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Exodus - Intervista a Tom Hunting (drums)

Ritornano gli Exodus, e lo fanno con un disco memorabile, uno di quei lavori che faranno parlare per molto come già era accaduto ai rinati Testament col buon "The gathering". E nella speranza che la gente possa ancora apprezzare a pieno le sonorità del Thrash degli ultimi '80, eccovi l'immancabile intervista con Tom Hunting, uno dei membri originari della prima formazione degli Exodus, oggi reincarnatasi a pieno esclusion fatta per il defunto (R.I.P.) Paul Baloff.

Intervista a cura di: Marco "Dark Mayhem" Belardi

Ciao Tom! Ascoltando il nuovo album m'è parso di sentire molte influenze dagli Overkill dei primi anni '90, con una gran presenza delle linee di basso. Sei d'accordo con me?
Abbastanza d'accordo. Direi che innanzitutto il nuovo disco degli Exodus è semplicemente un disco degli Exodus. Abbiamo ripreso la pesantezza di "Fabolous disaster", unita ad una produzione piuttosto attuale ma non eccessivamente ritoccata, cosicchè i suoni sono al 100% vivi. Cose che solo produttori come Andy Sneap, secondo me, oggi possono garantire. E poi diciamo che il paragone con gli Overkill può starci, il basso è in evidenza e quella è una tradizione che Verni ha da tantissimo tempo, e a noi piacciono certe cose. Ed inoltre è possibile sentire influenze da "The years of decay" o "Horrorscope", nei "nuovi" Exodus. Ma ti ripeto, siamo sempre noi, pur avendo cambiato qualcosa in tavola. Ma del resto, quanto tempo è passato dal penultimo disco? Era naturale che non tornassimo tali e quali ad allora...
Come mai avete scelto la Nuclear Blast? Com'è la situazione delle etichette americane?
Abbiamo scelto la Nuclear Blast perchè era semplicemente il meglio che potessimo scegliere: in America ci sono buonissime etichette ma la faccenda riguarda tuttalpiù le major, per quel che riguarda il Metal l' Europa gode sicuramente di un miglior mercato ed al momento etichette come la Nuclear Blast vengono a mancare, nel nostro continente. Nuclear Blast cura tutti i dettagli, non lascia nulla al caso e ti può garantire un budget eccellente, e a noi per realizzare un disco come "Tempo of the damned" servivano una produzione all' altezza, tempo e promozione. Nuclear Blast ci ha fornito tutte e tre le cose, ed eccoti riassunto il motivo della nostra scelta!
Alcune canzoni del disco non risalgono proprio a tempi recenti, ad esempio "Impaler"...
Certo, "Impaler" è presente soltanto su una nostra vecchissima registrazione, non ufficiale, nè demo. Si tratta di un bootleg che però deduco sia piuttosto difficile da reperire. L' abbiamo scritta tantissimo tempo fa, quando ancora Kirk Hammett era in formazione, e fra l'altro Kirk ha partecipato principalmente alla sua composizione, tantochè nel booklet di "Tempo of the damned" lo ritrovi citato per primo, sopra al testo. Ma direi che ci abbiamo lavorato collettivamente. L' abbiamo scelta perchè rilavorandoci sopra abbiamo trovato il modo di migliorarla molto, anche se il suo feeling dell' epoca non l'ha di certo perduto.
Perchè avete messo in commercio l' EP "War is my shepherd" soltanto in versione limitata e tramite il sito internet di Nuclear Blast?
Innanzitutto si trattava di un' anticipazione a lungo termine, non è uscito a pochi giorni dalla release del disco. Poi è stata un' idea anche dell' etichetta, in modo che si trattasse di un articolo destinato ai fan più accaniti degli Exodus e non del solito EP che poi finisci per trovare dappertutto. Inoltre "War is my shepherd" nasce per dare un' idea ai fan di come avrebbe suonato il disco, una specie di antipasto. Nulla di troppo importante, ecco...
Due anni fa Steve Souza ha lavorato con i Testament su "First strike still deadly". E' ancora in contatto con loro?
