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Firebird - Intervista a Bill Steer (ex Carcass - guitars)

Dopo Michael Amott, ecco il turno di un altro ex Carcass per MetalManiacs: si tratta di Bill Steer, già chitarrista dei Napalm Death in tempi remoti, e dei Blacksmith più recentemente. La sua nuova avventura si chiama Firebird, è viva da svariati anni ed è profondamente radicata nel rock anni '70. Fan di Mountain e Cream, è la vostra occasione, mentre per coloro che seguono il chitarrista da molto tempo, gli argomenti non mancheranno: dallo scioglimento dei Carcass, all'abbandono dei Napalm Death, a tanto altro.

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Hail Bill! La line-up dei Firebird è cambiata per ben due terzi: Leo Smee dei Cathedral e Ludwig Smee degli Spiritual beggars se ne sono andati dalla formazione, ed ora so che avete dei nuovi membri. I loro nomi fanno venire alla mente una sola formazione: The quill. Puoi parlarmi un po'di loro e di come Leo e Ludwig se ne sono andati dai Firebird?
Con Leo e Ludwig il problema era semplicemente il fatto che loro due erano veramente troppo occupati. Tutti e due avevano altre band, e nessuno dei due sembrava essere felice dell'idea di avviare dei tour coi Firebird. D'altro canto, questa è la mia sola band, ed io ho una gran voglia di suonare dal vivo. Quando sono arrivato a produrre un nuovo disco, ho subito pensato a Jolle, perchè avevamo già suonato insieme nel tour inglese e perchè è uno che lavora veramente molto bene. E poi, lui aveva già suonato insieme a Roger per diversi anni, così ho creduto che quella potesse essere una buona combinazione.
Prima di entrare, o meglio di formare, i Firebird, tu eri in una band chiamata Blacksmith. Questo progetto è davvero irreperibile in giro, e puoi descrivermi che cosa suonavate, con Michael (Amott n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi)?
La band di cui stai parlando è un terzetto nel quale ho suonato per un certo periodo, quando abitavo a Londra. E'stato molto divertente per me, ma credimi, non era un qualcosa che mi sentivo di promuovere in giro, in quanto era una cosa tirata su quasi per scherzo, per provare nuove cose, per divertimento. Per quanto riguarda Michael, credo tu ti riferisca al gruppo che abbiamo cercato di tirare su nel 1995, ma il problema è stato trovare la persona giusta al basso ed alla voce. Però suonava veramente Okay, quel progetto!
Il Rock settantiano, i Cream, i Mountain ed un sacco di riferimenti blues sembrano essere cose di vitale importanza per i Firebird. D'altro canto, le linee di basso impostate sinora da Leo Smee ricordano moltissimo lo Stoner rock, per le particolari distorsioni coinvolte, e per la sua esperienza ancor viva nei Cathedral. Come descriveresti i Firebird, musicalmente, e quali sono i Monsters of Rock che ti senti di ringraziare maggiormente per l'ispirazione tratta?
E'davvero difficile descrivere la nostra musica. Ti dirò: è una Rock band! Ma escludendo quel termine, è realmente difficile dire altro con precisione. Le influenze, come hai detto te, sono radicate nel passato, ma stiamo sicuramente componendo nuove canzoni, non delle copie. Non puoi di certo ricreare il passato, e io non ho mai avuto o sentito l'intenzione di doverlo fare. Quello che mi piace del nostro stile è che c'è molto su cui spaziare, che suoniamo cose in cui si trovano elementi molto diversi fra loro, e posso aggiungere che nella musica di oggi c'è veramente poco che mi interessa, il tutto perchè solitamente l'approccio è troppo banale. Le band Rock di oggi sono troppo prodotte alla perfezione, e quando arrivano a suonare dal vivo poi si accorgono che è impossibile ricreare ciò che appare sul cd. Per me, la musica è una cosa viva, e ogni cosa ha il suo tempo. Concludendo, sull'ultima coppia di dischi prodotti dai Firebird, ovvero la prima, ci sono molte influenze: tutto quel che va da Humble Pie a Canned Heat o agli Allman Brothers.
"Deluxe" è sicuramente un disco più compatto di "Firebird", essendo maturo, vario, catchy. Un gran lavoro, secondo me, capace di ottenere grandi responsi in tutta l'Europa. Che cosa ne sarà del suo successore?
