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Giacomo Castellano - Intervista con il chitarrista

In questi giorni ho avuto la fortuna di poter parlare con Giacomo Castellano, uno fra i chitarristi italiani più famosi ed affermati. Si è rivelata una persona semplice, disponibile e soprattutto davvero simpatica. Ecco per voi l’intervista completa.

Intervista a cura di: Luca Daddi

Quali sono le esperienze che hanno segnato maggiormente la tua crescita artistica?
Innanzitutto il Musician Institute. A soli 19 anni è stata per me un'esperienza fantastica, sia per l'aspetto scolastico, sia per i vari live ai quali ho potuto assistere! Tutto ciò mi ha permesso di aprire una "porta" verso una visuale più professionale. Successivamente, per quanto riguarda l'aspetto didattico, è stato davvero fondamentale conoscere Giovanni Unterberger. E poi gli inizi come session man non li scorderò mai, le collaborazioni con Raf, Paolo Vallesi e Irene Grandi sono state davvero molto importanti.
Adesso, finalmente, stai lavorando al tuo primo album solista, dicci qualcosa a riguardo.
L'album è in composizione, sono circa a metà lavoro e ancora non so quando uscirà, spero comunque in primavera. Il disco conterrà sia pezzi nuovi sia brani rivisti e corretti appartenenti al passato, diciamo che è una sorta di compilation personale.
Per quanto riguarda l'aspetto stilistico? Si può parlare di "genere" del tuo album?
No, non si può parlare di un vero e proprio genere. Ci sono molte influenze, e quindi non sarete di fronte al classico album da chitarrista, ci sono contaminazioni provenienti dai miei ascolti di tutta una vita: metal, pop, etnico, hip hop...La chitarra è comunque definitivamente rock.
Come si chiamerà l'album?
Beh, ho già qualche idea ma la scelta del titolo definitivo sarà l'ultima cosa...comunque non ti svelo niente, sarà una sorpresa!
Sei molto famoso anche grazie ad alcuni libri didattici, fra cui “Metodo per chitarra Rock-Heavy Metal” e “La chitarra ritmica Rock Heavy Metal”, le vendite sono andate e vanno ancora molto bene, vero?
Si e sono molto felice di tutto ciò. Abbiamo venduto decine di migliaia di copie in tutta Italia ed ancora oggi mi arrivano moltissimi complimenti e ringraziamenti.
Ho saputo che intendi iniziare un'attività di produzione, cosa ci dici al riguardo?
Dopo tanti anni di esperienza in studio ho deciso di mettermi al servizio di coloro che ne hanno bisogno. Mi riferisco a tutti quei chitarristi che si trovano a dover registrare e desiderano avere un prodotto di qualità, il suono è una componente importantissima della musica ma è anche condizionato da molte variabili, quindi l’esperienza che mi sono fatto nella musica pop “commerciale” è importantissima.
Cosa proponi ai chitarristi che si rivolgeranno a te?
Io metto a disposizione il mio studio e quindi attrezzatura professionale, la mia assistenza e la mia esperienza…!
Domanda scottante: Musica ed Internet...possono andare d'accordo? Cosa ne pensi?
Ottimo, credo sia il futuro del publishing. Ancora questa tecnologia è in evoluzione, non siamo ancora arrivati ad uno standard, ma considerando che il prezzo dei cd è esagerato l’alternativa di internet mi sembra l’unica strada percorribile.
Anche se avere un cd fra le mani è tutta un’altra cosa…
Beh anche questo è vero: penso comunque che l’ideale sarebbe poter scaricare dei brani per farsi un’idea dell’album e, se piace, comprare il cd vero e proprio; oppure scaricare i brani a pagamento e masterizzarsi il cd, indipendentemente da quale scelta verrà fatta penso che prima o poi accadrà qualcosa dato che questa anarchia non potrà durare all’infinito… Purtroppo.
Che tipo di musica e quali chitarristi ti hanno influenzato maggiormente all'inizio della tua crescita artistica, e quali adesso?
Diciamo che sono gli stessi! Sono cresciuto ascoltando musica non proprio della mia generazione, all’inizio Frank Zappa, poi Jeff Beck che è uno dei miei idoli, Steve Vai e Satriani che hanno avuto un ruolo fondamentale anche solo perché hanno reso possibile l’idea di poter vendere musica rock strumentale, cosa che fino a quel momento, a parte Malmsteen, sembrava impossibile. Inutile dire che le influenze non provengono solo dai chitarristi, credo sia la musica in generale a permeare il background di ogni musicista, non solo lo strumento e i chitarristi.
