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Domine

Data: 27/10/2001

Localita:Siddharta (Prato)

Vedere i Domine sta diventando per me una sorta di cosa abituale: ben quattro volte comprendendo questa in soli due anni. Ed e'cosi'che la band di Enrico Paoli e'tornata al Siddharta a distanza di un anno, dopo una prestazione, quella del 2000, dove avevano offerto uno spettacolo di tutto rispetto muovendosi a cavallo fra i due full lenght "Champion eternal" e "Dragonlord". Questa volta la band aveva il compito di presentare il fatidico terzo disco, turno tanto atteso per qualsiasi band che abbia raggiunto tale soglia, ed anche stavolta, per i Domine e'stata missione compiuta. "Stormbringer ruler", dopo l'esecuzione di "Horn of fate" in qualche data estiva (vedi quella di Umbertide, a cui abbiamo presenziato), e'stato eseguito piu'ampiamente e ben accolto dai presenti. Inutile dire che l'inizio del concerto e'stato affidato a "Thunderstorm", oramai brano inamovibile dalle scalette dei loro concerti nonche'dalle menti dei power metallers. La classica song dei Domine (nonostante si tratti di un brano dello scorso disco, oramai si puo'davvero parlare in questi termini) non ha pero'mosso minimamente il pubblico, che pareva minacciare uno show accolto quasi con indifferenza sin dall'inizio. Il proseguimento ha attraversato i momenti piu'felici dei lavori della band, come "Blood brothers fight", per poi accavallarsi sul nuovo disco, tramite la veloce "Horn of fate", che sara'tranquillamente considerata la nuova "Thunderstorm" assieme a "The hurricane master", anch'essa eseguita, quindi la "mazzata" della riedizione della cavalcata delle Valkyrie ("The ride of the Valkyries", appunto), la quale ha scatenato un pogo da lui'in poi quasi sempre presente fino al termine dello show. "Dragonlord", "Stormbringer" (dal primo e glorioso album) e la classicissima "Defender" hanno chiuso un concerto che se da una parte per me era una sorta di deja vu, lo e'stato non solo perche'avessi visto la band toscana gia'diverse volte, bensi'per il semplice fatto che ancora, ne'su album ne'dal vivo, non sono riusciti a deludermi neanche una volta. La corona del power-epic italiano spetta a loro: potenza, melodia, power-epic puro e suonato come si deve e senza troppi fronzoli. Fategli largo.


Dark Mayhem