Non sono sicuro di aver capito che cosa intendi con questa domanda, ma sono innanzitutto felice che tu abbia apprezzato il nostro ultimo disco. Posso dirti che il nuovo sarà nei negozi entro marzo o forse ad aprile, e che risulterà come un naturale successore di "Deluxe", con passi in avanti e segni di evoluzione. Alcune cose cambieranno, anche se non radicalmente: sarà decisamente più basato sulla forma canzone, perchè questa volta, scrivendo il materiale, ho cercato di puntare a realizzare qualche canzone veramente memorabile, anzichè focalizzare il tutto sui riffs singoli o su altre cose del genere.
Un sacco di persone, sia in Europa che in America, hanno felicemente riscoperto gli anni settanta. Voi ed i The quill ne siete un esempio calzante, mentre nello Stoner è spesso possibile sentire l'uso degli Hammond, ispirazioni da Led zeppelin o Thin Lizzy e tante altre cose provenienti direttamente da quell'era. Vedi questa faccenda come una sorta di revival? Tutto ciò riuscirà ad appassionare i teenagers, ora che i rockers di vecchio stampo ne sono nuovamente rimasti affascinati? In poche parole, qual'è il compito che la vostra musica deve svolgere?
Capisco benissimo ciò che intendi. Prima di tutto, ti dico che non si tratta di un revival. O almeno, per me non lo è affatto. Con i Firebird io voglio solamente portare la musica in avanti, non farla tornare indietro negli anni o spostarla, diciamo, lateralmente, cambiando assai poco o nulla da quanto si propone spesso al giorno d'oggi. E'troppo sicuro e facile affondarsi nel passato, e sinora l'hai visto sicuramente fare da tante band. Quello che i teenagers penseranno della nostra musica, sinceramente, non lo so. Da quello che ho visto negli ultimi anni, sicuramente molti di loro potranno apprezzarla.
"Slow blues" è una particolarissima song di "Deluxe" che unisce basso, batteria e linee vocali distorte. In più, l'armonica, uno strumento che sul disco hai suonato tu stesso. Definiresti questo un esperimento o una parte ben precisa del sound dei Firebird?
Penso che questo sia definibile con entrambe le cose, si. E'un qualcosa che abbiamo buttato giù in studio in una sola nottata, ed abbiamo notato che funzionava. Volevamo un po'rompere le atmosfere, cambiare le regole, e credo che quel pezzo l'abbia fatto benissimo. Adoro suonare l'armonica, e ti dico subito che nei prossimi dischi lo farò sicuramente.
Il Rock che tu suoni è molto influenzato dal blues. I Rockers sono spesso considerabili come degli apprendisti di questa rinomata corrente, così vecchia storicamente. Tu, come chitarrista, cantante e compositore, ti senti influenzato in maniera diretta dal blues o pensi di essere maggiormente influenzato dalla maniera in cui le Rock bands lo usano?
Beh, sicuramente io adoro i dischi Blues. Certi dischi Blues. E'un genere vasto e duro da generalizzare, ed un sacco di cose che nascono oggi sotto alla sua etichetta non riesco neppure a catalogarle. Cosa adoro di tanti artisti Blues è il fatto che spesso questi riescono a tirar fuori grandissime cose da punti di partenza semplicissimi. Se li osservi, musicalmente vedrai che riescono a improvvisare grandissime composizioni partendo da un grappolo di pochissime note suonate su sole tre corde. E in un certo senso, con questo ti ho detto davvero tutto. Mi piace molto gente come Little Walter, Freddie King, Tommy Johnson, gente che ha un sound proprio, firmato.
Hai suonato nei Firebird assieme a membri di Cathedral e Spiritual beggars. Ora, la sezione ritmica dei The quill compone il resto della tua band. I Firebird vanno definiti come una all-star band, come un tuo progetto solista, o come una band a tutti gli effetti?
I Firebird sono una band. La line-up è cambiata qualche volta, si, nel corso degli anni, e io sono rimasto l'unico membro fisso. Ma, effettivamente, che cosa cambia? E'soltanto passato del tempo.
Parliamo un po'del passato, sei celebre per aver suonato con Napalm Death e Carcass, due esperienze veramente disumane. Andiamo con ordine: hai lasciato i Napalm Death nel 1989, quando eri in tutte e due le band. Perchè li lasciasti?
Tutto quanto è successo veramente tanto tempo fa, ma nonostante tutto mi ricordo benissimo quanto successe. Ti posso dire che ne avevo abbastanza, la musica non mi esaltava più di tanto, e dopo questo va aggiunto che anche sul piano sociale, nei rapporti con gli altri membri della band, non ero messo poi così bene.
