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Ashent - Intervista alla band

Pochi mesi ci separano dall'uscita dell'omonimo esordio di questi Ashent, six piece veneto dedito alla causa di un Prog Metal roccioso ed originale: sentiamo cos'hanno da raccontarci questi ragazzi a proposito di passato, presente e futuro della propria band…

Intervista a cura di: Matteo Buti

Salve ragazzi, innanzi tutto vi faccio i miei complimenti per il vostro primo demo, davvero un ottimo lavoro. Visto che il nome del vostro gruppo è ancora ignoto ai più, sareste così gentili da illustrare ai lettori di MetalManiacs.it le vicissitudini che hanno accompagnato la band dalla nascita all'incisione di suddetto esordio?
Grazie per i complimenti, siamo molto lusingati. Ci siamo formati nel 2001 con lo scopo di dar sfogo alla nostra vena creativa, tentando di dire la nostra in ambito metal. Il fulcro del nostro operato è sempre stata la voglia di miscelare generi diversi, puntando a comporre una musica che fosse sì una sintesi delle varie sfaccettature del Metal, ma che allo stesso tempo avesse uno spirito progressivo, fuori dalle ristrettezze di un genere predefinito. Come band abbiamo passato gli ultimi due anni lavorando e sputando sangue in sala prove e tenendo concerti in locali microscopici, passando indenni attraverso innumerevoli cambi di line-up e problemi di ogni sorta. Fortunatamente nell'autunno dello scorso anno la formazione ha raggiunto una formazione stabile con l'inserto di Max Zhena alla voce: consolidato questo sodalizio, siamo entrati in studio a febbraio del 2003 ed abbiamo inciso quattro dei brani del nostro repertorio. Una certa comodità logistica, oltre all'indubbia professionalità che li caratterizza, ci ha indirizzati verso la scelta dei New Sin, studi dove già hanno registrato bands come Labirinth, Athena o White Skull: il prodotto, nei limiti di un esordio su breve durata, ci ha soddisfatto davvero molto. Dopo l'incisione del demo e la calorosa accoglienza dedicatagli dagli addetti ai lavori, abbiamo ripreso la nostra attività di songwriting ancora più intensamente di prima, ma purtroppo J.C., drummer e co-fondatore della band, è stato costretto a lasciare il gruppo in estate a causa di impegni lavorativi troppo pressanti, con grande dispiacere da entrambe le parti, visto che ci legano ancora l'amicizia e una grande stima artistica. Facciamo un grande in bocca a lupo a J.C., augurandoci che le sue notevoli doti non vadano sprecate. Adesso, dopo una breve ma intensa ricerca abbiamo assoldato un nuovo batterista e approfittiamo dell'occasione per presentarlo: Davide ha 26 anni ed è un ragazzo veramente eccezionale, in pochissime settimane è riuscito ad amalgamarsi ottimamente negli ingranaggi degli Ashent, imparando alla perfezione il materiale già inciso e partecipando immediatamente al processo di scrittura dei nuovi pezzi.
Penso che la vostra proposta si possa senza dubbio catalogare nell'ambito del metal progressivo. Ciò nonostante, da parte vostra siete dotati di un'originalità davvero non comune: quali sono state le bands o le scene musicali che, in qualche modo, hanno avuto un'influenza tangibile sul vostro songwriting?