Certo, noi sentiamo molto spesso i Testament e sono delle persone fantastiche. Per lui è stato naturalissimo collaborare con loro cantando quei pezzi che sono finiti sul disco: era parte integrante dei Legacy, sono rimasti tutt'ora amici e gliel' hanno chiesto. Poi, all' epoca il nostro cantante era ancora Paul Baloff, lui non aveva neppure pressanti impegni. Ma naturalmente non confondiamoci: è solo una collaborazione, il cantante dei Testament è e rimane Chuck Billy! Non per dirti che non vorrei ci fregassero Steve, Ahahahahahaha!
A proposito di Chuck, come stava l'ultima volta che lo hai sentito?
E' guarito, lavora come un dannato per i Testament e so che hanno tantissimo materiale pronto per il nuovo album. Anzi non so dirti, può darsi che stiano già registrando, effettivamente è un pezzo che non ci parlo a riguardo. In ogni caso è "100% cancer free" (testualmente n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi).
A proposito di Paul, dato che l'hai nominato... Quando, di preciso, avete scelto di far uscire il disco per il suo secondo anniversario dalla sua morte?
Inizialmente il disco sarebbe dovuto uscire in un' altra data, l'avevamo anche fissata. C'è venuta l' idea di tributare Paul per tutto quel che ha fatto per noi, e inoltre lui avrebbe dovuto cantare sul disco, dato che era rientrato come parte integrante della band quando avevamo effettuato la reunion. Insomma, volevamo fare qualcosa per ringraziarlo e una semplice scritta nel booklet non era abbastanza. Non è abbastanza neanche far uscire il disco in data 2 febbraio, certo, ma vogliamo che si sappia quanto per noi fosse importante, come persona innanzitutto.
E come avete scelto Steve? So che avevate messo degli annunci per cercare un nuovo cantante...
Si, però la scelta degli annunci è stata rinnegata subito. Quando ci siamo riformati abbiamo pensato alla formazione originale, e per un po' tutto è andato bene, ovviamente prima che succedesse a Paul quel che è successo. Quando Paul è morto ci abbiamo riflettuto sopra per un po', volevamo fare delle audizioni ma poi, effettivamente, perchè cambiare gli Exodus? Gli Exodus sono rimasti sempre gli Exodus, e Steve è stato con noi in tutti i dischi eccetto uno. Non aveva senso non richiamarlo con noi, viste le sue doti, visto il legame che avevamo con lui, e visto che si adattava a ciò che intendevamo suonare. Era lui il predestinato, ed è bastato parlarci...
Cambiamo discorso: che ne pensi del Post-Thrash, e di band come i Machine Head o gli ultimi Invocator? Vi influenzano in qualche modo?
Certo che ci influenzano. Il Thrash Metal è passato anche da loro e negli anni novanta, senza queste band non sarebbe neanche esistito, a momenti. Hanno scritto dischi importanti e che io apprezzo molto, e ritengo anche che "Tempo of the damned" in fondo ne risenta, come credo ne risentano molti dischi Thrash attuali o usciti di recente. Inutile negare l'evidenza, tutto fa parte dell' evoluzione, anche se "Tempo of the damned" è prima di tutto un disco degli Exodus, con sonorità innanzitutto alla Exodus.
Dei vostri primi tre album, qual'è quello che preferisci?
Domanda difficilissima, ma dovresti chiedermi quale preferisco dei nostri primi cinque, in fondo quando sono uscito dalla band ne sono stati composti altri due, e non posso certo non tenerli di conto. "Impact is imminent" è un disco che ad esempio a me piace moltissimo, non l'abbiamo mai rinnegato e non credo sia così inferiore, ad esempio, a "Fabolous disaster". Solo che io non c'ero! "Pleasures of the flesh" è forse quello in cui abbiamo osato di più ottenendo i maggiori risultati, quasi insperati sotto alcuni punti di vista. "Bonded by blood" è riconosciuto all' unanime come il miglior disco degli Exodus ma anche sotto questo punto di vista avrei da ridire, sinceramente non so sceglierne uno. Forse "Fabolous disaster", o forse proprio "Bonded by blood"...
Appunto, tanto per parlare degli ultimi due dischi degli Exodus prima dello scioglimento: tu non c'eri. Come entrarono in contatto con John Tempesta?
