HOME
RECENSIONI
INTERVISTE
CONCERTI
BIOGRAFIE
LO STAFF
LINKS
FORUM
SKINS
ZERO DAYS, ZERO SECS

Deeds Of Flesh - Intervista a Mike Hamilton (drums)

Dieci anni di onorata attività, quattro dischi sempre caldamente accolti tra gli appassionati dell'underground più estremo ed innumerevoli tour americani ed europei in compagnia dei mostri sacri del genere: i Deeds Of Flesh sono una delle più micidiali macchine da guerra che la scena Death Metal può vantare e con il loro quinto album "Reduced To Ashes" (fresco di stampa e già recensito dal sottoscritto su queste pagine) non fanno che confermare la propria validità di band e la loro estraneità a compromessi di qualsivoglia tipo. Ecco il resoconto della mia chiacchierata con Mike, incredibile batterista della band californiana…

Intervista raccolta da: Matteo Buti

Ciao Mike, come ti butta?
Hail!! Tutto bene grazie, mi sto occupando della promozione del nuovo album…
Ok, cominciamo a parlare di "Reduced To Ashes": descrivimi la fase di composizione che avete attraversato per arrivare alla realizzazione del Cd. In particolare, qual è l'elemento da cui siete soliti cominciare per la creazione di una nuova canzone: un testo, dei riffs o cos'altro?
Well, il processo che seguiamo per scrivere le nostre canzoni è abbastanza standard. Cominciamo da alcuni riffs di chitarra portati da Erik e cerchiamo prima di tutti di metterli insieme secondo il feeling del pezzo. Fatto questo passiamo agli arrangiamenti: io sistemo la struttura di base della batteria, aggiungendo accenti e rullate quando ce n'è bisogno mentre Jacoby cura le proprie parti di basso, facendo sovraincisioni ed alcune armonie. Jacoby gioca un ruolo fondamentale per quanto riguarda la struttura e l'arrangiamento di un pezzo. Una volta che la porzione musicale di una canzone è completata, semplicemente aggiungiamo il cantato.
Ecco, a tal proposito, di cosa parlano i vostri testi? E chi ne è il principale autore?
Nella composizione dei testi, ogni membro della band dà il suo contributo. In genere le nostre lyrics parlano di eventi storici, reali casi criminali ed altri soggetti che, in qualche modo, riguardano il lato più oscuro dell'essere umano. Scrivere roba totalmente inventata non rientra nei nostri interessi, mentre al contrario troviamo assai stimolanti quei testi che si basano su cose realmente accadute.
I suoni di cui è corredato "Reduced To Ashes" sono molto particolari, più secchi e taglienti di quanto siamo soliti ascoltare sulla maggior parte dei dischi di Death Metal: è stata una scelta voluta?
Certo, il sound del disco è proprio quello che avevamo cercato di ottenere anche sugli ultimi due album, entrambi registrati in digitale. "Reduced To Ashes" invece è stato inciso su nastro e poi scaricato su di un computer dotato di un programma per il mixaggio in digitale e la differenza si sente! L'intero processo è stato svolto in un nuovo studio chiamato Avalon. Abbiamo lavorato davvero bene lì: l'attrezzatura era tutta di prima qualità e l'ingegnere del suono, con la sua professionalità, ci ha aiutato molto a raggiungere il risultato che volevamo.
Penso che lo stile dei Deeds Of Flesh sia pressochè assimilabile col classico Brutal Death americano: mi piacerebbe sapere quali sono le vostre influenze principali. In particolare, che ruolo hanno avuto i Cannibal Corpse del periodo Barnes per la vostra formazione musicale?
Ci sono così tante bands che ci hanno influenzato, anche appartenenti a stili musicali differenti dal Death, che ci vorrebbe uno spazio troppo lungo per menzionarle tutte. Comunque siamo stati molto influenzati da vecchie Thrash Metal Bands come Kreator, Sodom e Destruction nonchè da bands più affini al nostro genere come Suffocation, Deicide, Gorguts, Malevolent Creation e Cannibal Corpse: ecco, queste sono state per noi le bands più importanti. Per quanto invece riguarda Chris Barnes non siamo stati influenzati tanto da lui quanto dalla sua band: i Cannibal Corpse hanno giocato un ruolo veramente rilevante sia per la musica nostra che per quella di altre mille Death Metal bands. Comunque la voce di Chris sui vecchi album dei Cannibal era davvero grande!!
