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Adimiron - Intervista a Davide (basso)

Ormai sono passati diversi mesi dall’ uscita di “Burning Souls”, interessantissimo esordio pubblicato su Karmageddon Media. Sentiamo cosa ha da dirci Davide (basso) a proposito di passato, presente e futuro degli Adimiron.

Intervista raccolta da: Matteo Buti

Salve Davide! So che può essere noioso rispondere sempre alle stesse domande ma, visto che non tutti vi conoscono, penso sia opportuno presentare gli Adimiron ai lettori di MetalManiacs.it…
Allora incominciamo subito col dire che il gruppo è formato da cinque ‘casi umani’ che riescono a fare qualcosa di buono solo mettendosi a suonare insieme. Io sono Davide, il bassista del gruppo, e sono entrato negli Adimiron nel 2002, quando registrammo “Eclipse”. L’anno prima il gruppo la band aveva registrato un altro Ep intitolato “Everlasting Fight”. I due lavori hanno ricevuto buone critiche su riviste anche di spessore (non dimentichiamo certo l’intervista su Metal Maniacs a seguito dell’uscita di “Eclipse”), ma soprattutto hanno riscosso consensi da parte di molti ragazzi che, in questi anni, ci hanno sostenuti sia da sotto i palchi dei, sia raggiungendoci a mezzo internet. Dopo una serie di concerti per promuovere “Eclipse” e un mese passato a registrare, ora siamo arrivati a parlare del nostro primo album rilasciato con la Karmageddon Media: “Burning Souls”…
Dalle precedenti release a “Burning Souls” avete parzialmente abbandonato gli influssi Black Metal in favore di un approccio più tendente al Death. Quali sono le vostre principali influenze? La vostra ‘virata’ stilistica è dovuta ad alcuni mutamenti delle stesse? Ascoltate altri generi oltre al Metal?
Si, direi che il sound del gruppo è notevolmente cambiato e forse il nostro lato Black è quello che più ha risentito dell’evoluzione degli Adimiron. Tuttavia non direi che si possa parlare di abbandono. Ovviamente col tempo le cose cambiano e, come tu hai accennato, cambiano anche le influenze. Ma non solo: l’ambiente è diverso rispetto a quello che ha caratterizzato i nostri primi due lavori e tutto questo si fa ‘sentire’ in fase di composizione e di arrangiamento. Posso dire senza dubbio che abbiamo sentito la necessità di rendere il nostro suond più aggressivo e d’impatto, e l’evoluzione verso le sonorità del Death Metal è stata quindi naturale. In tale contesto, le influenze derivanti da altri gruppi occupano sicuramente un ruolo marginale: alla fine le bands che ascoltiamo sono sempre le stesse, anche se via via si aggiungono nuove realtà provenienti perlopiù dalla Svezia e dalla Norvegia. Ciò che è aumentato in questi anni è l’eclettismo dei generi musicali che ascoltiamo, senza contare che l’entrata di Danilo Valentini (chitarra) nella band ha permesso alle nostre idee di acquistare un maggiore respiro.
“Burning Souls” mi ha stupito, oltre che per l’alto livello dello composizioni, anche per la vostra ottima performance strumentale. Quali sono le vostre esperienze didattiche?
Entrambi i nostri chitarristi hanno sicuramente una maggiore esperienza rispetto agli altri membri degli Adimiron: Alessandro ha frequentato per anni corsi e seminari di chitarra, ha insegnato e studia per conto suo mentre Danilo frequenta tutt’ora la PerCento Musica a Roma. Davide (batteria) ed io invece siamo essenzialmente autodidatti, e così cerchiamo di ‘rubare’ qua e là qualche nozione interessante, esercitandoci quanto più possibile in sala prove o a casa propria. Devo ammettere che non è facile, ma con impegno e perseveranza si possono comunque raggiungere buoni livelli.
I testi di “Burning Souls” hanno un tema di fondo comune oppure ogni canzone si può considerare come a sé stante?