Beh, è quasi naturale suonare progressivi quando si mischiano in un brano registri e generi musicali anche molto distanti tra loro. La nostra line-up è formata da ragazzi che hanno background musicali molto diversi ma che, per una strana coincidenza, sono tutti grandi estimatori sia della scena estrema che di quella prog, in tutte le loro sfaccettature. La grande passione che nutriamo verso il Metal si riversa inevitabilmente nelle nostre canzoni: dentro ci sono il gusto per l'impatto e la velocità, la ricerca di melodie avvincenti, la cura degli arrangiamenti. Le chitarre alternano riffs potenti a soluzioni più tecniche e la sezione ritmica, da parte sua, non si risparmia tra cambi di tempo e velocità estreme. Le sinfonie delle tastiere (cupe e maestose, più vicine al black sinfonico che al power) ed il chiaro stampo classic-prog della voce di Max Zhena poi completano il quadro, portando gli Ashent a comporre canzoni comunque assimilabili e mai troppo ostiche. Indubbiamente, ripensandoci, il mix non è così comune: in genere le bands di oggi si focalizzano su un solo registro o si rifanno a singole bands, emulandone troppo le caratteristiche. Noi invece ci sentiamo più liberi e i nostri punti di riferimento sono innumerevoli e talvolta molto distanti fra loro: ci piacciono molto artisti come Dream theater, Nevermore, Opeth, Pain of Salvation, Death, Angra e Devin Townsend, ma anche Dimmu Borgir, Soilwork, Elegy e Darkane, tanto per citare alcuni nomi che spesso girano nei nostri stereo. Ascoltiamo ed apprezziamo centinaia di band (metal e non) e questo, inevitabilmente, finisce per influenzare il nostro songwriting.
Siete soddisfatti dei responsi che il vostro lavoro sta riscuotendo in termini di critica? E soprattutto, c'è qualche casa discografica che si sia mostrata concretamente interessata alla vostra musica?
Siamo molto soddisfatti del trattamento della critica: finora abbiamo ricevuto responsi davvero positivi e, pian pianino, stiamo guadagnando sempre più visibilità. Tutti hanno apprezzato la maturità del songwriting e "l'originalità": d'altra parte quando si fa Metal in Italia usando tastiere e voce pulita senza fare power, si finisce per risultare originali per forza… In verità poi abbiamo avuto qualche contatto con piccole label, ma per adesso siamo ancora senza contratto: purtroppo il periodo è quello che è… Probabilmente infatti se fossimo usciti 3-4 anni fa, magari parlando di draghi e spadoni, saremmo stati già contattati anche da qualche etichetta straniera pronta a sfruttare l'ondata fantasy scoppiata con Blind Guardian e Rhapsody (band che, per inciso rispettiamo). Adesso però il fenomeno è imploso: le etichette si sono accorte di aver esagerato mettendo sotto contratto chiunque e attualmente, al contrario, non vogliono più investire su nessuno. Il made in Italy insomma ritorna ad essere bandito, al di là del genere e della qualità di una band. E questo discorso, purtroppo, vale anche per le labels nostrane. Noi comunque siamo fiduciosi e, da parte nostra, continuiamo semplicemente per la nostra strada…
Ascoltando "Ashent" si sente chiaramente che le persone che l'hanno realizzato non sono certo dei novizi: singolarmente, che tipo di formazione musicale avete attraversato? Quali esperienze avete avuto prima di imbarcarvi in questa avventura?
Tutti noi abbiamo studiato per anni i rispettivi strumenti (chi più formalmente, chi meno) e comunque, tutti proveniamo da esperienze precedenti: Onofrio e Thomas, i due chitarristi, hanno militato per anni in piccole bands locali dedite al Prog e al Thrash. Gian (basso e backing vocals) ha partecipato ad alcuni progetti Prog Rock ed ha suonato e cantato nei Novgorod, Symphonic Black Metal band nella quale suonava anche J.C. in veste di drummer. Davide invece, il nuovo batterista, ha suonato per anni sia Prog che Death mentre Max Zhena è un pò il veterano della band: canta da 15 anni, ha militato negli Ascra (cover band dei Dream Theater) e adesso, oltre ad essere nostro singer ufficiale, canterà anche sul nuovo album dei Moonlight Circus. Paolo (keyboard), infine, oltre ad aver suonato in alcune band prog e power, sostiene anche una intensa attività come concertista in orchestre di musica classica. Ci teniamo però a precisare che, oltre alla musica, amiamo curare molto anche i testi, un aspetto fondamentale delle nostri canzoni. Qui infatti si riflettono i nostri studi e le nostre letture, nonchè gli umori e i pensieri sviluppati nel corso degli anni: alcuni testi sono più personali, altri più filosofici, altri molto metaforici. Parliamo dell'uomo, delle sue passioni, dei suoi disagi e delle contraddizioni della società moderna.
