmente a scomparire, gruppi che prima indurivano il proprio suono o si buttavano sul Thrash, altri che si scioglievano, poi oggi ci sono patetiche reunion basate quasi solo sui concerti. Trovo che in Europa abbiate però anche migliori chances sotto il profilo delle case discografiche...
Ma oggi gruppi come Stratovarius, Helloween o Blind Guardian non stanno vivendo per nulla un momento d'oro.
Sono attivi, al lavoro sui rispettivi nuovi album e con grandi aspettative da parte dei fan. Mi basta per dire che stanno bene, non pretendo che ad ogni release sfornino una copia esatta dei loro dischi più apprezzati. Hai poi nominato tre gruppi che adoro, e sono convinto che faranno bene in futuro.
Anche gli Stratovarius, dopo tutto quel che è successo?
Quel che è successo è inspiegabile ed ho un po' seguito le vicende, non so che dirti... penso che alla fine torneranno alla regolarità senza troppi problemi, diciamo che hanno avuto un buffo incidente di percorso, mi dispiace molto per Timo!
La scena Power europea però è calata in blocco... troppa "inflazione" a fine anni '90, ed oggi il trend è un altro.
Quale?
Quello dello Swedish Death...
Già, In flames!
Ti piacciono?
Mhhh.... (ride n.d.a.) - Non molto direi! Non è che non apprezzo la band, è proprio quel tipo di musica che non riesce ad appassionarmi...
E cosa era il Power Metal americano, ai tempi d'oro?
Un manipolo di fanatici del Metal classico, talmente fanatici che ne nacque uno stile ben preciso, con una categoria di screamer fra cui alcuni molto bravi. Poi i tempi sono cambiati e anche le loro preferenze si sono spostate su sonorità più pesanti e "attuali".
Okay siamo a fine intervista: qualche parola per i lettori?
A marzo saremo in Italia, a Milano. Suoneremo molti brani da "Karma", "Epica" e "The black halo" e sarà un gran concerto... spero che apprezzerete, e accorrete numerosi!

Thomas Youngblood

Marco "Dark Mayhem" Belardi