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Empty tremor - Intervista a Daniele Liverani (keyboards)

Genius, ossia l'ennesima Rock/Metal Opera del periodo, poi un disco solista, e gli ottimi Empty tremor. Daniele Liverani non si ferma più, e non si ferma più neppure il nostro Brown Jenkin, che oramai vive per recensirgli i dischi. Ed era ovvio che non potesse mancare all' appuntamento con l'intervista...

Intervista a cura di: Brown Jenkin

Ciao! Innanzitutto vorreste parlarmi un po' dell' ultima fatica, The Alien Inside? Come stanno andando le cose?
Molto bene devo dire, il gruppo sta attraversando una nuova bellissima fase di entusiasmo duvuta a questa nuova release che ci sta riportando sulla scena musicale dopo qualche anno di pausa. Il nuovo cantante Oliver Hartmann ha dato a mio parere una grande energia al gruppo, il suo stile è molto potente e convincente e credo che sia un degno successore del nostro precedente cantante Giovanni De Luigi.
Personalmente ho trovato TAI un ottimo album, quali sono secondo voi i punti di forza del disco?
Credo che il nuovo disco The Alien Inside sia forse più orecchiabile ed appetibile ad una varietà maggiore di ascoltatori rispetto ai nostri vecchi album. Nonostante la matrice progressiva sia sempre presente e chiara, i brani sono forse più scorrevoli e più diretti, grazie anche ad una grande energia e interpretazione del nuovo singer Oliver Hartmann che ha davvero saputo interpretare in maniera personale ed efficace i brani di questo nuovo album. I cori che ha arrangiato inoltre sono molto particolari e danno all' album una dose di originalità in ambito prog metal a mio parere. Questi cori infatti sono molto più tipici in altri stili come AOR e rock melodico, ed inseriti in questo contesto prog sono molto particolari, a mio parere.
Non vorrei dire una scemenza, ma Don't Stop me sembra la trasposizione in musica delle atmosfere di Philip K. Dick. Che rapporto avete in generale con la letteratura fantascientifica?
Bhe, ti devo confessare che non conosco questo autore che mi citi, anche se andro sicuramente a documentarmi sul suo operato! Ad ogni modo the Alien inside si riferisce più ad un contesto psicologico ed introspettivo di una forma di alienazione della società moderna... non è prettamente correlato a fantascenza o cose del genere...
Consultando il vostro sito web non ho trovato date dei vostri concerti, ci potreste dire qualcosa di più?
Beh in questi giorni abbiamo ricevuto notizia di essere stati richiesti da Mike e Petrucci come openers dei 3 concerti di luglio che i Dream Theater terranno in Italia... questo ci ha davvero caricato moltissimo, e finalmente potremo far ascoltare i brani del nuovo album al pubblico prog metal italiano... Comunque non è che suoniamo molto in effetti, non ci sono molti spazi per le band emergenti in italia... putroppo è difficile suonare con una attrezzatura adeguata per proporre la propria musica con l' efficacia che necessiterebbe per avere la giusta espressione...
Doveste collocarvi in un ambito musicale, dove vi collochereste? La domanda può sembrare strana, ma a mio avviso il genere da voi proposto potrebbe piacere sia a progster incalliti sia a chi non mastica nulla di progressive & affini.
Questo aspetto è stato uno dei nostri obiettivi da sempre, anche se devo ammettere che tutto sommato le nostre song non sono poi così accessibili in realtà... si tratta comunque di progressive metal a tratti abbastanza sperimentale. Abbiamo sempre cercato però di esplorare anche territori più melodici e più rock per poter dare una intenzione orecchiabile al nostro sound.
Avete mai pensato di dedicarvi ad un album interamente in italiano?
Non amo scrivere in italiano, perchè questo limita la diffusione del messaggio delle liriche solo all'italia, cose che trovo molto limitante in un periodo dove oramai è facilissimo raggiungere ogni parte del mondo con la musica, e con tutte le forme di espressione in genere... Credo che l' inglese sia un linguaggio più universale, ed anche più adatto al nostro stile.
Avete cominciato giovanissimi ad addentrarvi nel mondo musicale, come vedete ora la scena underground? Spesso parlando con le band che mi inviano demo noto un certo periodo di stanca: è difficile emergere e spesso non emergono i più meritevoli. Confermate questa impressione?
Spesso accade come dici purtroppo, ad ogni modo la scena italiana è sempre in crescita e fortunatamente alcune label nell' ultimo decennio hanno raggiunto una buona professionalità e sono riuscite a fare emergere delle band di tutto rispetto. Ad ogni modo i gruppi sono sempre più numerosi ed è difficile ottenre la fiducia di qualche produttore per arrivare al disco.
Mi riallaccio alla domanda sulla letteratura fantascientifica. Quali sono gli spunti non musicali dai quali traete ispirazione per le vostre canzoni?
Beh, siamo costantemente influenzati da tutto ciò che ci circonda, a partire dalla critica situazione internazionale fino ad arrivare alle piccole cose quotidiane ed ai sentimenti in genere... Le tematiche del disco The Alien Inside sono infatti riferite ad una sorta di alienazione che l' umanità sta vivendo in senso generale; difficoltà di comunicazione, alienazione, tensione e odio stanno davvero imperversando ovunque, purtroppo...
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Sia dal punto di vista di album in programma o di tour.
Stiamo preparandoci per un minitour di supporto ai Dream Theater che avverra a Luglio in Italia... questa possibilità ci ha dato davvero molto stimolo e molta energia, per noi è davvero un sogno che si realizza a tutti gli effetti. Stiamo inoltre lavorando ad un altro album previsto per l' anno prossimo sempre con Frontiers.
Passiamo ora ad una domanda originalissima (in senso ironico ovviamente): quali sono state le vostre principali influenze, visto che comunque siete una band relativamente giovane nel panorama musicale italiano?
Sicuramente siamo stati folgorati dal grande apporto che i Dream Theater hanno dato al prog metal e consideriamo loro una delle nostre influenze principali. Ad ogni modo ascoltiamo di tutto, anche andando più indietro nel tempo, Rush, King Crimson, Kansas... tutti grandi maestri del nostro genere. In particolare io mi sento molto influenzato dalla corrente di musicisti prodotti da Mike Varney alla fine degli anni '80 in America... credo che grandi musicisti siano usciti da quel periodo nella scena americana.
Per concludere, volete lasciarci con un saluto ai lettori di MetalManiacs?
Vorrei ringraziare personalmente tutti coloro che daranno una chance alla nostra musica e seguiranno il nostro percorso musicale, condividendo le emozioni che abbiamo da sempre cercato di comunicare... Grazie anche e soprattutto allo staff per metalmaniacs per lo spazio e il supporto concesso!

Daniele Liverani

Brown Jenkin