Avete molte occasioni per potervi esibire dal vivo? Quanta importanza date a tale aspetto dell'attività di un musicista?
Crediamo che l'attività live sia fondamentale per una band: sul palco si testa la validità di una canzone, l'affiatamento del gruppo, ma si instaura anche la relazione con il pubblico promuovendo la propria musica. Riteniamo che una studio-band sia una band solo a metà. Finora abbiamo suonato poco e questo ci dispiace: purtroppo è stato difficilissimo esibirsi in contesti che non fossero feste paesane, piccoli festival rock o circostanze nei quali la nostra musica non avrebbe avuto un pubblico adatto... Inoltre va detto che i continui cambi di line-up certo non ci hanno aiutato sotto questo aspetto. Dobbiamo dire però che dopo l'incisione del demo è stato più facile muoverci: speriamo d'ora in poi di poter incrementare la nostra attività live.
Come nasce una canzone degli Ashent? Svolgete il vostro lavoro a casa, singolarmente o preferite farvi ispirare dall'atmosfera che si va creando durante le prove?
Il processo compositivo cambia da canzone a canzone: il solo principio a cui ci atteniamo è che le nostre canzoni, per essere considerate valide, rendano bene quando le suoniamo dal vivo. In generale partiamo da un riff di chitarra o da un'armonia di tastiera da cui poi, in sala prove, nasce la vera canzone: il pezzo grezzo viene integrato lavorando sulle dinamiche, con l'inserto della batteria. In tale sede vengono stabiliti il "tiro" e la natura della canzone: decisioni queste che influenzeranno gli arrangiamenti definitivi. Solo a musica completata si passa alla composizione delle vocals. Può capitare però anche che una linea di voce ci ispiri a modificare in parte il pezzo riadattandolo. Si può dire che alla fine il pezzo sia il frutto dell'unione di due esperienze: un lavoro metodico casalingo ed uno più istintivo, simile ad una jam session, che si svolge in sala prove.
Sono ormai passati diversi mesi dalla registrazione del vostro esordio, abbastanza per permettervi di poterlo giudicare con una certa freddezza: quali sono i difetti che punterete maggiormente ad eliminare nel corso delle prossime registrazioni?
A 6 mesi di distanza dalle registrazioni "Ashent" ci piace ancora: le canzoni sono convincenti ed efficaci e la produzione è davvero buona per un demo (ci sono decine di bands che incidono album ufficiali con una qualità sonora assai inferiore). Tuttavia è ovvio che vorremo cambiare delle cose: siamo artisti ed in quanto tali, eterni scontenti. In particolare faremmo scelte diverse per quanto riguarda il missaggio e la scelta di alcuni suoni troppo impersonali. Inoltre, a livello di songwriting, vogliamo puntare ancora di più sull' originalità affrancandoci il più possibile da paragoni illustri. Avremo il tempo e la possibilità per farlo…
Ok ragazzi , grazie mille per la disponibilità, potete chiudere quest'intervista come più vi aggrada (io però gradirei una barzelletta noir… vediamo cosa sapete fare!!).
Te lo giuro, le barzellette non sono il nostro forte, se vuoi comunque possiamo chiudere con una cover a cappella dei Cugini di Campagna: è una delle nostre specialità... ahahahah!!! (mmmmh… n.d. Matteo Buti) Grazie a voi e un caloroso saluto a tutti i lettori di Metal Maniacs, gli ASHENT torneranno presto!!

Contatti Ashent: gianpaolo_falanga@tiscali.it

Ashent

Matteo Buti