Di certo “Burning Souls” non è un concept. Le lyrics delle canzoni riguardano storie ambientate in scenari diversi e l’unico aspetto che può riguardare tutti i pezzi è il rigetto che l’uomo prova verso la realtà. Si può dire che i testi di “Burning Souls” siano pervasi dalla stessa rabbia che caratterizza le musiche. E proprio perché le lyrics sono molto simili a grida di rabbia e sfoghi nevrotici, abbiamo deciso di mettere nel libretto solo alcuni stralci di testo, un po’ come se si trattasse di anime diverse che fanno echeggiare le loro urla in tutto il nostro album…
Ormai sono passati un po’ di mesi dalla pubblicazione del vostro ultimo cd: quali sono stati i responsi di critica e (soprattutto) di pubblico?
Sia la critica che il pubblico hanno risposto davvero positivamente all’uscita di “Burning Souls”. Le recensioni sono state tante, così come le interviste, e pubblicate su riviste di molti paesi europei e non. Come te, molti hanno notato il cambiamento di stile, ma devo dire che è stato valutato da tutti come un bel passo avanti. Ciò di cui siamo particolarmente fieri è l’impatto che l’album ha avuto sulle scene tedesca e giapponese: in Giappone è stata infatti pubblicata una particolare edizione contenete la storia, la discografia e altre informazioni sugli Adimiron. Comunque fa ancora più piacere sapere che “Burning Souls” abbia riscosso notevole successo fra il pubblico: molti fans infatti si sono fatti notare e ci hanno manifestato la loro approvazione facendoci capire che siamo sulla giusta strada.
Qualcuno di voi ha dei side project?
No. In passato è successo che alcuni di noi avessero un secondo gruppo, ma alla fine la concentrazione di tutti è sempre rimasta fissa sugli Adimiron. Al momento nessuno di noi porta avanti dei side project: il rapporto che c’è tra i membri del gruppo e gli impegni sempre crescenti rendono la cosa davvero difficile.
In relazione allo status della band, pensi che il fenomeno del file sharing apporti più vantaggi o più danni ad un gruppo come il tuo?
La questione assomiglia molto ad un coltello a doppio taglio. Da una parte, come band avviata ma non certo famosa, ogni cosa che possa far girare il nome della band porta acqua al nostro mulino, tuttavia il file sharing, permettendo di scaricare album interi, certo non invoglia all’acquisto della copia originale, visto quanto costano i cd. È dunque evidente che a pagare il prezzo più alto di questa bruttissima situazione siano i gruppi e gli artisti esordienti che si affacciano per la prima volta sul mercato discografico e che, come noi, puntano a traguardi sempre più importanti. Purtroppo, se non regolato in qualche maniera, il file sharing rischia di uccidere i nuovi gruppi che, una volta abbandonata l’idea di fare soldi, sono costretti anche ad abbandonare l’idea di incidere dischi, visto che le case discografiche sono sempre più restìe a scommettere su bands esordienti.
La registrazione di “Burning Souls” mi è piaciuta molto: pensate di rivolgervi ai New Sin Studios anche per il prossimo disco?
I New Sin Studios sono stati fondamentali per buona la riuscita di “Burning Souls”. A partire dalla qualità della strumentazione presente all’interno dello studio, per finire col bravissimo Luigi Stefanini, tutto si è rivelato ottimo per avere un buon sound e degli arrangiamenti soddisfacenti. Una volta usciti da quello studio, già sapevamo che ci saremmo tornati, e infatti da qualche settimana abbiamo ripreso i contatti con Luigi per il nuovo album. Ci siamo trovati bene, il cd non ha nulla da invidiare a molte registrazioni estere e quindi non c’è niente che ci spinga a cambiare. Forse questa volta faremo il mastering all’estero, ma tutto è ancora da decidere…