Dopo molti problemi di line up avete deciso di continuare come un trio, senza un secondo chitarrista: perchè questa scelta? C'è un session che vi aiuta per i concerti?
Beh, in realtà non abbiamo mai avuto problemi di line up, semplicemente i membri che hanno mollato la band l'hanno fatto per problemi personali inerenti a lavoro, famiglia o scuola (Beh? e questi non sarebbero problemi di line up?! Nd Matteo). Abbiamo deciso di rimanere in tre perché riteniamo sia assai meglio per comporre, suonare e soprattutto andare in tour. Effettivamente abbiamo pensato anche di cercare un chitarrista per i live, ma abbiamo subito abbandonato quest'idea, anche perché Erik tra poco si comprerà della nuova attrezzatura che gli consentirà di suonare live tutte le armonie che sentite su Cd, quindi…
Fin dal primo album dei Deeds, sia Jacoby che Erik cantano: secondo quale criterio si dividono le parti vocali?
Essenzialmente Erik e Jacoby hanno due stili differenti: Erik ha un range che va dai bassi agli alti mentre Jacoby è più specializzato su tonalità ultra gutturali e medie. E' una valida combinazione che ci consente di essere più creativi, vocalmente parlando: alcune parti richiedono il timbro di Jacoby, altre quello di Erik. Sperimentare entrambi i tipi di vocals fa parte del nostro normale processo creativo.
La band è stata fondata nel 1993, ma tu vi sei entrato solo pochi anni fa: cosa pensavi dei Deeds Of Flesh quando ancora non ne facevi parte?
Ho sempre visto questo gruppo come una delle bands più estreme della scena, suonavano una musica complessa ed assai diversa da quella delle altre Death Metal bands. Non ero mai stato testimone di un loro live show finchè nel 1996, assieme ai Vile (mia band di allora) non ho fatto un tour in loro compagnia: i Deeds erano impressionanti tanto su Cd quanto dal vivo ed è stato allora che ho capito di volere assolutamente entrare in quella band.
Mi ha molto colpito "The Endurance", una canzone di quasi dodici minuti assai veloce ed articolata che chiude il vostro nuovo album: è stata molto difficile da registrare?
Cazzo, sì!!! E' stata la canzone di gran lunga più difficile da incidere, ci sono voluti un sacco di tentativi perché venisse bene. E' proprio per questo che l'abbiamo chiamata "The Endurance"! Volevamo fare qualcosa che nessun'altra Death Metal band aveva mai fatto prima: scrivere una canzone lunghissima senza ripetizioni di riffs, strutturandola in modo da creare un'alternanza di dinamiche paragonabile a quella delle composizioni classiche. Suonare "The Endurance" tutta di fila perfettamente non è stato di certo uno scherzo, per questo eravamo così fieri quando l' abbiamo finita di registrare…
Parlami adesso dei tipico show dei Deeds Of Flesh: quali sono le intenzioni della band quando Erik, Jacoby e Mike salgono sul palco assieme coi rispettivi strumenti? E il pubblico come reagisce?
Nelle nostre performance cerchiamo di mettere più energia e impegno possibile. Ci sforziamo di essere più professionali che possiamo e di suonare i nostri strumenti con la massima precisione. Non ci aspettiamo altro da noi stessi se non la perfezione! I nostri fans ci gratificano sempre con sentito supporto, così noi ci sentiamo tenuti a ringraziarli con la stessa dose di impegno e rispetto. Speriamo sempre che il pubblico ci dia la possibilità di mostrare quanto valgono i Deeds Of Flesh e siamo assai felici quando i fans si sbattono sotto il palco con la nostra stessa foga!!!
Ok Mike, la nostra intervista è ormai giunta al termine, grazie di tutto. Per concludere, vuoi lanciare un particolare messaggio a tutti i veri Death Metal fans qui in Italia?
YEAH!! Grazie a tutti per il vostro supporto e per le mail che ci inviate, siamo davvero onorati di far parte di una scena metal mondiale che non accenna a dare alcun cenno di debolezza. I Deeds Of Flesh saranno in tour in Italia a Gennaio assieme a Hate Eternal, Dying Fetus e Severe Torture, non mancate!!! Ah, e fatevi un giro su www.deedsofflesh.net o su www.uniqueleader.com . Grazie tante per l'intervista Matteo, see you soon!!!!

Mike Hamilton

Matteo Buti