Lee Dorrian dei Cathedral ha già suonato con te nei Napalm Death, e io, intervistando la band, ho chiesto a Shane Embury il perchè del suo abbandono. La sua risposta è stata diplomatica: "E'passato molto tempo, dovresti chiedere a Lee". Ridendoci un po'su, passo la domanda a te.
Beh, ti verrà da ridere, ma anch'io alcune cose non me le ricordo poi tanto bene. E'passato veramente moltissimo, però qualcosa lo ricordo ancora. Si tenne molte cose dentro, non fu un abbandono dalle ragioni esplicite, e ti posso dire che però le sue ragioni erano sicuramente simili alle mie.
Senza alcun dubbio i Carcass sono la band più importante in cui hai suonato negli anni novanta. Se non ricordo male, lo split avvenne nel 1997, dopo "Swansong". Dappertutto si leggono un sacco di ragioni diverse che, teoricamente, avrebbero portato allo scioglimento. Jeff Walker ha persino detto in giro: "La label voleva farci diventare i nuovi Nirvana". Te che mi diresti?
Ehi, sei in vena di domande difficili! Io, da parte mia, ho lasciato la band nel 1995, prima che l'ultimo disco venisse messo in circolazione. Ci furono delle decisioni su un cambio di monicker, poi posso dirti che comunque "Swansong" non è che una selezione delle ultime tracce che avevamo composto, ne avevamo veramente tante. Non ricordo cosa è successo alle altre, se non erro sono finite su una sorta di compilation ("Wake up and smell the Carcass" n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi). Però, riguardo alla dichiarazione di Jeff, non so se confermartela o meno. A me non l'ha mai detto, dubito che sia una cosa veritiera. E non so cosa volesse ribadire, se questa è stata davvero detta da lui. La band aveva finito la sua corsa.
Il Death melodico è un fenomeno che, probabilmente, avete contribuito ad avviare mediante "Heartwork". Adesso un sacco di band utilizzano dettami Heavy metal in un contesto spacciato per estremo: che ne pensi di questa corrente così in voga in Svezia?
Michael Amott, eccezion fatta per gli Spiritual beggars, ci è del tutto dentro. Io, per essere sincero, non ho mai ascoltato tanto di quelle cose, e non penso lo farò mai.
Parlando di Michael Amott, dopo il potente "Ad Astra", i suoi Spiritual beggars hanno licenziato Spice per prendere in formazione JB, il nuovo singer. Secondo me i risultati sono stati davvero grandi, e Michael ha prodotto un disco che è più nel Rock anni settanta rispetto allo Stoner degli esordi. Che ne pensi?
Penso che devo ancora sentirlo, quel disco!
Una cosa che ho notato acquistando molti dischi Stoner, Hard rock e Seventy rock è il fatto che spesso, nei libretti interni alle confezioni dei dischi, mancano i testi. Neanche voi li avete, su "Deluxe". Perchè?
Personalmente, non vedo il perchè di stampare i testi all'interno delle pagine del booklet (forse per chi non parla o sente parlare abitualmente la vostra lingua! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi). In un certo senso, non è affatto una cosa più utile dello stamparci sopra gli spartiti di batteria, le tabs o qualche altra cosa del genere. E'un po'come isolare un elemento dalla musica, se ci metti quello, perchè non metterci tutto il resto, sui booklet? Le vocals sono una parte del nostro sound, e le parole non sono certo poesia pura, quindi, per questo non ce le abbiamo mai messe.
Quando i Firebird erano composti da te, Leo Smee e dal batterista degli Hangnail Mark Cronin, il nome della band era Albatross. Nella biografia presente sul vostro sito ho letto che il nome derivava da una song dei Fletwood Mac. Quando avete tirato su il nome Firebird, da cosa avete preso ispirazione?
La band di cui stai parlando non erano i Firebird. Certo, c'eravamo sempre io e Leo, ma noi tre all'epoca abbiamo solo suonato insieme per qualche settimana e solo ed esclusivamente per puro divertimento. Ma non abbiamo mai lavorato per tirar fuori un disco. Qualche mese dopo la formazione degli Albatross, la Toy's factory ci chiese se fossimo intenzionati a tirar su un album, ed io gli risposi che era in cantiere una nuova band, i Firebird. Così chiesi a Leo e Ludwig se volessero entrarvi.
Okay Bill, non voglio farti perdere altro tempo. Hai qualche parola per chiudere, per i lettori di MetalManiacs?
Si, ringrazio tutti i lettori per aver seguito questa intervista. Quanto a te, Marco, ti mando un mio saluto, e stammi bene.

Bill Steer

Marco "Dark Mayhem" Belardi