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Coram lethe - Intervista con Mirco

Intervista a cura di :Dark Mayhem

Abbiamo parlato con Mirco dei Coram Lethe, una delle realta’ piu’interessanti della scena estrema italiana, assieme a band interessantissime come Arkenemy o Dammercide. Mirco ci ha spiegato la situazione della scena underground italiana e come nasce il death metal tecnico proposto dalla band toscana stessa.

La prima cosa che mi ha colpito dei Coram Lethe, sia in ambito studio che Live (pur avendovi visti all'opera dal vivo una sola volta), e'l'ottima maniera in cui conciliate potenza e tecnica: molte band che fanno della tecnica il loro "credo" artistico finiscono per abbandonare o tralasciare gli altri fattori, si direbbe che non si tratta proprio del vostro caso...che ne pensi?
In realtà non abbiamo un nostro “credo” ben preciso. Non vogliamo per forza essere tecnici o potenti… semplicemente scriviamo canzoni, senza inculcare le nostre idee in sentieri predefiniti. Molto dipende dal momento che ognuno di noi sta attraversando, dagli episodi della vita quotidiana che ci influenzano. Poi diciamo anche che siamo in quattro, e che i nostri gusti, sebbene abbiano molti punti in comune, hanno anche divergenze ben definite… tutto questo porta spesso le nostre songs attraverso aspetti e caratteristiche diverse, attraverso sfumature che non sono per forza catalogabili. Quello che dici è vero, spesso l’esasperazione tecnica porta ad una perdita di altri fattori, ma non ci pensiamo… quindi le tue parole non posso che prenderle come un complimento.
Dal vostro sound si direbbe che siete influenzati dal death metal piu'tecnico, da componenti piu'aggressive (come dimostrano le numerosi sfuriate di batteria utilizzate, il tutto unito a melodie che sanno di Swedish death alla In flames. Questo significa che avete una larga visuale all'interno della scena death metal o dipende da altre cose?
Devo dire che i nostri ascolti sono svariati, e non solo in ambito metal. Ad alcuni di noi, me compreso, gruppi come gli In Flames piacciono molto, ad altri meno. Se penso però alla scena svedese devo dire che penso a bands quali At The Gates, Dismember, Hypocrisy… e più recentemente a Darkane o The Haunted, e sinceramente anche il nostro sound mi ricorda più queste bands piuttosto che In Flames o Dark Tranquillity, alle quali siamo stati più volte paragonati, ripeto, non che queste bands non mi piacciano, è solo che non li vedo poi tanto simili a noi. Su altri fronti posso citare sicuramente Death, Carcass, Pestilence, Sadus, Slayer, Atheist, ma anche Deicide, Cannibal Corpse, Malevolent Creation, Morbid Angel. Ma, come ti ripeto, i nostri ascolti non sono unidirezionali. Ad esempio Tool, Tiamat, Anathema, Alice in Chains, Pearl jam, Beatles, Queen, Tuatara e molti altri rientrano tranquillamente nei nostri gusti.
Uno dei progetti personali dei membri della band riguarda proprio te: puoi parlarci di com'e'andata con i Lachryma Christi e di cosa proponevate musicalmente?
Per la verità dovresti parlare con Francesco (batteria), il quale ha militato più a lungo di me nella band. Comunque si tratta di circa 7 anni fa, e proponevamo un Black Metal molto sperimentale, molto influenzato dal Death, ma anche dal Doom o con altri inserti musicali molto particolari. In quella band, oltre alla voce, suonavo anche la chitarra. Poi, per divergenze musicali, mi allontanai dalla band poco prima che entrassero in studio per registrare il demo “In Madness I Wander”. Francesco è rimasto nei Lachryma Christi per due anni, prima che si separassero a titolo definitivo.
Siete nati in un buon periodo per il death metal...d'altronde vi siete formati nel '99, e questi ultimi anni sono stai considerati in un certo senso il periodo della rinascita del death metal...come la vedi la scena italiana?
Le band ci sono, molto valide… il problema è proprio “la scena”!!! La gente quando si parla di gruppi italiani parte sempre prevenuta, ci pensa dieci volte prima di comprare un cd, poi magari spende 40.000 lire per un disco di merda che viene da oltre il confine. Non a caso penso che la nostra nazione sia una delle più superficiali dell’intero pianeta, e questo si riscontra anche in ambito metal. Per quanto riguarda la rinascita del Death… beh… ci spero!!! Un ritorno agli inizi degli anni ’90… sarebbe fantastico! Ma non credo che avvenga proprio così. Sicuramente c’è stato un rilancio, ma gli anni d’oro ho paura che non torneranno più!!! Comunque non è che la cosa cambi di molto il nostro modo di fare musica; questo è il nostro modo di esprimerci, ed anche se non esistesse più una sola band a fare questa musica su tutto il pianeta, noi non potremmo fare altrimenti, non ci interessa cosa è di moda o cosa non lo è, questa musica è la nostra vita, cambiarla sarebbe come ucciderci.