Ti andrebbe di dare qualche consiglio ai chitarristi, sia a coloro che suonano per hobby, sia a coloro che hanno ambizioni professionali?
L’importante è avere la mentalità aperta, fregarsene delle mode e non fissarsi solo sulla chitarra…dato che può essere la “tomba” per un musicista, nel senso che essere troppo attenti al proprio strumento può far perdere a volte la prospettiva musicale di ciò che stiamo ascoltando. Personalmente attingo un po’ da tutti i generi, possiedo dischi di tutti i tipi e credo sia un bene per il lavoro che faccio.
E la scena italiana? Come la vedi?
In Italia ci sono ottimi musicisti ed ottimi gruppi, ma c’è un grosso problema, manca la figura del “talent scout”, ben conosciuta in altri paesi, letteralmente il “cacciatore di talenti”. Quindi siamo in mano a case discografiche che purtroppo “non ascoltano”, non c’è modo per i gruppi di farsi conoscere, a meno che non abbiano una buona dose di fortuna, di conseguenza molti talenti non verranno mai alla luce. Io sinceramente credo molto di più nel mercato indipendente rispetto alle etichette più grosse. Credo che al giorno d’oggi, se vuoi fare un disco, te lo devi produrre e devi cercare di farlo uscire in qualunque modo, non importa mirare alle vendite, l’importante è che il disco diventi una realtà.
E la mentalità della gente “comune” verso la musica strumentale? Per un chitarrista solista è difficile emergere..
Secondo me la mentalità a cui ti riferisci c’è un po’ in tutto il mondo. La “gente comune”, come la chiami tu, non conosce molto la musica strumentale poiché essa non viene promossa. In Italia la forma “canzone” regna incontrastata, a me piace, sia chiaro…credo però che manchi un po’ di varietà nel mercato discografico, anche se devo ammettere che negli ultimi anni la situazione mi sembra migliorata. La gente comune riesce ad interpretare molto più semplicemente la formula “canzone”, è una forma diretta con un contenuto musicale e letterale…per creare lo stesso interesse con la musica strumentale bisogna essere ottimi compositori.
Giacomo, con il tuo album che pubblico vuoi interessare?
Questo me lo sto ancora chiedendo…! Sicuramente sarà un pubblico di chitarristi, ma mi piacerebbe realizzare un album che piaccia a chiunque, è molto ambizioso…ma ci provo.
L’importante è amare la musica che si compone ed essere soddisfatti del proprio lavoro, penso sia la prima cosa da tenere in considerazione, per lo meno per me è così.
Oltre l'attività di chitarrista cosa ti piace fare nel tempo libero?
Ho tanti hobbies, quasi tutti “tecnologici”! Sono affascinato in generale da tutte le nuove tecnologie, non sono un grande fan della tv anche se devo ammettere che ci sono un paio di serie alle quali sono devoto! Amo viaggiare…quando viaggio compongo sempre qualcosa!
Inoltre adoro imparare le lingue. Per quanto riguarda gli hobby artistici, purtroppo la musica non mi lascia molto tempo libero, anche se in realtà apprezzo ogni tipo di arte, specialmente la pittura. Una delle mie sorelle è un’ ottima pittrice, vive e lavora a Londra ed è anche una delle persone che mi introdusse alla musica…tanti…tanti anni fa!
Dicci quello che vuoi, l'intervista è finita, questo è il tuo spazio!
Un saluto a tutti, ringrazio www.metalmaniacs.it, è davvero un bel sito, Continuate così!
Vi consiglio di visitare il sito ufficiale www.giacomocastellano.it, che contiene tutte le novità, una parte didattica ed un utile forum dove potete parlare direttamente con Giacomo. Giacomo, inoltre, impartisce lezioni private, se siete interessato contattatelo a info@giacomocastellano.it

Per acquistare on line i metodi di Castellano:

http://www.berben.it/
http://www.casagrande-online.ch

A breve, amici Metalmaniaci, potrete leggere su questo portale la recensione del famoso metodo di solistica hard rock “Metodo per chitarra Roch-Heavy Metal”.

Luca Daddi daddiluca@libero.it.