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Dimmu Borgir - Intervista a Silenoz e Shagrath (guitars, vocals)

Ahhhhh, una bella giornata... la conferenza stampa dei Dimmu Borgir. I due membri storici della band Shagrath e Silenoz rispondono alle domande di un gruppo di webzinari dei più disparati siti internet italiani. In fondo sono sempre le stesse domande e le stesse risposte (da un certo punto di vista queste conferenze stampa sono pure noiosette... meglio le interviste singole, anche solo tre domande ma intelligenti). Spero almeno di rendervi la lettura quantomeno divertente.

Presente alla conferenza stampa: DavS

Iniziamo a parlare del titolo del vostro nuovo album. Come tutti gli album precedenti (con l'esclusione di 'Stormblast'), ha un titolo composto di tre parole. C'è un motivo dietro questa scelta?
Silenoz: Sì, è stata una nostra scelta, c'è un significato simbolico dietro al titolo dell'album. 'Death Cult Armageddon' esprime un'idea di come l'Uomo stia distruggendo sè stesso con guerre e conflitti in tutto il mondo; il titolo, quindi, ha un collegamento preciso con quello che è il tema dei testi e anche dell'aspetto musicale dell'album (era più divertente rispondere "Dammi solo tre parole... death cult & armageddon... n.d. DavS).
Probabilmente, questo disco è il più estremo della vostra carriera, il più complesso e il più difficile da capire...
Silenoz: Sicuramente. C'è così tanto da scoprire, da ascoltare e riascoltare... è un album da divorare, direi
Shagrath: Allo stesso tempo, è un album ricco di groove e non eccessivamente sofisticato; ciononostante, necessita di parecchi ascolti prima di essere apprezzato del tutto. Ci sono molti strumenti ed elementi diversi che entrano in gioco e quindi c'è bisogno di ascoltarlo più volte.
Tornando al concept lirico dell'album, dobbiamo pensare che i tempi che stiamo vivendo ora siano una sorta di preludio all' Armageddon, alla fine del mondo?
Silenoz: Si, noi la vediamo così. Stiamo andando verso la distruzione di noi stessi, e la colpa è solo nostra.
C'è un vero e proprio concept dietro l'album? Se sì, a proposito di che cosa? (sottolineo solo il fatto che già due precedenti domande su tre sono identiche a questa! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi)
Silenoz: Non c'è un vero e proprio concept, ma i testi girano sempre intorno agli stessi argomenti, che sono quelli di cui abbiamo parlato prima.
Shagrath: Ci sono anche tematiche tipiche del black metal, quindi un attacco alle religioni organizzate e così via (damande standard, risposte standard... è la legge n.d. DavS).
L'album sembra essere più vario dei lavori precedenti, e ci sono anche canzoni più sperimentali come "Blood Hunger Doctrine"…
Silenoz: 'Blood Hunger Doctrine' è un pezzo che spicca per la sua diversità in mezzo agli altri brani, proprio come 'Puritania' nel disco precedente.
Shagrath: C'è sempre una canzone che si distingue da tutte le altre, proprio per dare maggiore varietà alla musica che facciamo. Avere sempre lo stesso approccio a tutte le canzoni renderebbe noiosi sia la composizione, sia l'ascolto dell'album.
Cosa ci potete dire dell'artwork di copertina? C'è un significato dietro a quest'immagine?
Silenoz: È una cover semplice, molto diretta. È oscura, fredda... abbiamo voluto noi un' immagine così, che colpisse subito l'osservatore.
Parlando dell'uso dell'orchestra, questa volta avete usato molti più ottoni, come trombe e corni, rispetto ai dischi precedenti: come mai?
Silenoz: Abbiamo avuto più soldi questa volta! Ci siamo potuti permettere una vera orchestra e una maggiore quantità di tempo per poter arrangiare alla perfezione il tutto.
Shagrath: Le parti orchestrali sono state create insieme al direttore della Filarmonica di Praga, così abbiamo potuto lavorare su ogni singola sezione con un vero professionista; le registrazioni delle parti orchestrali hanno occupato due giorni interi, ne è valsa la pena...
Avete mai pensato di fare un tour con l'orchestra?
Silenoz: Sarebbe troppo dispendioso, basta pensare alle difficoltà: far suonare bene un' orchestra dal vivo è molto più difficile che fare la stessa cosa su disco...
Galder, il vostro chitarrista, è anche il leader degli Old Man's Child. Quanto pensate che la musica di questo gruppo abbia potuto influenzare il nuovo album dei Dimmu Borgir?
Shagrath: Credo per nulla. Galder ha un suo stile particolare, un suo personale modo di suonare la chitarra, con i Dimmu Borgir come con gli Old Man's Child: ma si tratta di musica diversa, così come diverse sono le bands (fino a un certo punto: quando uscì "Ill natured spiritual invasion", e soprattutto col disco successivo, non in pochi parlarono di band-clone! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi).
Silenoz: Ha due approcci diversi con le due band: poi Dimmu e Old Man's Child hanno una base musicale comune, quindi si possono trovare delle somiglianze, tutto qui.