Sicuramente avrete già composto nuove canzoni: quali novità dobbiamo aspettarci dalle future releases degli Adimiron?
Non ci sono grandi stravolgimenti rispetto allo stile di “Burning Souls”; soltanto che ora abbiamo ancora più chiaro in mente cosa ci piace suonare, e quindi i nuovi pezzi hanno forse un impronta più forte e un’incisività maggiore rispetto all’ultimo lavoro: diciamo pure che stanno acquistando il marchio di fabbrica degli Adimiron. In ogni caso i lavori sono all’inizio e ancora non potrei darti un’idea precisa su quello che sarà il prossimo album… In realtà non sappiamo neanche noi quali pezzi verranno registrati: qualche brano, magari se non sarà in sintonia con l’intero album, verrà probabilmente messo da parte, ma di questo ne parleremo la prossima volta…
Navigando sul vostro sito ho notato che fate molti concerti: c’è stato qualche gruppo, anche sconosciuto, che vi ha particolarmente colpito? Raccontaci l’aneddoto più bizzarro relativo alla vostra attività ‘on the road’…
Mi è piaciuto molto suonare con i Dark Funeral e con i The Crown: c’è sempre molto da imparare dai gruppi che calcano la scena da più anni rispetto a noi… e se poi si tratta di ragazzi così simpatici e disponibili ci si diverte anche molto. Comunque continua a farmi sorridere ricordare il concerto fatto a Prato con Belphegor ed Enthroned… Eravamo una carovana di venti metallari: ci appostammo all’interno del locale dalle 18.00 e cominciammo a bere prosciugando tutte le scorte che il locale ci aveva messo a disposizione. Bene, i ragazzi del Siddharta commisero l’errore di darci gratis qualsiasi bevanda… ti dico solo che a fine serata eravamo tutti sbronzi e il ritorno in albergo fu tragico… Altro non posso dirti perché personalmente ero uno straccio d’alcool che si aggirava nel locale. Ricordo solo di essere arrivato al punto di dover fare Rum e albicocca perché la pera era finita. Mi sono risvegliato il giorno dopo al secondo piano di un albergo in un paesino che neanche conoscevo… So che mi ci hanno portato di peso, ma soprattutto so che ho vomitato per tutto il giorno seguente e alle 22.00 eravamo di nuovo su un altro palco.
Quali sono secondo te i punti di forza degli Adimiron? Provate a convincere i nostri lettori a comprare “Burning Souls”…
Ragazzi, se non vi va più di ascoltare un album che sia solo e soltanto Death, o esclusivamente Black o più semplicemente Thrash, “Burning Souls” fa al caso vostro! Si tratta di cd in cui abbiamo inciso ciò che più ci piace di questa musica: velocità, rabbia, tecnica, melodia e sperimentazione. Cercatelo dunque, e ascoltatelo bene! Se vi piace tutto il metal e non siete di quei tipi tutti imbronciati che ascoltano solo il ‘loro’ genere credendo che gli altri siano o troppo leggeri o troppo pesanti, non potrete rimanere delusi! E poi contattateci, lasciateci messaggi sul sito e fateci sapere se il ‘viaggio’ nel metal vi è piaciuto!
Concludi questa intervista come vuoi… A presto e buona fortuna per il futuro!!!!!!
Innanzi tutto ringrazio Metal Maniacs che da sempre ci segue e si interessa al nostro lavoro, e poi… che dire? Speriamo di risentirci al più presto per una nuova recensione, eheheh! Ma soprattutto non posso che ringraziare e salutare i lettori e tutti i nostri fans: spero che il nostro ultimo lavoro vi piaccia e che presto si aggiudicherà un posto di riguardo nella vostra collezione. Attenzione però: “Burning Souls”, una volta conquistata la piastra del vostro impianto stereo o della vostra autoradio stenterà ad abbandonarla… voi non fateci caso, fate i bravi e lasciatelo lì dov’è: se non l’ha ancora fatto, conquisterà anche voi!!!


Davide Corlianò

Matteo Buti