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Gordian Knot - Intervista a Sean Malone (bass - ex Cynic)

Una carriera incredibile nella quale si sono intrecciati nomi di lusso come quello dei Cynic e quello degli Aghora, sorprendente progetto di Santiago Dobles. Sean Malone vanta un'esperienza musicale incredibile, una discografia ampia e variegata, ed i suoi Gordian Knot sono oramai prossimi alla release europea del nuovo full lenght. Sentiamo cos'ha avuto da dirci in proposito, e riguardo a molte cose legate al suo passato musicale, il musicista in questione, tanto freddo e stretto sulle risposte quanto coinciso e saggio nel trattare, a livello concettuale, la musica.

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Prima di entrare nei Cynic, lavoravi ai Morrisound studios come assistente. E sappiamo tutti quanti l'importanza di certi studios all'interno della scena americana, specie per quel che riguarda il panorama Death. Cosa pensi sia cambiato, ai Morrisound, da quei tempi ad oggi?
Devo ammettere che negli ultimi anni, ai Morrisound sono tornato pochissime volte, e quindi non saprei proprio dirti. Una cosa è certa: rispetto ai vecchi tempi, ai Morrisound viene registrato molto meno Death Metal.
Come hai lavorato sull'incrementare le tue skills di bassista, nel corso della tua carriera?
Consiglierei a chi vuole raggiungere buoni livelli tecnici di fare tantissima pratica, e soprattutto di individuare alcuni elementi chiave della tecnica di altri bassisti, e di cercare quindi di emulare quegli elementi. Quando si sarà raggiunta una certa completezza, è l'ora di personalizzare il proprio stile. Io ho fatto così, mi sono creato uno stile piuttosto personale, ma è evidente che nel mio modo di suonare sono molto avvertibili le mie principali influenze musicali.
Cosa ti ha imposto la scelta di usare il modello "stick"?
Una sola cosa: guardare Tony Levin all'opera con i King Crimson.
Ai tempi d'oggi i nomi più ricorrenti all'interno dei quali hai preso parte sono i Gordian Knot, tua attuale band, e gli Aghora, coi quali hai suonato molto di recente. Due grandi formazioni con grandi musicisti, da cui la gente, di recente, si aspetta qualcosa di nuovo. Ci sono novità pronte ad andare in porto, vero?
Certo. Il nuovo disco dei Gordian Knot è stato da poco messo in circolazione sul mercato giapponese, mentre voi europei dovrete aspettare ancora un po', per la precisione il mese di gennaio. Per quanto riguarda gli Aghora, sono stato coinvolto nel primo disco della band, ma sicuramente non apparirò su loro futuri lavori. Quindi, dovresti chiedere a loro.
Dallo scioglimento dei Cynic sino ai tempi recenti, quali sono le tappe della tua carriera che ti senti maggiormente di evidenziare?
Le mie azioni. Ho lavorato molto, e principalmente l'ho fatto in qualità di session man. Poi, ho composto molto materiale proprio con le mie bands. Poi, ho passato molto tempo ad insegnare teoria musicale ed ho scritto due libri.
Coi Cynic hai suonato un genere particolarissimo, che includeva Death Metal, Jazz ed altri generi. Spesso, la vostra proposta è stata definita "Jazz Metal", e questa corrente è stata inclusa nel Techno Death, di cui voi, assieme a Death o Atheist, siete stati portavoce. Nel 1993 un disco come "Focus" poteva esser definito rischioso, sotto alcuni aspetti. Come fu il responso globale della critica, all'uscita di "Focus", nel 1993?
Dischi come quello, solitamente, vengono acquistati solamente da persone che adorano particolarmente quel genere. Noi siamo stati fortunati, perchè avevamo un passato nella scena Death Metal più pura, e di conseguenza avevamo già dei fans e molte persone che ci conoscevano. Ciò ci ha dato veramente molto aiuto. Poi, il resto l'hanno fatto i tour: viaggiando abbiamo fatto conoscere quel tipo di musica così particolare a tantissima gente. E il responso della critica? Beh, ricordo che moltissime recensioni furono molto positive.
Parlando ancora di rischio: il Death Metal è spesso sinonimo di brutalità, aggressività. Voi l'avete mixato al Jazz e ad altre correnti distanti da quella del Death. Come possono tutti questi fattori convivere senza che si incida troppo, negativamente, sui risultati? Sicuramente ne hai un'idea, dati i bellissimi risultati ottenuti su "Focus".
Ci sono troppe variabili nella tua domanda perchè io possa darti una risposta sufficientemente completa, definita. Ma ti posso sicuramente affermare, con certezza, che se tutti questi fattori, come dici tu, sono vissuti assieme senza problemi almeno una volta nella storia, allora possono farlo ancora, senza problemi. Dipende tutto dall'immaginazione e dalla creatività del compositore.
La line-up della tua ex band, gli Aghora, si è arricchita con due volti nuovi: Richard Komatz ed Alan Goldstein. Che puoi dirci di loro?
Non conosco nessuno dei due, quindi purtroppo non posso dirti proprio niente.
Che idea hai del Metal estremo, senza tener conto dei legami alle correnti con cui l'hai unito nei Cynic?
Solitamente non tendo a catalogare la musica in più categorie, generi e livelli. Piuttosto, lo faccio in termini di composizione, di partiture. In questa maniera non ho mai avuto, nella mia testa, un concetto di Metal estremo. Secondo me, la musica è sempre una questione di flussi di emozioni. Ma soprattutto, ciò che viene considerato estremo oggi, verrà considerato non abbastanza estremo domani.
Puoi parlarci del tuo progetto Cortland?
Il disco "Cortlandt" è soltanto un mio disco solista. Solo che si tratta di un qualcosa in più rispetto ad un semplice disco Fusion, come è stato catalogato ovunque. Sean Reinert ci ha suonato la batteria, e Trey Gunn vi è comparso in qualità di special guest.
Paul Masvidal, un tuo vecchio compagno di line-up nei Cynic, ha realizzato un disco con gli Aeon Spoke, il suo progetto di Emo-Rock (così ha definito la sua musica). Che te ne pare?
Non ho ascoltato nulla degli Aeon Spoke, di recente, ovvero non ho ascoltato nulla di proveniente dal disco completo. Però, tempo fa sentii qualcosa dalle sue primissime demo, e ricordo che mi sembrò un qualcosa di veramente grande.
Okay Sean. L'intervista è finita. Hai qualche parola per i lettori di MetalManiacs?
Vi ringrazio per il vostro interessamento e per il continuo supporto che ci date. Il meglio deve ancora venire...

Sean Malone

Marco "Dark Mayhem" Belardi