Però lui ha scritto gran parte della musica per il nuovo album, mentre in 'Puritanical Euphoric Misanthropia' non era stato autore di una parte così imponente di musica... (era anche da pochissimo entrato nella band! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi)
Silenoz: Sì, questo è vero, ma non credo comunque che esista un' influenza degli Old Man's Child su questo disco.
Ci sono dei compositori classici che vi hanno ispirato nella stesura delle parti orchestrali?
Silenoz: Forse sarebbe una domanda più adatta al nostro tastierista… personalmente, ascolto un po' di musica classica e anche parecchie colonne sonore, ma le parti orchestrali nel disco sono tutte appannaggio di Mustis (ecco... classica metallarata retaggio di quando andavano di moda le cose sinfoniche post 1998... "ascolto Classica" - "ah si', quali autori?" - "ehmmmmmm, la Classica" n.d. DavS)...
Una cosa interessante del disco è che in un paio di pezzi compare anche la voce di Abbath degli Immortal…
Shagrath: Siamo tutti grandi fan degli Immortal da molto tempo, poi abbiamo avuto modo di conoscerli e di diventare amici di Abbath. Tutti noi amiamo molto il suo modo di cantare, così gli abbiamo chiesto di collaborare all'album e ha accettato!
E cosa pensate del loro scioglimento?
Silenoz: Siamo ovviamente molto dispiaciuti per l'accaduto, ma non abbiamo ancora avuto modo di parlare con Abbath, così non abbiamo idea delle ragioni. È sicuramente un peccato, però credo che abbiano fatto bene a sciogliersi quando erano all'apice del loro successo.
Sull'album compare anche una cover dei Bathory. Come mai questa scelta, e cosa pensate di questa band e di tutte quelle band che, ancora oggi, continuano a suonare true black metal?
Shagrath: Siamo, ovviamente, grandissimi fan dei Bathory, e in generale ascoltiamo molto di più quelle band che suonano 'old style black metal' piuttosto che le nuove band. Abbiamo fatto, nel corso della nostra carriera, molte cover di band heavy metal, per questo disco abbiamo pensato che fosse ora di provare qualcosa di nuovo.
Silenoz: I Bathory sono probabilmente la black metal band più influente della storia, quindi è una sorta di tributo da parte nostra.
Molti musicisti black metal hanno una serie di progetti paralleli (e spesso lontani dal black metal stesso), che sembrano spesso un modo per esprimere appieno la loro creatività. Quale pensate sia la ragione? Forse il black metal è ormai un genere chiuso, senza possibilità di ulteriore evoluzione, e quindi c'è chi deve cercare stimoli all'esterno?
Silenoz: Sinceramente non vedo un collegamento tra le due cose… probabilmente è solo perché i musicisti black metal hanno così tante idee per la testa che riescono ad esprimerle completamente solo grazie ai side-projects (ecco... questa era la mia domanda... mi sa che non l' hanno capita o che non mi sono fatto capire bene io n.d. DavS)
Abbiamo parlato di black metal per tutta l'intervista… quanto vi sentite ancora dentro alla scena?
Shagrath: Noi siamo ancora una black metal band. Anche se vendiamo molti più album di altre band abbiamo sempre una forte attitudine black metal (per molte band servirebbe una sorta di "termometro black metal" o un indice come il Dow Jones... sarebbe curioso rivedersi tutte le dichiarazioni di blackmetallarità prima e dopo ogni album n.d. DavS).
Silenoz: Anche perché non abbiamo alcun controllo sul numero di album che vendiamo…
Shagrath: Non ci interessa quel che dice la gente di noi, non ascoltiamo le cazzate che molti sparano sul nostro conto… noi andiamo avanti per la nostra strada.
Silenoz: Lavoriamo duro, scriviamo la nostra musica e basta… non ce ne potrebbe fregare di meno di ciò che gli altri pensano o dicono di noi (e questo l'abbiamo capito! n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi). (si, ok... le vendite e tutto il resto... ma leggete la domanda successiva n.d. DavS)
Shagrath: Ci sono un sacco di band che parlano di attitudine black metal, di underground, poi magari hanno un sito attraverso il quale distribuiscono la loro musica in tutto il mondo. E in più parlano male di realtà come la nostra, solo perché vendiamo più album. Non ci interessano, sono band senza importanza, destinate a scomparire nel giro di uno o due album (e non si può vendere roba da un sito in tutto il mondo??? n.d. DavS).
Cosa pensate dello scambio di MP3?
Shagrath: Non mi piace. Penso sia pericoloso per l'intero sistema musicale.
Silenoz: Se il mio disco viene scaricato invece che comprato, guadagnerò meno soldi, e questo significa un budget più basso per i miei futuri dischi, e probabilmente qualità più bassa… è pericoloso per gli stessi fan, da un certo punto di vista (mmmhhhhhh... ma il black non era mica quello che si registrava in cantina? Budget? Quindi bisogno di soldi... ma non era "niente compromessi"? n.d. DavS).
DavS: E così si conclude l'intervista... mi scuso con i fan per i miei commentini... ma mi sarebbe molto piaciuto discutere con la band privatamente (certo, così Silenoz sarebbe passato alle teste di cavallo nel tuo letto... n.d. Marco "Dark Mayhem" Belardi). Alla prossima!

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