Non ci sono numerose band in Italia che fanno perno sulla tecnica come accade con voi. In effetti per quanto riguarda il metal estremo la scena italiana soffre proprio per il dislivello tecnico con quello delle band del nord Europa, cosa di cui ne ho gia'parlato con Borchi degli Stormlord in intervista. Quali sono secondo te le cause di questo problema a livello nazionale?
Sinceramente non vedo tutto questo dislivello. Non credo che bands come gli In Flames facciano della tecnica la chiave della loro musica. Se vogliamo proprio parlare di tecnica sopraffina mi vengono in mente i Theory in Practice o i Messhuggah, gli assoli degli Arch Enemy o i Darkane, per il resto ci sono bands tecnicamente eccelse ma non inarrivabili dalla realtà italiana. Se ascolti Dammercide, Rising Moon, Nightside, Edenshades e molti altri ti accorgi di come ci sia la possibilità anche sul nostro territorio di trovare ottimi musicisti. Però va detto che se la scena è così misera come dicevamo prima, la possibilità di trovarci qualcosa si riduce rispetto ad una nazione dove i Dark Tranquillity entrano nei primi dieci posti delle classifiche, dove i Sentenced addirittura nei primi tre… influenzando così i ragazzi ad intraprendere la strada del Metal. Da noi è già stato un miracolo vedere i Rhapsody (e sono sicuramente più “assimilabili” rispetto ai suddetti) nei primi trenta!!!
I vostri testi sono molto distanti da quelli proposti dalla maggioranza delle band death metal: su cosa vi basate principalmente per la loro stesura?
Sicuramente la mia visione della vita e del mondo che mi circonda non è molto positiva. Probabilmente questo mio stato d’animo traspare nei miei testi…. Gli argomenti sono svariati, ma tutti vengono espressi tramite il dolore o la sofferenza, ovvero tramite quelle cose che a mio avviso sono i veri segnali di svolta nella vita degli individui. In Reminiscence ho toccato svariati argomenti: in “Heeding Your Heroes”, ad esempio, vengono contrapposte, nella normalità di un giorno qualsiasi, la voglia e lo spirito combattivo di alcuni nel raggiungere i propri scopi, con l’opportunismo e l’astuzia di altri, che sfruttano questa forza per il raggiungimento dei propri obbiettivi. In “Your God Also Cries” si immagina una forte passione tra un individuo e un demone, intesa come fascino dell’errore, come semplicità nell’imboccare strade sbagliate. Il pentimento successivo porta all’uccisione del demone…. ma porta in seguito ad un ulteriore pentimento…. ovvero “…non è uccidendo che si elimina chi a già ucciso”. “Immortal” parla del sogno dell’uomo di raggiungere appunto l’immortalità, di comandare sulla natura, e lo fa attraverso i pensieri di un essere vivente davanti al proprio clone…. probabilmente un involucro, pieno solo di dolore. Per citarne un’altra potrei parlarti della conclusiva “Cold Winter Of Fallen Stars” che rappresenta un mio momento particolare, non molto bello. Nel pezzo è narrato il dolore come trasposizione degli elementi naturali e come ricerca delle sensazioni in quello che la natura può offrirci.
Cosa dobbiamo aspettarci dalle vostre future uscite discografiche? Un'evoluzione musicale o un atteggiamento piuttosto conservatorio?
Questa domanda è molto difficile da soddisfare… non so! Diciamo che i nuovi pezzi che stiamo componendo sono a mio avviso sulla scia di Reminiscence, ma direi più maturi, in alcuni casi più potenti, in altri più tecnici o sperimentali. Ne abbiamo già pronti un bel numero, ma visto che per il prossimo anno è previsto il nostro primo full-lenght ufficiale sotto Negatron Rec., tutto dipenderà da come ci sentiremo al momento di entrare in studio, da quali pezzi decideremo di incidere e da quali invece scarteremo (per il momento chiaramente)… quindi non posso davvero darti una risposta, a parte che rimarremo sempre in ambito estremo!!!
Vista l'origine musicale dei Coram Lethe (tu provieni da una band di Black metal ad esempio...) escludi che in futuro possano formarsi dei side project dai vostri membri?
Non si sa mai! Adesso i problemi sono molteplici: il tempo a disposizione è poco, altri musicisti estremi nella nostra zona sono molto difficili da trovare. Forse un side project composto dagli stessi membri dei Coram Lethe potrebbe essere possibile, ma non al momento. Stiamo davvero mettendo tutte le nostre forze in quello che, ripeto, è la nostra vita!!! Grazie per l’intervista e in bocca al lupo. HAIL ITALY !!!


Dark Mayhem