Beh, posso dirti più che altro come uscii io, Ahahahahahah! Fu durante il tour di "Fabolous disaster". Fino ad allora tutto okay, nessun problema. Durante quel tour iniziarono i problemi, e piano piano sono uscito dagli Exodus. John Tempesta in ogni caso è e resta un gran batterista, credo che all' epoca fosse la scelta giusta, per la band.
Tu hai avuto due progetti con Jason Newsted, IR8 e Sexutorica. Però i dischi sono effettivamente usciti soltanto di recente, ristampati in un unico split...
I problemi erano fra Jason Newsted e i Metallica, loro non volevano che prendesse parte in altri progetti, e nonostante Jason avesse moltissima voglia di lavorare, tutto gli venne negato. I Metallica s'eran presi un periodo di pausa a quell' epoca, era da un pezzo terminato il loro tour di supporto al "Black album" e lui nonostante tutto aveva ancora voglia di comporre musica, ma per conto proprio, e di fare qualcosa. Io mi unii a lui e vennero fuori questi due dischi, con collaborazioni importanti, tipo Andreas Kisser dei Sepultura. Però nulla divenne concreto, e di recente lui ha avuto modo, con la sua Chophouse records, di ritirare fuori quelle cose... Direi che di tempo ce n'è voluto non poco...
Parliamo ora di un vostro vecchio amico, Kirk Hammett. Che mi dici di "St. Anger"?
Beh, potrei parlarti per un bel po' di quel disco, anche io non ho del tutto le idee chiare su "St. Anger". I suoni non hanno convinto nessuno: io trovo che siano molto potenti e adatti, però credo che ci sia un po' di confusione. Hanno voluto mettere assieme cose violente, stacchi melodici, il basso l'hanno completamente sotterrato. Allo stesso tempo ci sento cose nuove, voglia di suonare ciò che va di moda, e cose dei loro ultimi dischi. Spero sia un disco di transizione e che prendano una direzione più chiara. Però, di fronte a canzoni come "Frantic" o "St. Anger" non ho nulla da obiettare, anche se forse è un disco un po' troppo lungo e con troppe canzoni.
Okay, adesso il tema delle reunion Thrash Metal: come giudicheresti questo fenomeno?
Io credo sia una cosa del tutto naturale. Alcune band hanno soltanto staccato la spina negli anni della cosiddetta crisi. E' vero, di crisi si può parlare, ma queste band che erano scomparse dalla circolazione non sono mai morte, anche se le più rappresentative magari hanno cambiato stile o intenzioni. Mi fa piacere rivedere i Death Angel o i Nuclear Assault nuovamente in azione, sono due gruppi che stimo molto, e credo che durante quest' anno ne vedremo delle belle...
Jon Torres dei Warning SF, l'ex Laaz Rockit, però mi disse che secondo lui molte di queste reunion nascevano unicamente per questione di soldi...
No, non capisco come si possa parlare di queste cose. Questione di soldi... cos'è, un fenomeno collettivo? Prima nessuno suonava Thrash e ora improvvisamente tutti vorrebbero dei soldi? Il Thrash non è neppure il genere che tira di più, attualmente, anche se spero possa diventarlo. E' impensabile che sia una questione di soldi, ed è brutto buttar già una scena che si sta ricostruendo con questi appellativi. Tu che ne pensi?
Ti sembrerà una frase di circostanza ma l'ho scritto anche nella recensione: penso che "Tempo of the damned" sia il miglior disco Thrash uscito dal 1992 ad oggi, quindi penso che dietro a queste reunion, fino a prova contraria, ci siano motivazioni ben diverse. Anche se sono convinto che di flop ne usciranno non pochi...
Grazie, grazie mille! Mi fa realmente tanto piacere sentir definire il nostro nuovo disco così, anche se ero a conoscenza delle sue potenzialità...
E non ti fa neanche un po' paura il fatto che oggi il Thrash che viene perlopiù apprezzato è quello degli At the Gates? Non temi che uno stile vagamente retrò possa suscitare qualche perplessità?
Oggi dischi come "The legacy" o "Bonded by blood" vengono considerati capolavori del Metal. Se la gente considera così quelli, perchè non dovrebbero apprezzare nuovi dischi che riprendono lo stile dei tardi anni ottanta e primi anni novanta? La mia speranza è perlomeno quella, che la gente ascolti il disco...

Tom Hunting

Marco "Dark Mayhem" Belardi